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Emma vince il Festival di Sanremo 2012

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Ieri sera c’è stata la finale del Festival di Sanremo.

Momento di grande interesse è stato quando Adriano Celentano è tornato sul palco dell’Ariston dove ha provato a chiarire la sua opinione espressa durante la prima serata, martedì scorso. Ancor prima di terminare il suo discorso, la platea si è divisa: alcuni, sentendolo ribadire e spiegare meglio la sua opinione, l’hanno interrotto iniziandolo a contestare, mentre altri l’hanno incitato e sostenuto.

Platea divisa, dunque, che però non l’ha contestato quando è riuscito a terminare la frase esplicativa che gli avevano interrotto.

Bello e toccante il momento del duetto tra Adriano Celentano e Gianni Morandi, il quale si è commosso per la presenza del suo mito e per la possibilità di cantare insieme al più grande artista italiano dei nostri tempi.

Tornando alla finale canora, c’è stata una nuova dimostrazione di vittoria sospetta. Anche stavolta, infatti, come succede troppo spesso a Sanremo, non ha vinto il più meritevole (o meglio, in questo caso, la più meritevole, visto che in finale sono finite tre donne).

Ripercorriamo la dinamica:

  • La giuria demoscopica di ieri porta a stilare questa classifica: prima Arisa, seconda Noemi, terzi Gigi D’Alessio e Loredana Bertè (che, ricordiamo, erano stati eliminati la prima sera e poi ripescati), quarta Emma.

  • La sala stampa vota compatta per Emma (addirittura si esulta in sala stampa quando viene letto il suo nome), facendola risalire al 1° posto e scalzando dal podio l’ottima coppia Gigi D’Alessio e Loredana Bertè.

  • Il famigerato televoto (taroccato o forse utilizzato da irrecuperabili teledipendenti) porta alla vittoria Emma (che già aveva cominciato a commuoversi e a ringraziare in maniera sospetta quando è stata ripescata dalla sala stampa).

Emma, così, è la terza artista (in 4 anni) protetta di Maria De Filippi a vincere il Festival di Sanremo.

Interessante l’immagine intravista in chiusura di programma, mentre la trasmissione veniva sfumata, dell’abbraccio tra le splendide e ottime Arisa e Noemi, rispettivamente seconda e terza classificata.

Ricordava le Olimpiadi di Atene 2004, quando Yuri Chechi, terzo classificato, abbraccia il bulgaro Jordan Jovtchev, secondo classificato, indicandolo come il vero vincitore della gara, trascurando l’immeritevole primo classificato Dimosthenis Tampakos, il greco che, nonostante svariate imperfezioni, fu premiato dalla corrotta giuria in un’Olimpiade caratterizzata da evidenti compravendite di premi.

A parte la vincitrice, dunque, musicalmente non è stato un pessimo festival.

Celentano a Sanremo

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Alcuni «giornali inutili» hanno attaccato Adriano Celentano per la sua partecipazione al Festival di Sanremo ancor prima della sua apparizione, ed ora continuano ad attaccarlo per quello che ha detto e per la paura di ciò che potrà dire.

Questi “criminal journalist”, “servi del potere”, sempre pronti a criticare il compenso di artisti indipendenti, mettono in discussione il compenso solo di Adriano Celentano, il più grande showman italiano da decenni, che ha registrato uno share medio intorno al 55%, e che con la sua presenza ha permesso di registrare l’ascolto migliore della prima puntata del Festival degli ultimi 10 anni.

Insomma Celentano, un artista e un libero pensatore il cui compenso fuori dall’Italia nessuno si sognerebbe di mettere in discussione, ha ottenuto ascolti talmente alti che dovrebbero facilmente far rientrare delle spese grazie alla vendita di spazi pubblicitari. La partecipazione di un artista che porta una tale percentuale di share verrebbe vista ovunque come una benedizione, come un gran colpo della Rete televisiva, non certo come qualcosa di cui scusarsi. Oltre al fatto che bisognerebbe riflettere su ciò che ha detto, senza attacchi preventivi e ripicche.

Il compenso viene stabilito in base al valore dell’artista, in base all’interesse che suscita, in base alla sua storia e agli ascolti che genera. Celentano vale ogni centesimo del compenso stabilito (anche perché altrimenti non glieli avrebbero dati di sicuro) e che lui ha anche dato in beneficenza.

E’ il valore dell’artista e la sua storia che fa aumentare o diminuire il valore del cachet.

Come mai questi «giornali inutili» (che prendono finanziamenti pubblici e fanno politica) non fanno campagne e attacchi contro i compensi dati a personaggi degradanti come “I soliti idioti”? Scrivono un articolo d’ufficio, con accenni sulla loro volgarità, ma nessuna campagna come quella messa in piedi contro il “non controllabile” Celentano.

Che le chiese abbiano impianti audio adeguati o no, teoricamente il messaggio che dovrebbe essere dato è quello di ricercare la perfezione secondo quanto prescrive Gesù.

«Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste»

Perché si mette in discussione il compenso di uno che parla contro la sofferenza, contro le guerre, contro la precarizzazione della vita, contro il malaffare, e non vengono messi in discussione i soldi dati per una spettacolarizzazione del degrado e dell’immoralità messi in scena da quel genere di personaggi?

«Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità»