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Assalto punitivo contro Paris Jackson

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Ebbene sì, Paris Jackson ha subìto una rappresaglia punitiva per aver rilasciato un’intervista a Rolling Stone in cui, tra le altre cose, ribadisce il fatto che il padre sia stato assassinato.
Non si tratta dell’unica dichiarazione fatta da Paris, ma evidentemente quella ha dato molto fastidio.
Ed è per questo che un plotone di Paparazzi è stato inviato a scopo intimidatorio appositamente per molestarla, accecarla e demolirla. E’ fin troppo evidente.
Come altri hanno detto, sollecitati sull’argomento, «Parlarne pubblicamente ci metterebbe a rischio. Se hanno potuto uccidere MJ.. potrebbero facilmente fare del male anche a noi».
E questo assalto ne è stata la dimostrazione. Il messaggio è che se parla sanno come trovarla e come renderle impossibile la vita. Così come fecero con il padre. Certo che questo attacco ha avuto forse la controindicazione che ha portato nuovamente sotto i riflettori tutta la faccenda, anche con chi si era perso quell’intervista (o quel pezzo dell’intervista), con la conseguenza di confermare ulteriormente quanto già sapevamo.

Questo atto non fa altro che consolidare la determinazione nel continuare il boicottaggio totale delle multinazionali e di tutti quelli che hanno portato alla morte di MJ.

Nell’intervista, c’erano anche tanti altri pezzi interessanti, come quando alla domanda sul tempo che lenisce il dolore Paris ha risposto:
«Dicono sempre che il tempo guarisce, ma non è realmente così. Semplicemente ti ci abitui. Vivo la vita con il pensiero: “Ok, ho perso l’unica cosa che è sempre stata importante per me”. Così andando avanti, qualsiasi cosa brutta che succede non può essere così brutta come ciò che è accaduto prima. Così riesco a sopportarlo.»

Su MJ e i tatuaggi a lui dedicati:
«Lo sento sempre con me. Non mi ha dato altro che goia, quidi perché non avere un costante ricordo di quella gioia?»

Parla anche del tentato suicidio nel 2013:
«E ‘stato solo l’odio di sé, bassa autostima, pensando di non poter fare niente di buono, pensando di non essere più degno di continuare a vivere.» Dice anche che ci furono più tentati suicidi, ma «Solo uno è diventato di dominio pubblico».

L’articolo continua con la riabilitazione, gli studi e l’adolescenza. «Facevo un sacco di cose che 13-14-15enni non dovrebbero fare. Ho provato a rescere troppo rapidamente, ma non ero così scaltra.»

Ricorda il bullismo subìto: «La storia della totale libertà di parola sarebbe bella, ma non credo che i nostri Padri Fondatori avevano previsto i social-media quando crearono quegli emendamenti e il resto.»

Addirittura accenna ad una molestia sessuale subìta a 14 anni da parte di uno sconosciuto: «Non voglio entrare nel dettaglio, ma non è stata una bella esperienza ed è stata davvero difficile per me e, all’epoca, non dissi niente a nessuno.»

Accenna al suo ragazzo, musicista 26enne.
Anche lei suona e compone canzoni ma, giustamente, non crede di firmare mai un contratto con un’etichetta musicale.

Tra le altre cose, dice anche:
«Tante persone pensano che io sia cattiva, e tante persone non lo pensano. Ma ci sono momenti in cui mi dimentico dei miei problemi di autostima e mi concentro su ciò che il fotografo mi dice, e mi sento carina. In un certo senso, può essere egoista…»

Ma parla anche di animalismo e ambientalismo, dimostrando una certa sensibilità (ereditata dal padre, evidentemente).
Vedendo degli animali imbalsamati in un museo, dice che queste cose le fanno male. Poi si esprime sulla distruzione della barriera corallina. «E’ come morire. L’intero pianeta sta morendo. Povera Terra..» e dice che la notorietà e la fama può essere utilizzata per portare delle cause importanti all’attenzione della gente. «Sono nata con questa cosa, la sprecherà nascondendomi o la farò aumentare e la userò per cose più importanti?»
MJ le disse: «Se vuoi essere più grande di me, puoi. Se non vuoi, puoi. Ma voglio solo che tu sia felice.»

