Home

La famiglia Jackson perde la causa contro l’AEG

Lascia un commento

Questa notte è stato raggiunto il verdetto nel processo intentato dalla famiglia Jackson contro l’AEG, la società organizzatrice del This Is It Tour.

La giuria ha riconosciuto che Murray è stato assunto dalla AEG, ma ha stabilito che Murray era ritenuto competente al momento dell’assunzione, e per tal motivo l’AEG è stata scagionata.

Ignorate, quindi, le pressioni fatte dall’AEG su Murray affinché tutto procedesse come stava procedendo, ignorate le richieste di aiuto fatte da persone come Karen Faye, che invece dimostravano come l’AEG non fosse interessata allo stato di salute di MJ ed ignorate le responsabilità dell’AEG per aver messo Murray ad occuparsi di MJ…

Murray era competente e fu assunto dall’AEG. Anche se non si è potuto dimostrare, è probabile che abbia fatto proprio ciò per cui era stato assunto? Ad ogni modo, non è stato possibile riconoscere legalmente certezze di responsabilità dell’AEG nell’assassinio di MJ. Questo è quanto.

Una sentenza che non stupisce, ma che non fa giustizia.

Vedi anche: Ansa

Processo contro l’AEG – I primi 7 giorni

Lascia un commento

Aggiornamento sul processo contro la AEG.

Giorno 1 – 29/4/2013

E’ iniziato il processo della famiglia Jackson, rappresentata dall’avvocato Brian Panish, contro la AEG. Il risarcimento richiesto è di 40 miliardi di dollari.

Il giudice Yvette Palazuelos aveva stabilito un numero limitato di posti per i giornalisti (tra questi, la ABC), e non ha concesso la possibilità di twittare aggiornamenti in diretta durante lo svolgimento delle udienze.

La AEG è accusata di negligenza nella gestione di MJ e corresponsabilità nella morte del Re del Pop, soprattutto per l’assunzione di Conrad Murray e la realizzazione di contratti sia con Murray che con MJ che non tenevano conto della salute di MJ.

L’AEG, tramite l’avvocato Marvin Putnam, sostiene che Murray fosse stato assunto da MJ, nonostante quanto già emerso negli ultimi anni e al processo a Murray.

Era presente anche l’avvocato di Conrad Murray, Valerie Wass, che di recente ha fatto ricorso contro la sua condanna.

Ad ogni modo, inizialmente c’è stato l’intervento dell’accusa contro l’AEG.

L’avvocato Panish ha spiegato che a MJ è stato iniettato il Propofol quasi tutti i giorni per 6 settimane (un anestetico usato come sonnifero, mentre di giorno ricordiamo che veniva somministrato un altro farmaco che come effetto portava l’insonnia…) e che Murray acquistò una grande scorta di questo medicinale in previsione del tour. Inoltre, dichiara che la polizia trovò nell’auto di Murray il biglietto da visita dell’amministratore delegato dell’AEG, Brandon Phillips, e il contratto tra Murray e l’AEG. Dichiara, poi, che l’AEG non correva alcun rischio nella produzione del tour, perché con il contratto che avevano fatto firmare a MJ, erano garantiti dai beni di MJ, incluso il catalogo Sony. In pratica, se il progetto fosse saltato per motivi di salute, i costi dell’AEG sarebbero stati ripagati con i beni di MJ. Un modo per tenerlo sotto scacco e costringerlo ad esibirsi con loro ad ogni costo. A confermare questo interesse economico a discapito della salute di MJ ci sono delle email (già emerse al processo contro Murray) in cui l’AEG parla delle irrimediabili conseguenze che MJ (descritto come terrorizzato da quanto stava accadendo) avrebbe avuto se si fosse tirato indietro, e in cui MJ chiede di poter avere un medico e l’AEG dice a Murray cosa ci si aspetta da lui. In altre email, emerge la preoccupazione di Kenny Ortega, che si accorge dell’ansia e del malessere di MJ, ma l’AEG ribadisce la propria fiducia in Murray e insiste per andare avanti ad ogni costo. Panish poi dice che Murray è stato l’unico medico ad aver iniettato il Propfol a MJ nella sua casa, e che lui firmò il contratto con l’AEG il giorno prima della morte di MJ, ma che non fu pagato perché l’AEG l’ha voluto fregare.

