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Unity Tour 2012 dei Jacksons

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Il 20 giugno c’è stato il debutto dell’Unity Tour, il ritorno sul palco dei Jacksons.

Dopo 28 anni dal loro ultimo tour, il Victory Tour del 1984, e dopo anni di annunci che non avevano avuto un seguito, finalmente i fratelli di Michael Jackson sono riusciti a realizzare il loro progetto di tornare ad esibirsi insieme con i vecchi successi.

Purtroppo è avvenuto solo dopo la morte di MJ, ma comunque sono riusciti ad organizzare un tour di 15 date negli Stati Uniti e una in Canada tra giugno e luglio 2012.

L’esibizione in Canada è stata proprio quella del debutto, il 20 giugno, a Rama (Ontario).

L’evento porta inevitabilmente a ricordare le esibizioni di MJ, mettendo ancora più in risalto la grande assenza del Re Del Pop, provocando nostalgia anche, ovviamente, ai Jacksons.

Tito ha dichiarato: “Ci sono delle canzoni che ti fanno percepire la tristezza ed altre che invece arrecano tanta gioia e felicità quali ‘ABC’ e ‘I Want You Back’ ed altri pezzi ritmati come ‘This Place Hotel’. Me lo immagino com’era solito camminare, volteggiare e fare tutte queste cose. Riesci a sentire la sua presenza qui”.

E Jermaine ha detto:  “I fratelli non lo sanno, ma sono più volte scoppiato a piangere durante le prove. Sono talmente abituato ad avere Michael alla mia destra seguito da Marlon, Jackie e così via. E’ semplicemente un qualcosa a cui non ci abitueeremo mai”.

Per le date del tour e gli aggiornamenti, si può visitare il sito ufficiale dei Jacksons: http://www.thejacksons.com

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3 anni dall’assassinio di MJ

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Oggi è il 3° anniversario della morte di Michael Jackson.

1096 giorni dal suo assassinio con cui si è impedito che avvenisse il ritorno del Re Del Pop e che si arrivasse alla conclusione del contratto con la Sony che lo teneva legato da quasi due decenni.

Attualmente, l’unico ad aver pagato, almeno per una parte di responsabilità che è stata appurata, è stato il dottor Conrad Murray, condannato a 4 anni di reclusione il 7 novembre 2011 perché riconosciuto colpevole di semplice omicidio colposo non intenzionale.

Intanto, ci sono altri processi ancora pendenti. Primo fra tutti, quello intentato da Katherine Jackson contro l’AEG per negligenza. Il giudice ha deciso di accorpare a questa causa anche quella di Joe Jackson contro il dottor Murray.

Il mese scorso, però, l’AEG ha ottenuto di posticipare l’inizio del processo per potersi preparare alla causa, così la data, precedentemente fissata al 10 settembre, è stata spostata al 2 aprile 2013.

Quanto ci vorrà prima che tutta la verità riesca ad emergere?

Calcolando che per la trattativa Stato-mafia qui in Italia stanno emergendo nuovi dettagli ancora adesso dopo 20 anni, chissà che non bisognerà aspettare altrettanto anche per quest’altro caso.

Per Lady Gaga

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Non sono un fan di Lady Gaga, e sono anche passati un pò di giorni dall’accaduto. Ad ogni modo, esprimo la mia solidarietà per Lady Gaga dopo l’incidente avvenuto in Nuova Zelanda e dopo le stupide critiche che ho letto sul web.

Infatti, durante il suo ultimo concerto in Nuova Zelanda, il 10 giugno, Lady Gaga è stata vittima di un incidente sul palco, il cui filmato è diventato subito uno dei più visti in Italia e nel mondo.

Durante il concerto, la sbarra di ferro che un ballerino stava spostando ha colpito in modo abbastanza violento la testa di Lady Gaga che si stava rialzando alle sue spalle. Dopo aver barcollato un attimo, Lady Gaga ha fatto capire al ballerino di continuare con lo show, ed ha portato a termine il concerto.

Se fosse stata a 15 cm più in là, o se si fosse rialzata due secondi dopo, non sarebbe successo niente.

