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MJ eletto Re onorario in Costa D’Avorio nel 1992

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Quest’anno ricorre esattamente il 20ennale dall’inizio del Dangerous Tour.

Prima che questo iniziasse, però, Michael Jackson era stato impegnato in un altro “tour”: un giro dell’Africa che lo aveva visto impegnato nei mesi precedenti durante il quale aveva visitato scuole, orfanotrofi, ospedali di ciascun paese in cui è approdato.

Durante una delle sue tappe, Michael Jackson è stato anche incoronato come Re onorario di Sani, in un villaggio della Costa D’Avorio. Oltre ad essere fittiziamente il “Re del Pop, Rock e Soul”, c’è stata anche questa incoronazione ufficiale particolare. Un altro toccante riconoscimento ben testimoniato da un lungo articolo pubblicato da JET il 16 marzo 1992 (quasi esattamente 20 anni fa).

Il giornalista di JET, che ha seguito personalmente il tour di MJ ed ha assistito con i suoi occhi a tutti i fatti riportati, ha scritto un lungo reportage in cui racconta tappe ed eventi accaduti in quel periodo, dedicando anche un certo spazio alle falsità che i tabloid anglofoni (principalmente) hanno pubblicato nei suoi confronti. Essendo un testimone oculare, il giornalista ha potuto testimoniare chiaramente i fatti reali e le diffamazioni infondate pubblicate da tabloid e criminal journalist. Criminali malvagi il cui unico scopo era ferire e distruggere MJ per puro piacere personale inventando di sana pianta fatti offensivi atti a demolirlo psicologicamente e infangarne l’immagine.

Riporto qui la [nostra] traduzione dell’articolo:

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JET del 16/03/1992 – Testimonianza oculare del Tour in Africa di Michael Jackson

Sorridendo modestamente e sedendo su un trono dorato mentre due vergini a petto nudo gli fanno vento in una temperatura da 90 gradi Fahrenheit (32,2 gradi Celsius) e due giovani ragazzi in piedi fanno la guardia, la megastar Michael Jackson è stato incoronato “Re di Sani” in un villaggio nell’Africa Occidentale. Durante imponenti cerimonie osservate da un’enorme folla, il 33enne entertainer era regale nel suo portamento mentre una corona d’oro veniva posizionata sulla sua testa da Amon N’Djafok, il tradizionale capo tribale del Villaggio di Krindjabo, Costa D’Avorio, Africa Occidentale.

La sensazione del timido canto che una volta disse a JET che avrebbe “tracciato il cammino piuttosto che seguire le orme di qualcuno”, è rimasto seduto silenziosamente e sorridendo raggiante sotto una speciale tettoia riservata a una persona di alto rango insieme ai suoi quattro bodyguards afro-americani in piedi nelle vicinanze.

Indossando una camicia arancione e pantaloni neri, Jackson si è tolto il suo tipico cappello fedora nero che è stato rimpiazzato da una corona d’oro scintillante.

Centinaia di persone orgogliose dal villaggio miniera d’oro occupato dalla Tribù di Agni, situata vicino Abidjan, Costa D’Avorio, hanno acclamato a gran voce con il capo e i suoi assistenti lo hanno avvolto in un mantello colorato ricamato in oro e hanno posizionato uno scettro d’oro di sei piedi (1,8 metri) nella sua mano destra. Un gruppo corale di anziane e riverite donne, indossando abiti bianchi, hanno cantato sulla terra per invocare gli antenati.

L’energico entertainer che già portava il titolo di “Re del Pop, Rock e Soul” per aver venduto più album di qualsiasi altro artista nella storia mondiale della discografia, è stato in piedi di fronte al trono che era sotto un albero sacro del villaggio. Gli è stato detto che era sulla terra dei suoi antenati, come il “figlio prodigo della Bibbia”.

Pieno di emozioni, Jackson ha acconsentito alla sua elevazione al rango reale come onorario “Re di Sani” e ha risposto con sei parole. Usando la lingua francese parlato dalle persone dell’Africa Occidentale, ha esclamato: “Merci beaucoup!”. Il “Re Sani” ha tradotto in inglese: “Thank you very much!”. Poi si è seduto.

Quando la cerimonia è terminata, Jackson è rimasto per un breve periodo a rendere omaggio al capo villaggio e ai fans che gli si sono rivolti per omaggiarlo.