Successivamente, è stato il turno della difesa dell’AEG, con l’avvocato Putnam. Putnam dichiara che mostrerà come esistano due MJ diversi, quello pubblico e quello privato. Dimostrerà che MJ era stato dipendente da droghe in passato (ma non mi dire…. n.d.r.) e vorrebbero dimostrare che MJ era un tossicodipendente. Prosegue ricordando che MJ aveva 400 milioni di dollari di debiti e, dopo un primo avvicinamento nel 2007, nel 2008 si era deciso a tornare sulle scene per recuperare un pò di denaro. Dice che il 90% dei profitti sarebbe andato a MJ e il 10% all’AEG. Secondo l’AEG, fu MJ a portare il suo medico personale, riferendosi a Murray. A provarlo ci sarebbe una dichiarazione di Murray che dice di lavorare per MJ ma che viene pagato dall’AEG.

Ricorda anche che MJ si sottopose ad un esame medico a febbraio 2009 che stabilì l’ottimo stato di salute di MJ, senza alcun segno di uso di droghe (quindi si è contraddetto da solo; prima aveva detto che era un tossico… n.d.r.).

E questa è la prima giornata in cui si sono presentate le tesi.

Giorno 2 – 30/4/2013

Iniziano le deposizioni.

Il primo testimone è il paramedico Richard Senneff, il primo ad arrivare nella camera in cui è morto MJ. Dalla sua testimonianza si riconfermano i gravi indizi di colpevolezza di Conrad Murray.

Il secondo testimone è il detective Orlando Martinez, del dipartimento della polizia di Los Angeles. Ribadisce il comportamento anomalo di Murray, gli elementi che non quadrano, la stanza ripulita prima che arrivasse la scientifica, gli enormi debiti (500’000 $) di Murray, oltre al fatto che Murray stava per chiudere la sua attività e la sua casa stava per essere pignorata. Nell’auto di Murray ha ritrovato il contratto con l’AEG secondo cui la società avrebbe pagato 150’000 $ al mese per occuparsi di MJ. Ha dichiarato che uno in una situazione finanziaria del genere è più facile che violi le regole pur di vedere quei soldi.

Giorno 3 – 1/5/2013

E’ proseguita la deposizion di Martinez con cui si è tentato di ribadire che Michael Jackson è morto e che questa morte è stata indotta dal dottor Murray.

Giorno 4 – 2/5/2013

Proseguendo nell’interrogatorio del detective Martinez, è stata fatta ascoltare il messaggio lasciato in segreteria telefonica da Frank DiLeo a Murray in cui dichiara: “Sono sicuro che sei consapevole del fatto che ha avuto un episodio la scorsa notte. E’ malato. Oggi è sabato, domani io rientro. Non ho intenzione di continuare il mio viaggio. Uh, penso che hai bisogno, credo che tu hai la necessità di fare un esame del sangue su di lui oggi. Io.. io.. dobbiamo vedere cosa sta facendo. D’accordo. Grazie”.

Nel contro-interrogatorio, Martinez conferma il comportamento sospetto di Murray, come la sua sparizione per un paio di giorni nonostante gli fosse stato detto di restare a disposizione. La casa in cui è morto MJ non fu tenuta sotto controllo dalla polizia nei giorni seguenti. Martinez ha detto che non era a conoscenza del fatto che Murray era già stato accusato di omicidio colposo per la morte di un altro paziente. La licenza medica, inoltre, gli era già stata sospesa prima del 25 giugno 2009. In conclusione, Martinez conferma ancora la sua opinione secondo cui la situazione finanziaria di Murray può essere stato il motivo per cui Murray ha aggirato le regole.

Giorno 5 – 6/5/2013

A testimoniare è chiamato il tossicologo Dan Anderson.

Sono stati mostrati i medicinali ritrovati nella casa di MJ e Anderson ha dichiarato che il Lorazepam e il Propofol sono medicinali tipici di un ambiente ospedaliero e che quindi è molto insolito trovarne in un ambiente domestico. Al di fuori dell’ambiente medico lo aveva messo in allarme.