Poco dopo la botta, Lady Gaga ha detto al pubblico: “Dovete scusarmi se do’ un po’ i numeri stasera. Non so se avete visto ma ho appena sbattuto la testa e credo di essere un po’ stordita. Ma non vi preoccupate, finiro’ lo spettacolo”.

Successivamente, finita in ospedale (da dove a twittato una foto il giorno dopo, appena risvegliata), le è stata diagnosticata una commozione cerebrale. La sua truccatrice ha rassicurato i fan, sempre tramite twitter, scrivendo: “Gaga ha una commozione ma sta bene. Vuole che sappiate che vi ama. Io avrò cura di lei. Non posso credere che sia arrivata in fondo allo show”.

Il tour comunque sta andando avanti: oggi si è conclusa la serie di concerti a Brisbane (la prima città della tappa australiana del tour).

Ad ogni modo, tra i commenti al video dell’incidente, molti gli “haters” (“coloro che odiano”), una perfetta definizione abbastanza recente che descrive bene le persone che cercano solo dei pretesti per spargere il loro odio immotivato verso chiunque. Indifferenti all’incidente, gli haters hanno approfittato del video per “accusare” la cantante di utilizzare il playback durante i concerti. Un vecchio pretesto assurdo che dimostra l’irrazionalità di chi lo scrive. I concerti di musica pop puntano molto sulla spettacolarità delle esibizioni, per cui più sono spettacolari i concerti (e più sono lunghi i tour) e maggiore è l’inevitabilità di ricorrere al playback per mantenere esibizioni ad alti livelli senza cali di voce e “stecche” vocali. Oltretutto, la voce in playback è comunque della cantante in questione, non è che fa finta di cantare sulla voce di qualcun altro. Sono decenni che si fa uso del playback; accanirsi contro Lady Gaga perché fa uso di un sistema utilizzato da praticamente tutti i cantanti pop statunitensi non ha senso.

Purtroppo vedo che “l’odio” degli haters sta convogliando molto su Lady Gaga. Dopo Michael Jackson, dopo Amy Winehouse, è evidente la concentrazione di attacchi contro Lady Gaga da parte di haters (cittadini comuni), tabloid, addirittura organi ufficiali di qualche Stato… E’ vero che Lady Gaga è una provocatrice (come viene definita anche Madonna), e che il mondo dello spettacolo attuale ha preso una brutta piega (si può parlare di mercificazione degli artisti, lobbies che “schiavizzano” gli artisti, sovraccarico di impegni, pressioni enormi, sovraesposizione, provocazioni sempre più estreme imposte e non), ma quelle che ho letto erano critiche contro Lady Gaga prendendo come pretesti degli elementi ormai caratteristici dello Show Business e dei concerti pop. Se non si condivide un modo di fare spettacolo o il modo di fare di una persona, non c’è bisogno di odiarla e attaccarla con dei pretesti. Col suo show Lady Gaga non fa del male a nessuno (piuttosto, è più probabile che sia lei ad essere vittima del sistema).

STOP HATE

Oprah Winfrey intervista Paris Jackson

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Il 10 giugno Oprah Winfrey è tornata ad incontrare Katherine e Paris Jackson, stavolta non più ad Hayvenhurst, ma nella loro nuova casa.

Tra le altre cose Oprah ha chiesto a Katherine se il tempo ha aiutato a lenire il dolore per la perdita di Michael Jackson. “Beh, il tempo aiuta”, ha risposto Katherine, “Aiuta, ma quando perdi un figlio o un genitore non ti abitui mai all’idea che se ne sia andato, ed è così che mi sento io”.
Paris, ad una domanda analoga, ha risposto “Non diventerà mai più facile”.

Ad ogni modo, Paris ha raccontato di come vanno le cose nella sua vita attuale, della scuola, delle sue passioni, ha ricordato i tempi con il padre, di quando ha scoperto che suo padre “era Michael Jackson”…

Oprah conclude dicendo: “Tutti noi non vediamo l’ora di vederti brillare sul grande schermo”, riferendosi al film attualmente in lavorazione “Lundon’s Bridge” in cui recita Paris.

Un’intervista interessante. Forse un pò pungolante sul dolore attuale per la perdita di MJ, ma molto interessante.