Una fiera tribù di persone che sono state forzatamente esiliate dal Ghana, una nazione vicina (l’ignoranza degli Statunitensi è inimmaginabile, se devono fare di queste puntualizzazioni), nel 18esimo secolo, si è stabilita nella Costa D’Avorio e hanno fondato il loro regno e sono riusciti a mantenere una loro monarchia.

“Venendo dal Ghana, la Costa D’Oro a quei tempi, l’oro è sempre stato un simbolo di potere per gli Agni”, rivela un manuale della Costa D’Avorio. “Quindi, decorano coloro che vengono onorati durante le cerimonie con gioielli pesanti” in oro.

Jackson era già stato onorato con la più alta Medaglia d’Onore di Gabon dal Presidente Omar Bongo, che ha ospitato il “Come Back To Eden” Tour di Jackson, passato per altre nazioni africane – Tanzania e Egitto, la culla della civiltà, che Jackson ha ritratto in un video musicale, Remember The Time dell’album Dangerous.

Mentre Jackson era in tour per le nazioni africane, dove ha visitato ospedali abitati da bambini malati, orfanotrofi, scuole, chiese e istituti per bambini mentalmente ritardati, è stato informato di resoconti che hanno descritto il suo tour come un “disastro nelle pubbliche relazioni”. I giornali e le emittenti anti-Jackson sono giunte come una scioccante sorpresa a Jackson e alle 26 persone che sono state scelte per accompagnarlo – incluso l’editore associato Robert E. Johnson e il fotografo James Mitchell di JET/EBONY/EM.

Quando hanno raccolto la rassegna stampa, l’entourage di Jackson hanno elencato le 10 più grandi bugie dette sul sensibile cantante che è anche conosciuto nel mondo per la sua umanità e filantropia.

Queste sono le bugie:

1)      Il viaggio è stato “un disastro nelle pubbliche relazioni per Michael”.

2)      “Il cantante ha accorciato un tour africano dopo le prime interruzioni causate da emozioni sbagliate”.

3)      “Jackson lascia dietro di sé un po’ di confusione sul perché è andato in Africa come prima tappa…”.

4)      Ha tenuto la sua mano sul naso perché la Costa D’Avorio è “sottosviluppata, impura” e “l’aria è inquinata, infestata da germi” e non ha voluto “inalarli”.

5)      E’ svenuto per il caldo.

6)      Era in Africa del Sud per registrare un film.

7)      Ha cancellato la sua performance in Nairobi, Kenya.

8)      Ha rifiutato di stringere la mano alle persone.

9)      E’ andato a Londra per una visita medica.

10)  Non è “né nero né bianco” e non è un buon modello per i bambini.

Da testimone oculare del tour, non c’è nessuna verità nelle sopra citate bugie dette sul più grande entertainer del mondo che ha un amore con i suoi fans che lo hanno acclamato e applaudito ovunque è apparso.

Malgrado l’uomo che lo ha accompagnato era innervosito dalla confusione dei media, il modesto portavoce musicale è stato imperturbabile – principalmente perché ha rifiutato di leggere quelle storie. Inoltre, il suo album Dangerous risponde a queste critiche nella canzone “Why you wanna trip on me”. La canzone dice, ad un certo punto:

“Dicono che sono diverso / Loro non capiscono / Ma c’è un problema maggiore / Che è molto più importante / C’è la fame nel mondo / Non abbastanza da mangiare / Quindi davvero non c’è tempo / per cercare di far cadere me…”

“Abbiamo più problemi / di quanti ne potremmo mai aver bisogno / C’è la violenza delle gang / e spargimenti di sangue nelle strade / Ci sono i senzatetto / Senza cibo da mangiare / Senza vestiti sulle spalle / e senza scarpe ai loro piedi… / Ditemi cosa stiamo facendo / per provare a fermare questo / Perché volete farmi cadere?… / Basta ai tentativi di farmi cadere”.

Il tono eccitante del tour di Jackson è stato evidente quando ha messo piede sul suolo ricco di minerali e petrolio di Gabon, Africa Occidentale (popolazione: 1’068’240), dove più di 100’000 fans scatenati lo hanno festeggiato, e le acclamazioni sono continuate fino a quando ha concluso il tour in Tanzania, Africa Orientale (popolazione: 25’970’843). E’ stato dove quella fan entusiasta, Shyrose Bhanji, ha stretto la mano di Jackson e ha detto ad un reporter del Tanzania Standard Newspaper (TNS): “Non potevo credere che le sue mani potessero essere più morbide delle mie. Non sono così sicuro che laverò le mie mani per le prossime due settimane”.