Ricorda come MJ fosse un’ottimo padre, citando anche quello che scrisse Jermaine nel suo libro nel 2011. Parla della scuola, della cucina, della musica…

Risponde ai dubbi sulla sua parentela con MJ.
«Lui è mio padre. Lo è sempre stato e lo sarà sempre. Le persone che lo conoscevano veramente bene dicono che lo rivedono in me […] Mi considero “nera”. [MJ] mi guardava negli occhi e puntando il dito su di me diceva “Tu sei “nera”, sii orgogliosa delle tue radici”. E io pensavo “Ok, lui è mio padre, perché dovrebbe mentirmi?”. Quindi credo a quello che mi ha detto perché, per quello che so, non mi ha mai mentito. […] La maggior parte delle persone che non mi conoscono dicono che sono “bianca”. ho pelle chiara e, soprattutto da quando ho i capelli biondi, sembro nata in Finlandia o qualcosa del genere.»

Sulla madre Debbie Rowe dice:
«Quando ero veramente, veramente giovane, mia madre non esisteva. Poi ho realizzato che un uomo non può partorire un bambino» e ricorda di come chiese a MJ al riguardo e di come ha conosciuto la madre solo a 13 anni. Un pezzo abbastanza divertente.

Continua ricordando il momento in cui capisce che “il mondo” ce l’aveva col padre. «Immaginatevi vostro padre che piange per l’avversione del mondo contro di lui per qualcosa che non ha fatto. E per me, lui era l’unica cosa che contava. Vedere il mio intero mondo in difficoltà… Iniziai ad odiare il mondo per quello che stavano facendo a lui. Pensavo “Come può la gente essere così meschina?”… Scusate, mi sto emozionando.»

Ricorda che MJ parlava di tutto con loro, anche delle accuse rivoltegli. «Non ci ha mai detto sciocchezze. Provi a dare ai figli la migliore infanzia possibile, ma devi anche perpararla al mondo perverso.»

Ricorda anche il 2009, quando MJ era entusiasta per i concerti del This Is It Tour, ma che vistosamente lo stavano dissanguando.
Ed è qui che parla della AEG LIVE e la ritiene responsabili della sua morte, ma ricorda come anche altre persone ci fossero dietro la sua morte. Viene ricordato come MJ disse «Un giorno mi uccideranno» (come anche Lisa Marie Presley raccontò ad Oprah Winfrey riferendosi al suo catalogo musicale divenuto Sony/ATV.
«E’ ovvio, tutto indica che si è trattato di assassinio. Suona come una totale teoria del complotto e sembra una sciocchezza, ma tutti i veri fans e tutti nella famiglia lo sanno. Era organizzato.» (…) «Tante persone lo volevano morto. (…) Voglio giustizia, assolutamente, ma è un gioco a scacchi. E sto provando a giocare a scacchi nel modo giusto. E questo è tutto ciò che posso dire adesso.»

Ed evidentemente è questo il punto che ha dato fastidio. Probabilmente ha sbagliato mossa, infatti l’attacco squadrista è stata l’evidente reazione ad una frase che li ha fatti sentire minacciati… Forse ha avanzato male il pedone esponendosi al contrattacco degli alfieri… Ma qui hanno sbagliato perché è come se giocando a Poker mostri di avere 3 assi in risposta ad un gesto che può non voler dire niente…

Ricorda anche il suo discorso al MJ Memorial: «Quella è stata la prima volta che l’ho difeso pubblicamente, e sicuramente non sarà l’ultima.»

“Event” intervista Paris Jackson

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Paris Jackson, pochi giorni dopo aver compiuto 15 anni (ad inizio aprile, festeggiato con la madre Debbie Rowe), ha concesso la sua prima intervista ad un periodico, “Event“, rivista allegata al trash-tabloid “Daily Mail“.

L’articolo è corredato da fotografie realizzate appositamente da Brian Bowen Smith, con il quale Paris si è fatta immortalare anche nel buffo ritratto diffuso su Twitter. Nel pubblicarlo, il fotografo ha scritto «Che incredibile persona è Paris Jackson. Ti ringrazio per questi increbili 2 giorni. Sei un vero angelo».