Inizia a spiegare, poi, gli esami tossicologici effettuati sul corpo di MJ da cui è emersa la presenza di una grade quantità di farmaci: l’anestetico Propofol, gli ansiolitici Valium e Lorazepam, l’anestetico a breve durata Midazolam e la Lidocaina, una crema anestetica locale; inoltre risultavano la Lidocaina, il Diazepam, il Nordiazepam, il Midazolam e l’Efedrina.

La quantità di Propofol nel sangue di MJ era in una quantità che ci si può aspettare in un paziente che ha appena subito un importante intervento chirurgico.

Anderson ha detto anche che non c’erano tracce di Demerol, alcool, cocaina, Xanax, né alcun tipo di droga voluttuaria nel corpo di MJ.

Nel controinterrogatorio, emerge che i farmaci non erano prescritti solo da Conrad Murray, ma alcuni erano prescritti dai dottori Allan Metzger e Arnold Klein.

Ad ogni modo, Anderson ritiene che la quantità di Propofol nel corpo di MJ fosse eccessiva e che sia la causa della morte di MJ: l’unico caso di una persona non in campo medico a morire per il Propofol nella propria casa.

Segue la testimonianza del coroner Christopher Rogers, il vice medico legale che ha eseguito l’autopsia di MJ.

Tra le altre cose, dall’autopsia Rogers ha constatato le punture e le cicactrici dovute ai tentativi di rianimazioni, ma per altre cicatrici non si è riusciti ad appurarne le cause. Poi sarebbe emerso che MJ aveva le labbra tatuate di rosa, mentre le sopracciglia e il cuoio capelluto era tatuato di nero. Altre cicatrici dietro le orecchie suggerivano che MJ si fosse sottoposto ad almeno un lifting. Rogers ha poi confermato che MJ soffriva di vitiligine, una malattia che provoca la depigmentazione in alcune zone della pelle. Ha escluso la presenza di cardiopatia o della Lupus, che anche il dottor Arnold Klein aveva attribuito a MJ. Dagli esami ai raggi X, però, era emerso che MJ soffrisse di artrite alla colonna vertebrale inferiore e alle dita.

Ad ogni modo, da quanto esaminato, Rogers ha dichiarato che MJ fosse in buona salute prima della morte indotta dal dottor Murray.

A proposito della morte, ha escluso che un medico competente possa somministrare l’anestetico Propofol contro l’insonnia, ed ha escluso la possibilità che MJ possa essersi somministrato da solo una dose eccessiva di anestetico, smentendo la teoria della difesa di Murray.

Giorno 6 – 7/5/2013

Al banco dei testimoni sale il cardiologo Daniel Wohlgelernter.

Parlando del contratto di Murray, siccome Murray aveva chiuso la sua attività per dedicarsi al This Is It, “era completamente dipendente dalla continuazione del tour per il suo reddito”.

Dettaglio sconcertante per Wohlgelernter è la presenza di una clausola nel contratto che imponeav al dottor Murray di “eseguire servizi ragioneolmente richiesti dal produttore”, quindi Murray doveva rendere conto all’AEG e non al proprio paziente.

La somministrazione di Propofol, poi, può essere somministrato solo da un anestesista adeguatamente qualificato, perché c’è il rischio che il paziente possa smettere di respirare, e non da un cardiologo; sono competenze diverse. A tal proposito, Wohlgelernter ha dichiarato che MJ non aveva problemi al cuore, quindi invece di un cardiologo sarebbe stato più ragionevole se fosse stato ingaggiato uno specialista per dipendenza da farmaci e disordini del sonno. Ha anche fatto notare che Murray fece un massaggio cardiaco a MJ quando invece secondo Wohlgelernter avrebbe dovuto concentrarsi su come riavviare la sua respirazione (visto che il rischio sull’uso di quell’anestetico è che il paziente smetta di respirare…). Inoltre, pensa che Murray abbia anche ritardato nel chiamare i soccorsi al 911.