La mano di Shyrose non è stata l’unica mano che l’ammirabile ambasciatore d’amore ha toccato mentre girava per le terre dei suoi antenati. Ovunque andava a conoscere e mischiarsi, Jackson ha toccato, abbracciato e baciato i suoi fans. “Amo i miei fans”, ha detto a JET. “Quando sono sul palco, non posso esibirmi se non ho quel genere di ping-pong con la folla”.

Sebbene non sia andato in Africa per esibirsi sul palco o promuovere il suo Dangerous album, ha avuto “quel genere di ping-pong” con la folla – specialmente con i bambini che ha visitato in ospedali, scuole e orfanotrofi.

“C’è una certa sensibilità che gli animali e i bambini hanno che mi restituisce un certo carburante creativo, una certa forza che successivamente in età adulta si perde a causa dei condizionamenti che avvengono nel mondo”, dice il prolifico artista. “Quando vedo bambini, vedo che Dio non si è ancora arreso riguardo l’Umanità. Un grande poeta dell’India, (Rabindranath) Tagore, l’ha detto così e io sono d’accordo con lui”, ammette il colto entertainer che ha comprato libri e video in ogni città che ha visitato.

Ma è stato in Tanzania che Jackson, che canta canzoni d’amore e pace, ha scoperto di essere in un Paese che proclama di essere “il Rifugio della Pace”.

Quando uno degli aiutanti di Jackson è precipitato giù per la rampa dell’aeroplano dopo essere atterrato in Dar es Salaam, la capitale della Tanzania, lui ha chiesto informazioni sulle misure di sicurezza che avrebbero controllato l’ampia folla al terminal dell’aeroporto. “Dove sono la polizia e i soldati?”, è stato chiesto ad un uomo in un’uniforme da safari con maniche corte.

“Io sono un poliziotto”, ha risposto, indicando il distintivo argentato appuntato sopra la tasca della sua camicia.

“Dov’è la tua pistola?”, gli è stato chiesto. Il poliziotto ha risposto: “Noi non portiamo armi. Siamo civilizzati. Non abbiamo soldati qui perché non siamo in guerra con Michael Jackson”.

E’ stato in questa atmosfera che il Presidente della Tanzania Ali Hassan Mwinyi ha ospitato il popolare entertainer e lo ha esortato a pubblicizzare negli Stati Uniti la potenziale ricchezza turistica della nazione dell’Africa Orientale. Il Presidente Mwinyi ha osservato che il tour in Tanzania del talentuoso titano potrebbe chiarirgli il potenziale turistico del Paese così da “diventare il nostro inviato per pubblicizzare le ricchezze naturali della Tanzania quando torni a casa”.

A causa del suo amore per gli animali, specialmente gli scimpanzé, il musicista multi-milionario ha promesso di contribuire ad un fondo in favore della conservazione naturale e dei bambini tramite la sua Heal The World Foundation. Ha preso quest’ultimo impegno dopo una commovente visita allo Sinza Centre per bambini mentalmente ritardati, dove centinaia dei suoi fans hanno circondato l’edificio e hanno fiancheggiato entrambi i lati della strada che porta al Centro, dove la sua apparizione a sorpresa ha generato grande emozione.

Poco prima che Jackson decollasse per far visita al Kenya, è stato improvvisamente convocato a Londra per pressanti questioni d’affari concernenti il suo World Tour il cui inizio è previsto per quest’estate. Si è rivelato essere un fatto del destino perché l’entertainer sarebbe arrivato durante un conflitto politico in cui l’opposizione chiedeva le dimissioni del Presidente del Kenya Daniel Arap Moi e i rifugiati fuggiti dal conflitto nella vicina Somalia hanno creato ulteriori disordini nella nazione.

Comunque, Jackson ha detto di aver semplicemente posticipato la sua visita e che ha intenzione di esibirsi lì in futuro.

Prima di partire per Londra, Bob Jones, vice presidente delle comunicazioni, ha chiarito la polemica che erroneamente insinuava che Jackson si tenesse il naso perché “non poteva sopportare la puzza della terra dei suoi antenati”.