La giornalista Caroline Graham descrive inizialmente la stanza di Paris, con i poster appesi, i memorabilia del padre, i vestiti e i compiti scolastici sparsi sul pavimento, le chitarre raggruppate vicino ad una parete, mentre Paris, col suo nuovo look “punk” (capelli corti neri con sfumature rosse), si lascia intervistare mentre accarezza il serpente boa del fratello.

Si tratta sempre di un magazine, quindi l’articolo contiene anche riferimenti al padre poco chiari. Le uniche cose salvabili sono le foto e le parole di Paris.

Paris ha ricordato il padre: «Ho molti ricordi di mio padre. Noi siamo stati privilegiati perché avevamo il nostro papà e avevamo la nostra casa in cui vivevamo. Sapevamo che era un cantante. Credo che ci ero abituata. Sembrava semplicemente normale per me a quei tempi. Lui era un padre incredibile. Noi tutti lo amavamo da morire. Lui aveva quella buona energia per cui non volevi andar via. Praticamente eri sempre a tuo agio con lui. Letteralmente ogni volta che lasciava la stanza dicevo “I love you”, perché ero terrorizzata da quello che sarebbe potuto succedere. Sai, ho visto così tanti film. Lui voleva il meglio per noi. Si accertava sempre che stessimo bene in salute. Si assicurava che staccassimo da scuola. Ha provato ad educarci al meglio che potesse ed era sempre attento a noi. Era molto protettivo. Le maschere erano una sua idea. Non voleva che qualcuno vedesse come eravamo. In questo modo potevamo avere quello che lui non ha avuto, sarebbe a dire un’infanzia normale».

Il discorso si sposta poi su Neverland, la residenza del Re del Pop dove Paris è cresciuta e a cui ha fatto visita due anni fa constatando con dispiacere che le rotaie del treno sono state rimosse. Hanno ricordato quando hanno lasciato Neverland nel 2005: «Ho pianto e pianto. E’ bello lì. Ha ancora una buona energia. Penso che dovrebbe essere ripristinato com’era, così che i bambini che non hanno potuto avere un’infanzia possano divertirsi lì. Quello era il suo obiettivo – come un ospedale per bambini. Dovrebbero ripristinare tutte le giostre e tutto il resto. Appena diventerò un’adulta, lo farò. Ci puoi contare».

Ad un certo punto, la giornalista scrive che Paris ha improvvisato “Rebel Yell” di Billy Idol, cantando, ballando e suonando una delle sue chitarre. «Mio padre mi ha detto come ballare. Io ballerei sempre. E sì, mi ha insegnato il moonwalk. Il nostro posto centrale era la sua stanza. Eravamo solo io, i miei fratelli e lui. Non era enorme. Era solo il luogo in cui volevamo stare, il nucleo della famiglia. La sua stanza aveva una qualche energia buona ed è il motivo per cui era sempre più confortevole lì». Aggiunge, però, che per gli impegni lavorativi di MJ, spesso erano in viaggio. «Eravamo abituati ad essere on the road. Lui provava a trasformare gli hotel in cui soggiornavamo come casa. Aveva questo piccolo proiettore che portava in giro, e prendeva un lenzuolo bianco dal letto e lo appendeva. Poi metteva cuscini sparsi per tutto il pavimento e noi potevamo guardare DVD e film in qualsiasi momento. Avevamo il nostro cinema personale. Era davvero forte».

«Uno dei miei posti preferiti che ho visitato è stata Tokyo. E’ semplicemebte bello lì, specialmente in primavera. Ricordo di aver visitato tante volte Londra. Mi piace Londra, mi piace stare lì. E’ bella».

Ora si trovano in una nuova casa vicino Los Angeles, dopo aver lasciato la casa di Encino che riportava alla mente di Katherine troppi tristi ricordi. Dopo aver imbiancato casa, la nonna ha anche incoraggiato Paris a non riappendere il collage di immagini di MJ che aveva realizzato e temporaneamente rimosso, perché non lo reputava salutare (come a volerle far voltare pagina per poter continuare la sua vita senza cristallizzarsi esclusivamente su un momento drammatico o sui ricordi del passato).