Durante il controinterrogatorio, Wohlgelernter ha detto che, anche se fosse stato MJ a volere Murray, l’AEG avrebbe dovuto insospettirsi per questo strano attaccamento con un cardiolo, vista la dipendenza da farmaci avuta da MJ in passato. E soprattutto, quando Murray fece richiesta di una macchina CPR, un dispositivo utilizzato per la rianimazione. Wohlgelernter ha detto che il contratto ingaggiava Murray come medico di famiglia di MJ. Inoltre, Wohlgelernter dice che in teoria, secondo la legge sulla privacy medica, l’AEG non avrebbe potuto chiedere a Murray informazioni sulle condizioni di MJ (regola opposta alla clausola del contratto ricordata poco prima, però).

Giorno 7 – 8/5/2013

Viene chiamata a testimoniare Alif Sankey, ballerina e produttrice.

Ricorda la sua esperienza, la sua prima collaborazione con MJ come ballerina nel video di Smooth Criminal. Nel 2009 fu assunta dalla AEG per affiancare Kenny Ortega durante il This Is It Tour.

Sankey dice che i concerti di Londra dovevano ripercorrere un pò la carriera di MJ, ma che sarebbe stato qualcosa di “enorme, innovativo, diverso”, “un gran bello spettacolo”.

Sankey ha raccontato anche di una visita dei figli di MJ alle prove e dell’entusiasmo di MJ che voleva fare gli show ed esibirsi per la prima volta davanti ai suoi figli.

Poi, però, racconta di quanto le sembrasse magro MJ e che iniziò a preoccuparsi quando MJ saltò alcune giornate di prove. Lo sentì anche lamentarsi con Ortega per dei dolori. Sankey racconta anche di una volta in cui MJ disse a Ortega di sentire che Dio gli parlava, e che lei e Ortega piansero per la preoccupazione per lo stato di salute fisica e mentale di MJ. Un giorno la Sankey ebbe quasi un presentimento che MJ potesse stare per morire e telefonò ad Ortega implorandolo di fare qualcosa, di aiutare MJ, di aiutarla a fare qualcosa per fargli sentire il suo appoggio e incoraggiarlo, per fargli riprendere la magia di un tempo. Gli scrisse anche. Né Ortega né la AEG fecero qualcosa a riguardo.

Quando arrivò la notizia che MJ era all’ospedale il 25 giugno, Ortega e il gruppo continuò a fare le prove. Quando poi Randy Phillips informò Ortega che MJ era morto, “Kenny crollò tra le nostre braccia”.

Il resoconto dettagliato delle udienze e testimonianze si possono trovare su MJ Fan Square.

(Cfr. mjjcommunity.com)

Iniziato il processo alla AEG

Lascia un commento

Piccolo aggiornamento.

Il 29 aprile è iniziato ufficialmente il processo all’AEG, accusata di essere corresponsabile dell’assassinio di Michael Jackson.

Al momento, sembra che la copertura mediatica sia particolarmente inferiore rispetto ai processi precedenti, anche perché il giudice ha negato la presenza in aula delle telecamere ed ha concesso l’ingresso solo a una decina di giornalisti autorizzati.

Così, al momento, a parte l’annuncio del suo inizio, si trova ben poco a riguardo.

Speriamo di avere maggiori informazioni al più presto.

Il processo dovrebbe durare 3 mesi circa.

Per rileggere tutte le tappe e tutte le informazioni sull’argomento, si possono consultare i due principali forum italiani sul Re del Pop:

MJFS

mjjforum.it

Fase preliminare processo AEG

Lascia un commento

Sta proseguendo la fase preparatoria del processo per accertare le responsabilità della AEG nell’assassinio di Micheal Jackson.

In questa fase preliminare, il giudice ha già ascoltato i primi due figli del Re del Pop, Prince e Paris. Secondo alcune fonti, la 15enne avrebbe colpito i presenti per la sua maturità nel rievocare i fatti del 2009.

Per quanto riguarda la formazione della giuria popolare, sembra che molti candidati si stiano tirando indietro e stiano rifiutando l’incarico adducendo le motivazioni più strane e disparate, probabilmente quantomeno intimoriti e impauriti dal dover giudicare una società che si potrebbe essere spinta ad organizzare una cospirazione civile di tale portata, e che oltretutto potrebbe non aver agito in solitaria.