Jones ha detto che Jackson, che è stato soprannominato “Smelly” da Quincy Jones, stava semplicemente mostrando un tic nervoso. “Il signor Jackson si è esibito da quando aveva 5 anni ma è una persona timida… In nessun caso sarebbe qui se pensassimo che il vostro Paese puzza”.

Charles Bobbit, un consulente del Presidente Bongo, ha dato inizio all’idea del viaggio in accordo con Jones. Ha ottenuto l’approvazione del Presidente Bongo di permettere al Gabon di essere il Paese ospitante, con il consenso anche del figlio del presidente Ali, e la sua figlia, Mademoiselle Pascaline Bongo, che è la ministro degli esteri della nazione.

“Sono state le utili conoscenze, informazioni, capacità e prontezza di Ali con la lingua francese che hanno reso l’impresa un successo”, Bobbit ha riferito a JET. Ha aggiunto che è stata una precisa volontà di Jackson “di visitare orfanotrofi e ospedali per bambini in ciascuna città.

Ha aggiunto: “Sono  rimasto impressionato dall’interazione tra Michael e i bambini. Si è seduto sul letto coi bambini che erano malformati e bambini che erano malati. Si è seduto lì e ha parlato con loro, li ha tenuti, li ha tenuti, li ha abbracciati. Ha stretto le loro mani. Non ha indossato una maschera chirurgica come fa qualche volta in America e non aveva paura di malattie contagiose, di cui non c’era alcun pericolo comunque. Il mito di Michael Jackson è che avrebbe paura dei germi. Questo è assolutamente falso perché lui si preoccupa dei bambini. Molte persone lo dicono quando non è vero. Per lui è vero, ci tiene. Questo è ciò che fa di lui un modello per i bambini – le sue opere e non i suoi look”.

Bobbit ha aggiunto:

“Sono felice che le riviste JET e EBONY sono state con noi così che possano riferirlo e mostrarlo così com’è”.

Paris ospite all'Ellen Show

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Giovedì è andata in onda l'intervista di Paris Jackson, ospite all'Ellen Show, mentre i fratelli erano tra il pubblico.
Durante l'intervista ha parlato del suo primo film che verrà distribuito a breve, "Lundon’s Bridge and the Three Keys", della sua passione per la recitazione nata dopo aver visto "Moonwalker" quando era piccola, della sua passione per i bambini, per lo sport, per la scuola.
Ha anche raccontato di essersi sentita stupida quando andava in giro mascherata col padre, ma dice che ripensandoci comprese che veniva fatto per proteggerla.
Ha parlato delle sue passioni, dei suoi cantanti preferiti, dei suoi ricordi del padre.
Questo suo primo film riguarda il contrasto dell'inquinamento e una parte dei profitti ottenuti verrà devoluta alle scuole.
"Io so che mio padre ha sempre voluto curare il mondo", ha detto Paris, "e penso che sarebbe grandioso seguire le sue orme e provare ad aiutare il pianeta" ("I know my dad always wanted to heal the world, and I think it would be great to follow his steps and trying to help the world").
Ecco il video dell'intervista.

"Emozioni" su Rai 2

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Si è conclusa la prima puntata della trasmissione "Emozioni", in onda su Rai 2 dalle 23:40.
Il programma, di Simona Ercolani, è il frutto del lavoro della stessa redazione di "Sfide" che, dopo i grandi campioni sportivi, ora passa a raccontare i più grandi artisti musicali.

Questa prima puntata è stata dedicata al Re del Pop, Michael Jackson, ucciso 518 giorni fa.
La tesi del programma è che il Moonwalk rappresenterebbe emblematicamente la vita di Michael: un percorso all'indietro che lo ha visto costretto ad una vita da adulto quand'era ancora bambino, e ad una vita fragile e "infantile" da adulto.