Katherine, combattuta tra l’esigenza di proteggere i nipoti e al contempo garantire loro una vita libera, è stata anche colei che ha voluto che i ragazzi frequentassero delle scuole invece di ricevere un’istruzione privata a casa. A tal proposito, Paris racconta: «Era un pò noioso. Ero nella stessa stanza con mio fratello per tutto il giorno. E’ stato difficile il periodo di transizione ma ormai l’ho superato. Non sono più socialmente impacciata. Ero così maldestra. Oh mio Dio! Sai come ognuno ha una fase difficile? Avevo questi occhiali, i capelli corti, ero paffuta…» (ma Katherine interviene rassicurandola: «Non sei mai stata paffuta, mia cara»).

«Mi piace frequentare una scuola regolare. Voglio avere un’esperienza scolastica normale. E’ difficile avere un’infanzia normale quando hai la security con te per tutto il tempo. Ho il “guinzaglio stretto” e sento che se quel guinzaglio viene allentato un pò posso avere certamente una possibilità per un’infanzia normale, perché ho amici che sono completamente normali, e hey – loro non pensano a me come la figlia di MJ. Loro pensano a me come quella che sono, capisci?».

«Le materie di studio risultano più facili a mio fratello Prince. Non so come faccia. Le materie sono più per la parte sinistra del cervello. Io sono più da parte destra del cervello (quella della creatività) e sto provando diverse cose. Ho fatto fotografia per un pò, poi ho fatto la cheerleader. Poi ho giocato a football americano. Sto provando così tante cose diverse perché sto provando a trovare me stessa, a trovare ciò con cui mi trovo meglio».

Durante l’intervista, i fratelli erano ad una conferenza scolastica sulla robotica a Las Vegas. «E’ piacevole e tranquillo senza di loro. Io e Prince siamo molto diversi. Quando eravamo più giovani eravamo come due gocce d’acqua. Ora non abbiamo più niente in comune» (sebbene, stando alle parole della giornalista, insieme si divertano molto a giocare a “Mortal kombat”).

La giornalista descrive anche un buffo siparietto tra Paris e Katherine. La nonna non approva certi look della nipote: ai capelli da ribelle del nuovo look lei preferiva quelli lunghi naturali del passato; le ha fatto togliere gli orecchini e prega che Paris non si rovini la pelle con tatuaggi permanenti o con piercing. Ma Paris rivela di avere un altro progetto: come ulteriore tributo al padre, vuole tatuarsi una nota che lui scrisse per lei in cui esprime il suo amore immortale e che lei custodisce gelosamente. «Voglio tatuare quella frase sul mio polso sinistro e il nome di mia nonna tatuato sul mio polso destro – quando sarò abbastanza grande ovviamente».

La discussione ritorna sulla sua passione per la musica e sulla sua collezione di vinili. «La qualità è migliore con il vinile. Semplicemente suona meglio». Poi continua: «Amo tutto degli anni Ottanta. Sicuramente sono nata nel periodo sbagliato. Amo gli Arctic Monkeys, i Pixies, Ac/Dc, Motley Crue, Alice Cooper, gli Smiths. Amo anche i Nirvana – ho la loro collezione completa. Siamo cresciuti ascoltando di tutto. Abbiamo ascoltato molti classici, come quelli della Motown. Papà era un grande fan dei Queen. Oh mio Dio, adoro tantissimo Freddie Mercury».

Per quanto riguarda il suo futuro, Paris rivela: «Voglio diventare un’attrice, ma solo durante il periodo scolastico. Dopo voglio frequentare scuole mediche e diventare un dottore specializzato in chirurgia cardiaca. Voglio aiutare le persone, ecco».

Avendo passato il giorno del compleanno con la madre Debbie Rowe, Paris racconta: «Quando sono con mia mamma non abbiamo la security con noi, che è davvero piacevole. Siamo andate a fare acquisti ad Hollywood. Abbiamo comprato alla Amoeba Records (negozio discografico), è stato davvero divertente».

Da assidua utilizzatrice di social network, racconta: «Di solito finisco nei guai perché twitto un sacco di roba che non dovrei twittare e ci sono un mucchio di storie. Avevo anche Instagram ma i commenti sono diventati un pò eccessivi, così l’ho cancellato. Alcuni iniziano degli scontri nella sezione dei commenti e poi se la prendevano con me per aver cancellato i commenti. Era proprio fastidioso. Su Twitter di solito me la prendevo personalmente quando qualcuno twittava qualcosa. Così, ero tipo “Devo mettervi fine”. Ero proprio scossa. Ora provo a non guardare troppo alle mie menzioni perché c’è così tanto odio lì. Ho smesso di leggerlo. Provo a non leggere della mia famiglia».