Il 15 aprile, quindi, il numero di potenziali giurati è sceso da 104 ad 87.

Nel questionario a cui hanno dovuto rispondere, erano presenti domande anche su quanto sapessero della passata dipendenza da farmaci di MJ e sulla loro opinione riguardo al processo del 2005.

Ad ogni modo, mentre procede la selezione dei giurati, l’inizio del processo è stato previsto per i primi di luglio.

Iniziato il processo contro l’AEG LIVE

Lascia un commento

Il 3 aprile è iniziato il processo intentato dalla famiglia Jackson contro la AEG Live, la società che ha organizzato il THIS IS IT TOUR e accusata di aver avuto un ruolo fondamentale per la morte di Michael Jackson.

Contattato telefonicamente dalla CNN nel carcere dove sta scontando 4 anni per omicidio colposo, il dottor Conrad Murray ha dichiarato di non aver ricevuto mandati di comparizione per questo processo. Poi ha espresso l’intenzione di fare ricorso contro la condanna che sta scontando, sebbene tale condanna sia avvenuta il 7 novembre 2011.

Per quanto riguarda l’AEG, la famiglia Jackson vuole dimostrare come la responsabilità dell’operato di Murray sia direttamente riconducibile alle alte sfere dell’AEG.

L’AEG, invece, secondo quanto dichiarato dall’avvocato che la rappresenta Marvin Putnam, “il dottor Murray fu scelto da Michael Jackson. Fu lui a portarlo a Los Angeles. E’ stato il suo medico personale per tanti anni, e continuò a ricoprire questo ruolo sotto la sua diretta supervisione. Solo Jackson aveva facoltà di revocare il suo mandato”.

La dichiarazione secondo cui Murray sarebbe stato il medico personale di MJ per tanti anni è falsa; semplicemente, si erano conosciuti nel 2006, quando Murray curò uno dei figli di MJ a Las Vegas. Oltretutto, secondo quanto risulta dai documenti a sostegno delle accuse contro l’AEG, è proprio questa società ad aver stipulato l’accordo con Murray, denominato “AEG-MURRAY AGREEMENT“, mentre “Michael Jackson non aveva alcun diritto di porre fine all’accordo. Era la AEG che dirigeva, controllava e supervisionava il lavoro di Murray”; inoltre “l’AEG insistette affinché Jackson continuasse le cure con Murray e non ricevesse altri trattamenti con altri medici”, secondo quanto ricostruito nella “denuncia per danni” contro l’AEG presentata da Katherine Jackson il 15 settembre 2010.

A proposito delle responsabilità non esclusivamente di Murray, ecco cosa dichiarò Laura Panunzio (ex collaboratrice e amica di MJ) a luglio 2009: “come mai Murray si trovava a lavorare col cantante ed era stato contemporaneamente assunto dalla AEG, con un contratto di 300,000$, dopo essere stato radiato dall’albo dei medici, nel 2008, per cattiva condotta verso altri pazienti; e guarda caso pare che Murray avesse debiti che ammontavano all’incirca alla cifra pattuita con la AEG”. E aggiunse: “Io penso che si stia cercando premeditatamente di far incolpare un medico da quattro soldi, Murray, usato come capro espiatorio (con la scusa di porre fine ai suoi problemi con l’assunzione da parte della AEG e il contratto di 300,000$), quando i veri responsabili sono altri”.

Altri dettagli su quanto emerso sull’assassinio di MJ sono ben riassunti su Wikipedia, che riporto qui sotto.