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Così, viene ripercorsa la vita di MJ. Vengono mostrate le immagini dell'epoca dei Jackson 5, dei Jacksons, un rapido accenno al passaggio alla carriera da solista con "Off The Wall" dopo l'esperienza di "The Wiz", per arrivare a "Thriller" e al suo spettacolo in occasione del "Motown 25", in cui esibisce per la prima volta il Moonwalk.
A questo punto, da sottolineare il racconto riguardante l'acquisto dei diritti delle canzoni dei Beatles; acquisto che, come viene detto nel documentario, Michael propose di fare insieme a Paul McCartney, ma Paul si tirò indietro ritenendo eccessiva la cifra di oltre 40 milioni di dollari, così MJ li acquistò da solo.
Si continua con il passaggio alla Bad Era, con il cambiamento di look, l'incidente durante lo spot della Pepsi con cui si ustiona gravemente la testa, il ritorno sul palco con le immagini della prima tappa italiana del Bad Tour, a Roma, l'accanimento della stampa.
A parte l'enfatizzazione estrema delle parole della speaker, come alla ricerca di commuovere ed imbonirsi forzatamente i fans, fin qui il programma scorre abbastanza tranquillamente.
Da questo momento (in particolar modo, almeno), ci sono alcune omissioni, inesattezze o si fa confusione. Nessun accenno alla vitiligine, nessuna spiegazione sulla questione "camera iperbarica", tra i "commentatori" viene tirata fuori una storia che non ha alcun senso (un chirurgo plastico nel backstage del tour)…
(Tristemente, tra i tuttologi commentatori, c'era anche Gianni Morandi che ora passa per grande esperto e ammiratore di MJ, quando invece fino ad un anno fa lo irrideva parlandone ironicamente…)

Si accenna alla nascita di Neverland, in cui MJ ospita migliaia di bambini malati e bisognosi ogni anno. Così si giunge alle prime accuse di pedofilia mossegli contro. Vengono mostrati i filmati della deposizione di MJ nel '93, il suo successivo video-comunicato in cui si difende e chiede di attendere. (Incommentabili le dichiarazioni di David Zard, con le sue teorie e ipotesi…)
Il racconto si conclude sbrigativamente dichiarando che MJ pagò una cifra imprecisata per mettere tutto a tacere, ma non si fa riferimento alle differenti strategie dei due avvocati di MJ, alla stampa che lo infanga ininterrottamente, alle false dichiarazioni del bambino ottenute con delle droghe, alle dichiarazioni registrate del padre accusatore che vuole semplicemente estorcere soldi a MJ e infangarlo, alla confessione dell'ex bambino accusatore che nel 2009 ammise che le accuse mosse nel '93 erano false…
Inoltre, dopo le accuse di pedofilia, viene raccontato che il ritorno alla grande di MJ avvenne con il Dangerous Tour (sold out in poche ore in Italia) e con videoclip in cui è affiancato dalle più grandi star al mondo: Naomi Campbell, Michael Jordan, ecc.: cosa errata, visto che quei videoclip sono dell'album "Dangerous" del 1991, mentre il Dangerous Tour è del '92-'93 e verrà interrotto proprio a causa di quelle accuse.
In realtà, dopo le accuse si dovrà attendere il 1995 per il ritorno con "HIStory", ma per i cui video non ci sono grandi personalità ad affiancarlo (a parte Janet Jackson per "Scream" e Spike Lee alla regia di "They don't care about us", praticamente). Un pò differente la situazione da come viene mostrata nel documentario, quindi.
Viene raccontato in modo sbrigativo il matrimonio con Lisa Marie Presley, presentandolo come un semplice gesto di facciata per far dimenticare le accuse. Versione abbastanza offensiva che non tiene conto delle dichiarazioni della Presley rilasciate in tv da tempi non sospetti in cui confessa il vero amore e l'attrazione che li legava. Nel documentario, invece, la Presley viene trattata come un oggetto, senza opinioni, senza capacità decisionali o emozioni, comprato ed usato da MJ all'occorrenza. Nessuna spiegazione sulla conclusione del loro matrimonio.

La HIStory Era viene superata a pié pari. Nessun accenno all'HIStory Tour, a "Blood On The Dance Floor", al mediometraggio "Ghost", ai record battuti, ai due concerti "Michael Jackson & Friends". E nessun accenno neanche all'incidente avvenuto proprio durante uno di quei concerti, nel 1999, che provocheranno gravi conseguenze e costringeranno MJ ad assumere antidolorifici.
Il documentario arriva direttamente al periodo "Invincible", focalizzandosi sul peggioramento delle condizioni fisiche, ma non spiegandone le cause.
Neanche una parola sul boicottaggio della Sony contro "Invincible", alla delegittimazione orchestrata da MTV e dagli ambienti musicali contro MJ, e si sorvola anche sul singolo benefico "What more can i give" con cui MJ coinvolge 27 star internazionali.