Per quanto riguarda i suoi nuovi vicini di casa, tra cui Britney Spears e Justin Bieber, il discorso si sofferma su quest’ultimo che è stato visto di recente fumare della marijuana in luogo pubblico. «Delle ragazzine su Twitter si tagliavano, autolesionandosi per attirare la sua attenzione per farlo smettere. Ma non credo che Justin dovrebbe fare certe cose quando può essere ripreso, così che le sue giovani fan possano non essere influenzate. Immagginate quanto quelle ragazzine diventeranno adulte e avranno figli che chiederanno loro “Oh mamma, dove ti sei procurata quei tagli?”. Come risponderanno? “Quando avevo 12 anni il mio cantante preferito fumò marijuana”. Penso che è proprio irresponsabile da parte sua fare così».

La giornalista conclude dicendo: «E’ chiaro che la signora Jackson sta facendo un ottimo lavoro nel portare avanti l’eredità di suo figlio e crescere una bella, curiosa, intelligente, notevolmente ben educata giovane donna».

 

(Cfr. http://mjj.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10576451)

Fase preliminare processo AEG

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Sta proseguendo la fase preparatoria del processo per accertare le responsabilità della AEG nell’assassinio di Micheal Jackson.

In questa fase preliminare, il giudice ha già ascoltato i primi due figli del Re del Pop, Prince e Paris. Secondo alcune fonti, la 15enne avrebbe colpito i presenti per la sua maturità nel rievocare i fatti del 2009.

Per quanto riguarda la formazione della giuria popolare, sembra che molti candidati si stiano tirando indietro e stiano rifiutando l’incarico adducendo le motivazioni più strane e disparate, probabilmente quantomeno intimoriti e impauriti dal dover giudicare una società che si potrebbe essere spinta ad organizzare una cospirazione civile di tale portata, e che oltretutto potrebbe non aver agito in solitaria.

Il 15 aprile, quindi, il numero di potenziali giurati è sceso da 104 ad 87.

Nel questionario a cui hanno dovuto rispondere, erano presenti domande anche su quanto sapessero della passata dipendenza da farmaci di MJ e sulla loro opinione riguardo al processo del 2005.

Ad ogni modo, mentre procede la selezione dei giurati, l’inizio del processo è stato previsto per i primi di luglio.

Accordo con Sony/ATV per amministrare il catalogo Mijac

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Il presidente della Sony/ATV Music Publishing, Martin Bandier, ha annunciato qualche giorno fa di aver stipulato un accordo con l’Estate di MJ per amministrare il catalogo delle canzoni di Michael Jackson, Mijac Music.

Il catalogo Mijac Music fu fondato da MJ nel 1980 e contiene, oltre alle canzoni scritte dal Re del Pop, anche canzoni di Sly & The Family Stone, Ray Charles, Elvis Presley, Aretha Franklin, Jerry Lee Lewis, che sono state aggiunte al catalogo nel corso degli anni.

Bandier ha dichiarato: “Siamo entusiasti che l’Estate di Michael Jackson ci abbia affidato questo incredibile catalogo di canzoni, e tutti in Sony/ATV auspicano di trovare modi innovativi per utilizzare queste canzoni, proteggendo la loro eredità”.

John Branca e John McClain, i co-esecutori dell’Estate di MJ, hanno dichiarato: “Le canzoni di Michael nel catalogo Mijac non solo mostrano la sua grandezza come interprete, ma anche il suo genio creativo come cantautore. Siamo entusiasti che la società che Michael ha contribuito a fondare, Sony/ATV Music Publishing, e di cui il la sua Estate rimane partner al 50%, rappresenterà queste incredibili canzoni insieme ad una ricca collezione di altra musica registrata da alcuni dei nostri più grandi artisti”.

Oltre a mostrare il genio creativo e interpretativo di MJ, il catalogo dimostra anche le sue capacità imprenditoriali, anche se dal 1995 ha “dovuto iniziare a condividere” i diritti d’autore con la Sony, e si continua in tal senso.

