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Ieri la portavoce ufficiale di Michael Jackson, Raymone Bain, ha risposto ai continui attacchi di Roger Friedman dicendo:
"Roger non dovrebbe usare certi sotterfugi. Rimango della mia idea. Se andate a guardare i precedenti interventi di Roger, vedrete che una volta mi difendeva, mentre ora mi attacca… Me lo aspettavo".
Nei giorni scorsi la Bain aveva anche minacciato azioni legali contro il diffamatore Friedman.
Inoltre, tramite e-mail, rispondendo ad una domanda riguardante l’uscita del nuovo album, la Bain ha dichiarato:
"Michael farà uscire diversi singoli prima dell’album. Ha quasi finito i primi tre-quattro singoli, sono quasi pronti".
Ha aggiunto che i singoli usciranno entro la fine del 2007, ma non ha specificato se verranno promossi con dei video musicali o delle esibizioni dal vivo.

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Una settimana fa il Mirror ha diffuso una smentita della notizia precedentemente pubblicata per quanto riguarda la partecipazione di Michael Jackson alla festa di compleanno del principe del Brunei.
Era stato detto infatti che Michael avesse ricevuto un compenso di 7 milioni e mezzo di euro solo per essere presente alla festa.
Il Sultano del Brunei in persona ha smentito seccamente quella notizia. Michael Jackson, essendo amico del principe, ha partecipato gratuitamente al party.
Ecco la rettifica pubblicata anche dal Sun:

" Siamo felici di affermare che Michael Jackson non è stato pagato 5 milioni di sterline o una qualsiasi altra cifra per presenziare alla festa di compleanno del suo amico e figlio del Sultano del Brunei, il Principe Azim.

Ci scusiamo se si era inteso diversamente. "

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Randy, in combutta con un amico per estorcere soldi a Mike: le rivelazioni shock!


Michael Jackson ha dichiarato di aver quasi rischiato di perdere tutto durante il processo e solo grazie ai consigli del Rev. Jesse Jackson e del miliardario Ron Burkle è riuscito a salvarsi.

La controversia dietro le quinte riguardo i conti finanziari del cantante, esposta dettagliatamente in una deposizione sotto giuramento fatta da Michael per una causa federale, che sarà sotto processo, secondo le disposizioni, in questa settimana.

C’è una forte possibilità che lo stesso Jackson sia chiamato a testimoniare.

Il Daily News si è procurato circa 7 ore di trascrizione, che rivelano quanto il controverso intrattenitore fosse convinto quanto i suoi guai finanziari fossero continuamente ingigantiti da un branco di uomini di fiducia senza scrupoli, che gli hanno sottratto molti soldi mentre era occupato a fronteggiare le accuse in tribunale.

"L’uomo del guanto" ha anche indicato come persona cattiva e senza scrupoli un individuo molto vicino al fratello Randy.

Un avvenimento increscioso che ha lasciato Jackson basito per quanto riguarda il mondo nel quale ha speso una vita.

"E’ pieno di squali, ciarlatani e impostori", ha rivelato in una testimonianza della scorsa estate a Parigi.

Tutta colpa dei grandi giri di denaro: che branco di deficienti, ha detto Jackson. E’ il mondo dello spettacolo, pieno di ladri e avvoltoi. Non è nulla di nuovo. Lo sanno tutti.

A Santa Maria, in California, la giuria lo ha dichiarato innocente per le accuse di pedofilia, il 13 Giugno 2005, dopo un periodo di relegazione forzata nel suo ranch di Neverland.

Nei momenti di intervallo del processo, Jackson ha detto di essere stato forzato a cercare di firmare un accordo multimilionario da un certo Don Stabler, un associato, amico del fratello Randy, che da sempre gestisce gli affari finanziari di Michael.

Jackson inizialmente vedeva di buon occhio Stabler, proprio perché glielo aveva presentato Randy e si fidava di entrambi.

"Mi ha ricordato subito quel tipo di persone che vivono nel centro America, come in Indiana", ha testimoniato Jackson.

Ma Stabler insisteva, addirittura una volta, durante il processo rilasciò un comunicato attraverso uno dei bodyguard di Jackson, membro della Nation of Islam, screditando la fedeltà del cantate sulle sue origini afro-americane.

Un duro colpo per chi già da tempo aveva dichiarato che lo schiarimento del colore della sua pelle, non fosse imputabile a cause artificiali.

Da quel momento in poi, Jackson fece riferimento ad un certo Burkle, un miliardario amico dell’ex Presidente Bill Clinton, per chiedere un aiuto finanziario. Burkle coinvolse Jesse Jackson, che conosce Michael Jackson fin dai tempi dei Jackson 5, perché collaborasse alla consultazione.

Burkle insisteva, chiamandolo al cellulare durante le pause concesse al cantante per andare in bagno, avvertendolo di non firmare alcun documento, ha detto Michael Jackson.

Stabler non ne era felice, ha detto Jackson.
[Stabler] affermò, "gQual è il problema? Non sei finito, sei con gli Ebrei ora. Non sei più inviso ai Neri", ha dichiarato Jackson.

Non è stato carino, ha aggiunto Jackson. E’ stato meschino, ignobile, cattivo. Semplicemente perché non è riuscito a farmi firmare quello che voleva lui.

La volta successiva che Jackson incontrò Stabler "voleva letteralmente staccarmi la testa." E neanche lo stesso Randy era di buon umore.