Ci si sofferma su Blanket mostrato dal balcone. Si parla delle nuove accuse di pedofilia dopo 10 anni esatti dalle prime. Non si dice che le accuse provocano il blocco del video di "One more chance", a cui stava lavorando, non si dice che è di nuovo Sneddon a muovere le accuse, non si dicono tante cose del processo.
Il processo, che nel documentario viene erroneamente indicato nel 2006 (mentre invece era nel 2005), si conclude con l'assoluzione. Il montaggio delle immagini del periodo del processo, come anche in altri momenti in questo documentario, non sono montate in ordine cronologico… (vengono mostrate le immagini del primo giorno, quando MJ saluta i fans, spacciandole per festeggiamenti di MJ dopo l'assoluzione… Cosa che non esiste).

Così, dall'assoluzione, i documentaristi riscoprono MJ solo nel 2009, con l'annuncio dei concerti di Londra di "This is it".
L'esilio, i singoli, i premi, l'anniversario di Thriller 25, gli album "non statunitensi" bloccati misteriosamente, non sono stati neanche calcolati.
Sulle prove e gli allenamenti, non se ne parla.
Nessun accenno al processo a Murray ancora in corso
Il documentario ricorda che la morte di MJ avvenne per l'iniezione di Propofol, un potente anestetico da usarsi solo in ambito ospedaliero in caso di operazioni chirurgiche, effettuata da Murray. Nessun accenno ai burattinai, agli interessi di alcuni a non far tornare MJ, ai dubbi espressi da molti sull'accaduto…
Anzi, la speaker si mette a parlare delle teorie assurde inventate da "burloni".
Viene fatta un pò di pubblicità all'album "Michael", senza accennare ai dubbi sulla voce di MJ inserita nei brani, ai ritocchi effettuati da altri sulle canzoni, ecc.

Infine, il programma si conclude con l'inedito video di "One more chance", sottotitolato in italiano, che dopo 7 anni finalmente è stato diffuso. Troppo tardi, diciamo, ma molto presto dopo la morte di MJ…
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Ad ogni modo, nonostante non sia un documentario molto accurato e/o dettagliato, "Emozioni" ha il pregio di mostrare immagini televisivamente mai viste, di divulgare parole mai diffuse prima (lettura di alcuni passaggi tratti da "Moonwalk", l'autobiografia di MJ) e di aver raccontato alcune verità che finora erano state nascoste in tv (dalla beneficenza, alla "purezza" riconosciutagli da Nicoletta Mantovani, ai malati che vengono ospitati a Neverland…).

PS: Da segnalare che nella pagina del programma, tra gli intervenuti figura anche Daniele Boerci, presidente di Michael Mania, indicato erroneamente come "presidente dell'unico fan-club italiano ufficiale". Sebbene le sue dichiarazioni alla fine siano state tagliate per problemi tecnici (problemi di audio, ufficialmente), c'è da dire che Michael Mania è una semplice comunità, e non è certamente il fanclub ufficiale (né tantomento l'unico…). Basta guardare il sito ufficiale di Michael Jackson per accorgersene.
Anche questo denota la poca accuratezza nella ricerca di informazioni e la "frettolosità" con cui è stata realizzata almeno questa puntata.

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MJ LIVE IN TUNIS

Ieri la televisione tunisina Nessma-TV, grazie all’interessamento dell’ex manager di MJ, Tarak Ben Ammar, ha trasmesso il concerto che il Re del Pop tenne a Tunisi il 7 ottobre 1996 per l’HIStory Tour. I proventi della trasmissione saranno devoluti in beneficenza.
Oggi pomeriggio sarà ritrasmesso in replica alle 17:30, e si potrà vedere anche in streaming grazie al Forum Italiano dedicato a MJ: mjjforum.it
Altro sito da cui visualizzare il video: http://www.tunisvista.com/medias/nessma-tv.html

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Riporto qui alcune interessanti riflessioni di Taj Jackson, uno dei nipoti di MJ che compongono il gruppo "T3", segnalati su mjjforum.it

"Una delle più importanti lezioni che ho imparato da mio zio Michael… la "Vera" Beneficenza.

Sin da una tenera età, ha insegnato (a me e ai miei fratelli) che non si tratta di "Vera" Beneficenza quando dici a tutti "hey, guarda cos’ho fatto".

La "Vera" Beneficenza è quando fai qualcosa per qualcuno, dai soldi o dedichi del tempo a qualcosa e nessuno sa che lo hai fatto.