 

Fonti: mjjforum.it

1000 giorni + Intervista a Jermaine

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Oggi sono passati esattamente 1000 giorni da quando Michael Jackson è stato ucciso, impedendogli di realizzare il grande ritorno che voleva, di rimettere a posto le sue finanze e di chiudere finalmente il contratto con la Sony che da troppo tempo lo aveva immobilizzato.

Riporto l’intervista che MJJC (mjj community) ha realizzato il 29 febbraio 2012 a Jermaine Jackson, con cui lo ricordano e trattano anche alcuni temi molto importanti.

Fanno riferimento anche al libro che Jermaine ha pubblicato recentemente, “Michael – La vita del Re del Pop vista attraverso gli occhi di suo fratello”.

Ecco l’intervista.

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MJJC: You occasionally call out celebrities who call Michael a drug addict, and we love you for it. However, you seem to stay silent when your own family calls Michael an addict. What is the truth? Are you at odds with certain family members that continue to call Michael a drug addict? Have you ever told them to stop it or to try and word their comments better?

Jermaine Jackson: I’m not at odds with anyone because everyone accepts that Michael died due to Propofol intoxication, and he used it because he was desperate to sleep, not because he was addicted.

I personally felt it was important to point out the difference between Michael’s one time addiction to painkillers, and the sensationalist addiction talk of him being “a junkie” that the media and Murray wrongly attached to his death. That was why I wrote what I did and why I called out all the bull-crap during the trial.

My siblings shared private conversations and concerns with our brother about his addiction around 2001/02 time, and they are entitled to talk about it, but talking about that period does not mean they are calling him a drug addict in 2009. He wasn’t.

MJJC: Why do you and many in your family continue to down play what Michael said was abuse in the hands of Joe? Obviously Michael was deeply affected by it. You and your family always say its discipline when it’s not. Don’t you think Michael has a right to tell it how he lived it and how for him it was abuse, whether you agree with it or not?

Jermaine Jackson: Yes, Michael had the right to tell it, and so do I because I experienced the same discipline from Joseph. I was disciplined. I was not abused. He treated us the same and I don’t apologize for attempting to place all of this into context. In every family, there will be different perspectives of the same event. I have given mine.

I will say this: I read many biographies that invented what Joseph was supposed to have done. The majority of it was pure fantasy or wildly exaggerated. It was designed to paint him as evil. Joseph has never been evil. Michael would agree with that.

I don’t dismiss Michael’s experience and feelings. What I have tried to do is balance what happened and do what Michael tried to teach us all: be more understanding and more compassionate. That’s why I used his Oxford University speech in the book because he didn’t have the judgment or vitriol that some fans have for Joseph. He forgave him. He didn’t judge him. He also loved him and history deserves to know that.

MJJC: What made you feel that Tohme Tohme was someone worthy of meeting Michael and to be in business with? What were your thoughts of Michael being on tape saying he doesn’t like Tohme and how he controls everything Michael does including his money and keeping him from seeing anyone he didn’t want Michael to see?

Jermaine Jackson: I’ve explained this over many pages in the book because I know how concerned fans have been and I wanted to explain everything from the very beginning. The full story is in there. I can’t go over it all again. But the biggest misunderstanding is that I introduced him to Michael as some kind of partner or manager. That’s not true.

I first met Tohme-Tohme as someone who could help fund the Crystal City project (described in the book) which I was working on with Michael around 2007 time. I had four meetings with Michael to get down our vision on paper. He was all about it.

I met with Tohme-Tohme to find a consortium to raise the $5-6 billion we needed. Not once did I mention to him that Michael was involved in this project. Not once.

Soon afterwards, I heard that Neverland was in trouble. There was talk of foreclosure. That was the first time I went to Tohme-Tohme about Michael (April 13 2008) because if this guy could find billions for a leisure project, he probably knew businessmen who had $23-24 million to save Neverland. That was my thinking.

Long story short, Tohme-Tohme introduced me to Tom Barrack at Colony Capital. Make no mistake; Tom saved my brother’s financial ass. Folk out there have no idea how close to the wire things got.

From that moment on, I wasn’t part of the equation and Tohme-Tohme turned against me. He was no friend of mine and I know that he became no friend of Michael’s. But, from April 2008, the choices and the appointments that were made had nothing to do with me. Michael was his own man with his own mind.