Da elementi discussi al processo che lo vedeva imputato per omicidio colposo, si scoprì che Conrad Murray fu assunto dalla AEG Live; il dottore, all’epoca dell’assunzione, era pieno di debiti[17]. Il rapporto tra il medico e la società promotrice dei concerti è comprovato da un contratto anche se non perfezionato, discusso in aula, dal quale si evince che l’assunzione del dottore fu di competenza della AEG[18], che non ricevette mai una copia dello stesso firmata da Michael Jackson per accettazione; esiste solo una copia firmata dal dottor Murray la sera prima che il cantante venisse ucciso. In quel contratto si legge anche che il medico doveva “[…] occuparsi delle necessità mediche dell’artista, riuscire a curarlo in caso di emergenza e provvedere anche ad altri trattamenti medici richiesti da AEG”[19]. A proposito di “trattamenti”, durante le udienze preliminari del processo emerse dalla testimonianza del farmacista Lopez, al quale si era rivolto Murray per ordinare il propofol ed altri medicinali, che il medico richiese anche degli energizzanti, dicendogli che erano per se stesso e Lopez gli procurò dell’ECA (Efedrina, Caffeina, Aspirina),[20], ma dell’efedrina è stata ritrovata nell’organismo di Jackson[21]. Tale sostanza è controindicata per chi soffre d’insonnia in quanto la provoca o la accentua, e causa anche ansia, anoressia e febbre[22]. Murray, probabilmente, somministrava al cantante ECA di giorno come energizzante, propofol e benzodiazepine di notte per farlo dormire[23]. Jackson era stato oggetto di somministrazioni di questo tipo per quasi tre mesi[24].

Durante il processo il Dott. Steven Shafer, esperto di propofol, dimostrò scientificamente l’impossibilità della autosomministrazione dell’anestetico dal parte del cantante[25] e dichiarò che l’ingestione di tale sostanza non produce alcun affetto sull’essere umano[26].

Murray durante le indagini mentì ripetutamente e si contraddisse più volte[27], non si mostrò mai pentito per quello che aveva fatto, arrivando persino a incolpare lo stesso Jackson della sua morte. Tutto ciò gli costò la massima pena prevista per questo genere di reato prevista nello stato della California: infatti il giudice Pastor decise di infliggerla in quanto definì le pratiche che Murray esercitava su Jackson “pazzia medica”, “esperimenti in medicina che non possono essere tollerati” e ritenne che l’aspetto più intollerante del comportamento di Murray in tutta questa vicenda fu ed è, appunto, la totale la mancanza di senso di colpa e rimorso per quanto accaduto[28].

Circostanze sospette

Nel 2008 Jackson vendette una quota del Neverland Ranch alla Colony Capital[29]; come testimoniò Randy Phillps al processo Murray, questa società successivamente lo contattò per organizzare i concerti[30] probabilmente per recuperare il denaro speso per Neverland. Così Phillips contattò Tohme Tohme, all’epoca “manager” della pop star, un uomo d’affari dai trascorsi tutt’altro che chiari di cui Michael Jackson aveva paura[31][32].

A maggio 2009 Jackson tentò di licenziare Tohme Tohme attraverso una lettera[33] ma il ”manager” stranamente apparirà alle spalle del fratello di Michael , Jermaine, quando quest’ultimo annuncerà che la pop star è morta e comparirà nei credits del film “This is it” come “Personal Advisor”[34]. I concerti inizialmente dovevano essere 10, ma divennero improvvisamente 50 e Jackson confidò ad alcuni fan di non aver mai concordato tutte quelle date, bensì 10, appunto[35]. Paul Gongaware, dirigente di AEG, durante l’interrogatorio del vice procuratore Deborah Brazil, esitò quando gli fu chiesto chi avesse firmato il contratto per 31 concerti all’arena O2 di Londra, dichiarando inizialmente che era stata solo la Aeg Live[36]. Non esiste, comunque, nessun contratto che prevede 50 date. Quando cominciarono a trapelare le voci riguardo al fatto che Jackson non aveva concordato tutti quegli show e che non stava bene, Randy Phillps e il regista dello show Kenny Ortega si affrettarono a dichiarare pubblicamente, nel periodo immediatamente antecedente alla morte, che le condizioni psico fisiche del cantante erano ottime[37], mentre in realtà sapevano che Jackson non stava bene, come dimostra lo scambio di mail intercorso tra i due[38], nonché scambi di mail tra i funzionari di AEG[39]. Anche il Dott. Allan Metzger, medico della star, sul banco dei testimoni, parlò delle paure del cantante riguardo al fatto che le sue condizioni di salute non gli avrebbero permesso di sostenere tutti quegli show e che soffriva d’insonnia, soprattutto durante i tour[40].

Ulteriori scambi di mail tra Murray e AEG rivelano che quest’ultima società era a conoscenza dei trattamenti pericolosi che il medico praticava su Jackson[41].