Randy in seguito sostenne che Jackson e il suo staff avevano accreditato una cifra di $700,000 sulla propria carta American Express, somma che Jackson si era riproposto di ripagare.

E non era la prima volta che Stabler, d’accordo con Randy tentasse di fargli firmare un accordo, ha dichiarato Jackson.

Durante una riunione in un bungalow del Neverland ranch, Jackson ha dichiarato di avere avuto sua madre al fianco, mentre rifiutava un’altra proposta.

Glielo dissi subito chiaro e tondo, gNo, non firmerò questo accordo, ha ribadito Jackson. "Ancora mi ricordo quanto fosse arrabbiato e il clima di tensione nella stanza." Dopo se ne andarono dalla stanza.

Jackson ha rilasciato queste dichiarazioni, perché sotto pressione dagli avvocati della Hackensack, N.J., compagnia finanziaria attualmente in causa con il cantante presso la Manhattan Federal Court. La ditta, Prescient Acquisition, è di proprietà del manager Darien Dash, che sostiene che Jackson deve ancora pagargli circa 48 milioni di dollari.

A quanto sostiene l’avvocato di Dash, Steven Altman, Dash avrebbe prestato del denaro a Jackson per rifinanziare il prestito bancario di 272 milioni di dollari e assicurarne un altro di ben 573 milioni di dollari per comprare l’altra metà del catalogo dei Beatles, posseduta dalla Sony.

Ma Jackson ha affermato di non aver mai sentito parlare di Dash, un cugino dell’impresario hip-hop Damon Dash, e di non aver firmato mai alcun accordo.

fonte: nydailynews.com

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Il 30 e il 31 maggio si è svolta l’asta all’Hard Rock Hotel di Las Vegas indetta dalla Universal Express di Richard Altomare in cui sono stati venduti oggetti personali sequestrati alla famiglia Jackson per debiti non pagati.
Tra questi oggetti, sono stati venduti anche premi, foto, vestiti e apparecchiature appartenute a Michael Jackson, il quale aveva ottenuto prima dell’asta di non far vendere alcuni oggetti e di far devolvere in beneficenza una parte dei ricavati.
Ovviamente gli oggetti di Michael Jackson sono quelli che sono stati battutti ai prezzi più alti, fino a raggiungere 20’400$ per la giacca militare nera.
Tutta l’asta però è stata organizzata male, dando l’impressione di una svendita con una quantità di oggetti talmente elevata che la battaglia di prezzi per ogni singolo oggetto non c’è stata.
In questo modo alcuni oggetti che normalmente avrebbero avuto un valore enorme sono stati invece venduti a prezzi stracciati, come il disco di platino per Billie Jean battuto solo a 100$. E la stessa cosa per il contratto d’acquisto del terreno che sarebbe poi diventato il Neverland Ranch.
Oltre alla mala organizzazione, anche i partecipanti dell’asta erano evidentemente degli ignoranti in materia economica e culturale, poiché oggetti di questo tipo qualunque fan avrebbe sborsato migliaia di dollari, mentre qui non c’è stata proprio competizione.
Alla fine, gli organizzatori hanno guadagnato un milione di dollari dalla vendita di oltre 1000 oggetti, e si sono dichiarati soddisfatti.
Prima dell’asta avevano dichiarato che avrebbero dovuto ricavare 20 milioni di dollari…

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Viacom ha approvato di vendere la Famous Music Publishing alla Sony/ATV Music Publishing per circa 370 milioni di dollari.
Il pacchetto dei diritti musicali comprende canzoni contemporanee di artisti come Eminem e Shakira.
La Famous Music fu fondata nel 1928 per pubblicare la musica che accompagnava i film prodotti negli studi cinematografici Famous-Lasky.
Sony/ATV Music è stata formata invece nel 1995 dall’associazione tra Sony e i fondi fiduciari formati dalla pop star Michael Jackson. Questo catalogo amministra oltre 400’000 copyrights di artisti come Beatles, Leonard Cohen, Neil Diamond e Bob Dylan.

Michael possiede ancora il 50% del catalogo Sony/ATV attraverso la società fiduciaria New Horizon Trust. La quota del catalogo Sony/ATV di Michael è sempre stata di sua proprietà attraverso i suoi fondi fiduciari; Michael possedeva il suo 50% attraverso il fondo fiduciario MJ-ATV ma ora ha spostato MJATV e MJPT alla società fiduciaria New Horizon Trust. Michael è al 100% proprietario del suo fondo fiduciario per cui essenzialmente Michael possiede il 50% del catalogo Sony/ATV ma per le tasse e la gestione i suoi patrimoni sono gestiti attraverso un fondo fiduciario.

Sony/ATV come entità pagherà per l’acquisto di Famous Music. Michael non dovrà sborsare un centesimo di tasca sua, nè dovrà farlo Sony-BMG. E’ Sony/ATV la società che acquisterà Famous Music, Michael sarà un beneficiario di questa compravendita. Potrà farlo attraverso flusso di cassa oppure chiedendo un prestito.

Michael Jackson ha rilasciato un commento su questa transazione:
"Questo è un evento storico per Sony/ATV Music Publishing. La svariata collezione di canzoni di questo catalogo varia da classici senza tempo a successi contemporanei, e sono lieto di aggiungere l’acquisizione di Famous Music a Sony/ATV".

(ringrazio http://www.mjj.it)