Questa è stata una delle prime cose che nostro zio ci ha ricordato quando abbiamo iniziato ad avere successo con i 3T. Siate caritatevoli e sappiate ricambiare.

Usate il successo e la fama per cose buone. Visitate gli ospedali per bambini. Date voi stessi ai meno fortunati. Fate in modo che la vostra musica conti per qualcosa.

Mio zio era davvero incredibile. Ha fatto tutte queste cose e molto di più. Abbiamo imparato dal suo esempio.

Non ci sarà mai un’anima più pura di quella di mio zio. La gente gli ha fatto passare le pene dell’inferno qui sulla terra, ma ora è finalmente libero in paradiso.

Mi manca così tanto."

Sul sito, invece, ha scritto:

"Dopo questo, faremo films"

Quelle furono le ultime parole che zio Michael mi avrebbe mai detto.

Fu alla fine della nostra giornata passata in famiglia (family day) al ristorante indiano di Beverly Hills. Mentre salutavo il resto della famiglia, mi avvicinai a mio zio e lo abbracciai. Gli dissi che gli volevo bene, che ero orgoglioso di lui e che ero fiero di essere suo nipote. Dissi anche che lo avrei rivisto presto in quanto stavo programmando di andare in Inghilterra per vedere i suoi spettacoli. Rispose dicendo di volermi bene ancora di più. Poi si fermò, mi guardò dritto negli occhi e disse: "Dopo questo, faremo films".

Quello era il nostro progetto pilota. Sapete, mio zio aveva un’altra enorme passione oltre alla musica… la regia. Parlavamo sempre di fare dei films insieme, io e lui, saremo stati una combinazione vincente di 2 Jackson.

Questo è ciò che amavo di mio zio. Quand’eri con lui, credevi davvero di poter fare tutto. Ti faceva sentire così. Era così ispiratore.

Da quando se n’è andato, un enorme vuoto è dentro di me. Un vuoto che non potrà mai essere riempito. Un vuoto emozionale, spirituale e mentale. L’unica cosa che aiuta, è sapere di star facendo esattamente quello che lui avrebbe voluto che facessi, è fare quello che lui mi ha insegnato a fare… e cioè films. Ed ecco perché Code Z è così importante per me. Ha a che fare con una promessa, una promessa di dirigere films. Una semplice promessa che feci a mio zio, che era e sempre sarà il migliore.

So che qualcuno potrebbe dire che Code Z è soltanto una serie sugli zombies, ma è anche molto più di questo. E’ l’inizio ufficiale della mia carriera cinematografica…quando ho finalmente smesso solo di parlarne ed iniziato a farlo.

Voglio davvero ringraziare tutti voi per avermi aiutato a mantenere quella promessa.

Taj

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"Se mi chiedessero qual’ è il ricordo più caro che ho di zio Michael, la prima risposta che mi verrebbe in mente sarebbe, "Huis Ten Bosch". Cos’è l’Huis Ten Bosch? L’Huis Ten Bosch di cui parlo è un parco a tema olandese che si trova a Nagasaki, Giappone.

In breve la storia è questa…Io e i miei fratelli eravamo in Giappone per visitare lo zio Michael. Tutti noi fummo invitati a visitare il parco a tema Huis Ten Bosch. Non scenderò nei dettagli perchè molti di questi ricordi sono speciali per me e li custodisco gelosamente nel cuore. Ad ogni modo, ciò che posso dirvi è che tutti e quattro non ridemmo mai così tanto…punto…Quel giorno, non facemmo che comportarci scioccamente e far ridere l’un l’altro. Per anni a venire, continuammo a parlare di quel viaggio. Infatti, ogni volta che dovevamo tirare mio zio su di morale, tutto ciò che dovevamo fare era menzionare Huis Ten Bosch e lui rideva di nuovo. Questa sarà una delle cose che mi mancherà di più di mio zio. Farlo ridere o sorridere. Aveva una splendida risata. Una risata contagiosa. Quel viaggio fu semplicemente magico ed io non lo dimenticherò mai."