In un’altra mail spedita ad un altro dirigente di AEG, Randy Phillps scrisse che Jackson non avrebbe più potuto tirarsi indietro altrimenti lo avrebbe atteso il disastro finaziario[42][43]; questo perché il contratto tra la AEG Live e Michael Jackson è parso essere stato redatto con il solo scopo di distruggere finanziariamente la pop star e le due firme di Jackson sembrano essere diverse[44]. Sempre da missive inviate via web, presentate in aula al processo Murray[45], si è scoperto che l’assicurazione pretendeva un’ulteriore visita medica a Londra, mentre le condizioni di Jackson stavano peggiorando, prima di estendere la polizza sulle date aggiunte di cui AEG aveva già venduto i biglietti. La morte della star fu una benedizione per AEG, come scrisse lo stesso Randy Phillps in una mail[46], considerati anche i profitti che ne sono succeduti e in seguito ai quali quest’ultimo è stato riconfermato presidente della AEG Live[47]. Varie strategie di recupero e guadagno, infatti, vennero attuate: biglietti commemorativi in cambio di rimorsi,la proiezioni in tutte le sale cinematografiche del film “This is it” e la commercializzazione dei dvd, i cd della colonna sonora, lo spettacolo di Londra[48], la vendita di oggetti di merchandising e aste dello stesso materiale[49]. Per quanto riguarda il film “This is it”, durante le udienze preliminari emerse che, alla prima, Kenny Ortega aveva mentito sul banco dei testimoni, dichiarando che le telecamere che avevano ripreso le prove dei concerti erano due[50] per sottolineare il fatto che dovevano essere riprese private destinate esclusivamente all’archivio personale del cantante, invece successivamente, in quella del 16 giugno 2011, risultò che erano di più, come se si dovesse girare effettivamente un film[51][52].

Aeg avrebbe voluto persino guadagnare sul Memorial di Michael Jackson, ma viste le proteste, dovette desistere[53]. La società promotrice pensava di riscuotere anche la polizza assicurativa che copriva le prime date dei concerti e che includeva la morte per overdose da farmaci, ma considerato che il propofol è un anestetico da somministrare esclusivamente in ambito ospedaliero, unitamente alla testimonianza di un funzionario della Lloyd’s che dichiara di aver ricevuto dal Dr. Murray la rassicurazione della perfetta forma del cantante che però, secondo l’orario della chiamata, era già morto[54], la compagnia di assicurazione Lloyd’s si rifiutò di pagare e a giugno 2011 depositò una citazione in tribunale[55]. Quando furono rese note le mail che si scambiavano i promotori dei concerti, le quali comprovano che essi erano a conoscenza delle condizioni psicofisiche non affatto buone di Michael Jackson[56], AEG rinunciò alla causa[57].

L’investigatrice del Coroner Elissa Fleak testimoniò che c’era il camino acceso (era il 25 giugno) nella stanza dove il cantante è deceduto. Tra l’altro non era la sua stanza da letto abituale[58]. Il rigor mortis probabilmente si verificò in un momento successivo per cui Jackson potrebbe essere morto anche molto tempo prima: il medico legale non fu in grado di stabilire l’ora del decesso che non è riportata sul referto autoptico.

Non fu possibile stabilire chi fosse a Carlwood effettivamente la notte dell’omicidio in quanto i video relativi alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza sono spariti. Il procuratore David Walgren, durante la Status Conference del 16 marzo 2011, affermò che l’accusa stava ancora cercando di contattare il dipartimento di polizia di Los Angeles e la società del sistema di sicurezza per sapere se fossero disponibili altre registrazioni oltre a quelle che gli erano state recapitate, riguardanti l’esterno della residenza di Jackson e le porte di ingresso. Durante il processo Murray, dalla testimonianza del signor Alexander Suppal, uno specialista in sorveglianza della polizia di Los Angeles, risultò che nessuno gli ordinò di scaricare altri filmati dai nastri delle telecamere di sorveglianza della casa di Michael Jackson, oltre a quelli di pochi minuti relativi all’arrivo di Murray e poi dell’artista alla proprietà la notte del 25 giugno 2009. Suppal dichiarò che fu il detective Martinez a prendere la decisione di scaricare solo quei filmati[59].