MJJC: Why was Tohme-Tohme allowed at UCLA Medical Center and even allowed to speak on June 25th, after Michael Jackson had fired him?

Jermaine Jackson: I don’t know why he was there or who authorized it. When I arrived, he was already there in the corridor, but you’ve got to understand that I wasn’t thinking about any of that, or why he was allowed to speak. That day was a blur.

MJJC: What is your opinion about Tohme-Tohme now?

Jermaine Jackson: My opinion of him? He was the same as everyone else who came and went in Michael’s life – he didn’t understand the revolving door he was caught in. I do think his heart was in the right place but I think the access went to his head. His manner was too sharp and fiery for Michael in the end.

MJJC: Do you believe Dr Murray’s actions on June 25th directly caused Michael’s death or do you hold Latoya’s view of what happened? In other words who do you think is responsible for Michael death?

Jermaine Jackson: With the wrongful death lawsuit going on, this is not something I want to get into, but I’ll say this: Murray was the person who injected the fatal dose of Propofol, but that fact doesn’t remove questions that I still have. Also, Michael’s death was preventable by others, long before those early hours of June 25th 2009. He was dying long before he died and no one did anything and no one alerted us, his family. Had I known what I know now, I’d have been in there shutting it down and getting him to a hospital.

MJJC: Why were you taken aback by Michael not naming his brothers, sisters and father in his Will? Was it because he took care of the family in life that you believed naturally he would do the same in case of death? Was this something Michael ever discussed with the family?

Jermaine Jackson: Who says I was taken aback? We didn’t discuss Michael’s death. Why would we? The rest of the family has had musical careers and we’ve got and always had our own money.

Michael did what a father should in a will – he took care of his kids, and he also named our mother. By including her, he included us. The lioness takes care of her cubs, and that philosophy has always been understood in our family.

MJJC: What do you think about the individuals that Michael appointed to run his Estate? And are you happy with his choice? Why does it seem as if your family is forever going against the Estate, by initiating projects without Estate approval and making hostile remarks to the press about the people running the Estate?

Jermaine Jackson: No Jackson needs anyone’s approval to initiate a project that celebrates or remembers our own brother. We were not appointed hypothetically in 2002. We were appointed by blood at birth.

MJJC: Why you and your family always say that you wanted to work with Michael again for albums and concerts when everybody knows that Michael didn’t want to work with his family anymore? For example: on October 29, 2008 you announced a Family reunion. The next day, Michael released a statement that he didn’t have any plans to reunite with his siblings. Why did you make that announcement without conferring with Michael first?

Jermaine Jackson: Who says that “everybody knows he didn’t want to work with us anymore”? They cite one date and one example and apply it forever??

Everybody doesn’t know, because Michael had agreed to do one “final” concert with the brothers and that was because Mother wanted to see us all on stage one last time in her life-time, not thinking that Michael would pass before her.

He made that promise to her, not us, and we hadn’t really spoken about it. But that concert was included in the many plans he had for after This Is it, including spot-dates in China and a performance at the Super Bowl 2010 (plans made prior to John Branca’s return)

MJJC: Your ex-wife, Margaret Maldonado, said you were intensely jealous of Michael. Suzanne de Passe said a similar thing on Oprah in 1993 about the brothers being jealous of Michael. Were you, or were you not jealous of Michael at any point in your life? And what do you make of others who knew you personally, stating that you were jealous of your brother?

Jermaine Jackson: Too many folk listen to what others say. I don’t care what others think they know, and it doesn’t matter if they know me personally or don’t – they can’t know what I’m feeling on the inside. There is not one person out there who can say with any truth that I have said, shouted or complained about Michael in any jealous way. There were differences from time to time, but never jealousy.

I remain as proud of Michael as I always was when he was alive, and this is one reason why I wrote the book – to hear about our life and our journey in my words, no one else’s.

MJJC: In your book and your media interviews promoting it, you were adamant about the importance of family and how individually you were weaker compared to how you were collectively as a family unit. It was a theme that you related to Michael’s professional career, when you talked about how music industry outsiders tried to separate him from his brothers and that this was not a good outcome. How do you explain then why you were the first brother to break away from the family group when you stayed with Motown to pursue a solo career rather than follow your father and brothers to their better record deal at Epic? If your career had blown up and been as successful as Michael, do you think that you would have been so keen to return to the family group?