(Tratto dal sito ufficiale di Taj: http://www.tajjackson.com/)

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25 mila euro per la chitarra del video di "Scream"

Questa settimana è stata venduta all’asta una chitarra autografata da Michael Jackson per la cifra di 25 mila euro.
L’asta è stata effettuata a Berlino, mentre la chitarra era una delle 22 chitarre ordinate per girare il video musicale di "Scream" (il video più costoso della storia: 7 milioni di dollari).
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza alla United Charity, organizzazione benefica che destinerà la cifra alla clinica oncologica infantile di Friburgo.
La consegna della chitarra è stata effettuata dall’ex manager di MJ, Dieter Wiesner.

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MICHAEL JACKSON MEMORIAL TRIBUTE


Marlon Jackson, fratello di Michael, ha annunciato che il 25 giugno 2010, esattamente per il primo anniversario della morte di Michael Jackson, a Roma si terrà il "Michael Jackson Memorial Tribute".
Roma, che fu la prima città europea ad ospitare il Re del Pop in un Tour mondiale (23 maggio 1988, Bad Tour), è stata scelta ora per quello che viene annunciato come uno dei tributi più importanti al mondo in onore di MJ.
All’evento parteciperà lo stesso Marlon Jackson, anche se è stato precisato che lui non si esibirà perché a suo avviso sarebbe fuori luogo. Oltre a lui, ci saranno anche altri artisti come Dionne Warwick, Kim Carnes, Lee John (leader degli Imagination), Alfred McCrary, ma anche il coreografo di "This Is It" Travis Pain (visto già in Italia al recente Festival di Sanremo 2010) con gran parte dei ballerini che avrebbero fatto parte dei concerti di Londra. Sembra che potrebbero aggiungersi anche altri artisti di maggior rilievo: due internazionali e uno italiano.

Ad ospitare l’evento sarà lo Stadio Olimpico, con una capienza di 65 mila spettatori.
Verso la Curva Sud sarà montato un palco di 40×35 metri con pedane girevoli, e sembra che verranno utilizzati effetti 3D e 4D, con scenografie presenti anche tra il pubblico, oltre a laser ed effetti scenici che richiamano fedelmente quelli visti nei video di MJ.
L’evento inizierà già nel tardo pomeriggio, con i DJ guidati da Coccoluto e Devjio and Dancers. Potrebbe esserci anche Kathryn Milofsky e il legale Brian Oxman che ricorderebbe Michael e racconterebbe gli sviluppi del processo per l’assassinio di MJ.
Lo spettacolo, poi, ripercorrerà la vita di Michael Jackson, dagli esordi alla sua morte.
Durante lo show, Marlon ritirerà al posto di Michael il "Legend Music Award", premio che viene assegnato ad artisti italiani o internazionali con 20 anni di carriera o con oltre 40 milioni di dischi venduti, ma che si sono anche distinti in campo umanitario.
Per quanto riguarda la partecipazione dei familiari di MJ, gli organizzatori (Piercarlo Borgogelli Ottaviani, Paolo Calvani per la Worldlive Entertainment, e Samantha Zolla per il “Legend Music Award”) hanno dichiarato: "L’invito è stato rivolto a tutti, ma fino a questo momento l’unico ad aver risposto positivamente è stato Marlon". Con altri familiari sarebbero ancora in corso le trattative.
Il ricavato dell’evento sarà devoluto alla Fondazione San Raffaele-Monte Tabor e all’Associazione Senegal Ambulatorio Thiemping.

Ad ogni modo, ecco alcune dichiarazioni rilasciate da Marlon alla breve video-conferenza stampa di ieri, al St Regis Grand Hotel di Roma:
Marlon: "Prima di tutto vorrei ringraziare gli organizzatori di questo evento che mi hanno invitato come ospite speciale. Inoltre, vorrei ringraziare i fans italiani per il sostegno che dimostrano nei confronti di Michael ed anche della nostra famiglia. E’ qualcosa che apprezziamo davvero."
Domanda: "Vorrei sapere, per Marlon e per la famiglia Jackson, che posto occuperà questo memorial nell’ambito dei tanti memorial che ci saranno in quella data, e che significato ha: perché proprio la città di Roma, insomma".
Risposta: "Prima di tutto, ogni memorial che si svolgerà in quella data sarà ugualmente importante. Vorrei ringraziare gli organizzatori del tributo che è stato organizzato a Roma perché mi hanno chiesto di venire a Roma, così avrò l’opportunità di avere un contatto reale con i fans italiani di Michael Jackson".

fonti: dietrolequinte.blogspot.it, larepubblica.it, tg, web, metro.

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