Il procuratore Walgren durante il controinterrogatorio del dottor White, l’esperto di propofol testimone per la difesa, lo portò a dire che, considerate le quantità di lorazepam e propofol risultanti nell’organismo della star, non avrebbe senso pensare che Murray volesse continuare a sedare un Michael Jackson già sedato: ciò sarebbe spiegabile solo nel caso in cui il medico avesse voluto fargli del male volontariamente[60] e lo ha ribadito anche nella sua arringa finale: “…Murray ha voluto mettere ko Michael Jackson, se si vuole credere che non fosse già ko!”[61]. Anche dall’ultima testimonianza del dottor Steven Shafer, esperto di propofol per l’accusa, è emerso che in base a studi effettuati nel 2002, le quantità di propofol e benzodiazepine somministrate da Murray a Jackson erano maggiori di quelle che Shafer stesso aveva inizialmente ipotizzato[62]. Infine nel Memorandum del procuratore leggiamo: “Il modo in cui il crimine è stato eseguito crimine indica pianificazione, sofisticazione o professionismo (…) Le prove mostrano senza ombra di dubbio che l’imputato sapeva che ciò che stava facendo era sbagliato (…) L’imputato si è approfittato di una posizione di fiducia o confidenza per commettere il crimine…”[63].

Tutto ciò ha destato dei sospetti in merito al fatto che la morte della star potrebbe non trattarsi di omicidio colposo, ma qualcosa di più. Le indagini, però, furono rivolte solo verso Murray, lasciando in sospeso numerosi interrogativi al riguardo. Inoltre i discografici (Sony), manager della star[64] e la stessa AEG Live avrebbero effettuato cospicui finanziamenti alle carriere di alcune figure istituzionali che, visto il loro ruolo, sarebbero potute essere personaggi chiave per risolvere i misteri dell’omicidio in questione. Ciò ha sollevato ulteriori sospetti in merito[65]. La famiglia Jackson ha mosso una causa civile contro la AEG Live, in quanto la ritiene responsabile di frode, negligenza, inflizione di stress emotivo e cospirazione civile, elementi che avrebbero condotto alla morte la pop star[66]

3 anni dall’assassinio di MJ

Lascia un commento

Oggi è il 3° anniversario della morte di Michael Jackson.

1096 giorni dal suo assassinio con cui si è impedito che avvenisse il ritorno del Re Del Pop e che si arrivasse alla conclusione del contratto con la Sony che lo teneva legato da quasi due decenni.

Attualmente, l’unico ad aver pagato, almeno per una parte di responsabilità che è stata appurata, è stato il dottor Conrad Murray, condannato a 4 anni di reclusione il 7 novembre 2011 perché riconosciuto colpevole di semplice omicidio colposo non intenzionale.

Intanto, ci sono altri processi ancora pendenti. Primo fra tutti, quello intentato da Katherine Jackson contro l’AEG per negligenza. Il giudice ha deciso di accorpare a questa causa anche quella di Joe Jackson contro il dottor Murray.

Il mese scorso, però, l’AEG ha ottenuto di posticipare l’inizio del processo per potersi preparare alla causa, così la data, precedentemente fissata al 10 settembre, è stata spostata al 2 aprile 2013.

Quanto ci vorrà prima che tutta la verità riesca ad emergere?

Calcolando che per la trattativa Stato-mafia qui in Italia stanno emergendo nuovi dettagli ancora adesso dopo 20 anni, chissà che non bisognerà aspettare altrettanto anche per quest’altro caso.

Richiesta di sospensione respinta. L'AEG trema

Lascia un commento

Notizia di ieri: nel processo in corso della Lloyd's contro l'AEG per frode alla compagnia assicurativa, il giudice ha respinto la richieesta dell'AEG di sospendere il processo.
L'AEG chiedeva una sospensione fino alla conclusione delle altre due cause intentatele da Joe e Katherine.
Avendo respinto tale richiesta, la compagnia assicurativa Lloyd's può iniziare a raccogliere informazioni sull'AEG.

Older Entries