Jermaine Jackson: I don’t think I’d thought too much about me leaving the Jackson 5 until it came to the book, and it was pointed out to me that my leaving could have been an example set to Michael. If it’s okay for me to break away, it was okay for him to break away. I see that in a way I never did before.

But I use Joseph’s story about the tree and the branches…how we are stronger when tight together, not separate. If you read the book, you’ll see how lonely I was and how all I wanted was to reunite with the brothers. Regardless of success, I was always keen to return to those roots.

That is a different thing to people in Hollywood who surrounded Michael and wanted him in isolation. I lay it all out in the book for folk to make up their own mind and ask themselves one question: Michael was a superstar in his own right, but was he better off as a person when isolated from family? I’ll tell you now: had family been at The Forum or Staples for This Is It, those rehearsals would have been stopped long before and Michael would still be with us today.

MJJC: In your book you wrote that you did NOT write “Word to the Badd” but in 1991, you DID interviews–both live and print–where you in no uncertain terms stated that you wrote the song. For example in a Times interview you said “I wrote this song–and it came from the bottom of my heart–was to help my little brother get a grip on reality. “. Which version is the truth? And regardless do you accept any responsibility for the song Word to the Badd? Even if you didn’t write it, wouldn’t you agree that singing/recording it is just as bad?

Jermaine Jackson: I have heard how some folk are keen to pin me to this kind of reported word or the odd sentence on video. The bottom line is that I didn’t write it and everyone involved knows I didn’t write it, regardless of what I said or didn’t say in this interview or that interview. No one mentions the interviews where I said I didn’t write it do they??!

The true story is the one I’ve told many times, and the one that is in the book. I accepted responsibility a long time ago and my remorse was true. It is a shame to me that some fans cannot move on from this in the same way Michael did. But honestly, what matters to me is that we straightened things out as brothers.

MJJC: If you really have vitiligo as you stated in your book, what prevented you from coming out when everyone doubted Michael had the disease? Don’t you think that it could have benefited Michael if you would have came out to his defense and said you had a vitiligo spot once, instead of mocking your brother in a song about his skin change?

Jermaine Jackson: For us, it was nonsense to hear all those tabloid lies about Michael bleaching his skin but I’ll say what Michael said: if we spent our time extinguishing every rumor and every lie that was ever said or written, none of us would have had lives.

When I first started writing the book, I didn’t intend to include anything about this. We are (as a family) very private. But I mentioned it one day and my ghost-writer thought it was significant. We talked about it and I agreed to include it after being persuaded that it was important information.

MJJC: You claimed in your book that Michael didn’t own a cell phone. There are many pictures, bodyguards, friends confirming Michael did own and use cell phones. Is it possible that Michael simply didn’t want to talk to you?

Jermaine Jackson: Folk’s interpretation of a photo doesn’t mean that Michael owned his own cell just because he was pictured with one. To the best of my knowledge, there was no cell you could call Michael direct on unless it was someone else’s.

MJJC: What was going through your mind when you thought that telling everyone there was an ‘escape plan’ [if Michael was found guilty in 2005] was a good idea? Any escape or leaving the country during a trial (before or after the verdict) would have been a felony. Do you regret writing that?

Jermaine Jackson: Why would I regret writing it??! Once again, this is an example of newspapers misreporting what I had written in the book. I didn’t say there was a plan “if convicted”. I said it was a plan I had after the first few days of evidence. I didn’t say it was rational, but it was the way I was thinking without the benefit of hindsight.

It didn’t occur to me how right or wrong it was. This was a time when my brother was pursued, arrested and put on trial for something he didn’t do, and I was supposed to sit back and trust the system that was screwing him? I had zero faith and I had nightmares about an innocent man going to jail. I have written in the book about the thoughts and feelings I was experiencing in that context. It’s the truth, and I don’t regret writing the truth.

MJJC: To what extent, Michael owes his success to you and the rest of your family? Do you believe Michael’s legacy is his own, and stands apart from the Jacksons or Jackson 5 legacy?

Jermaine Jackson: To the same extent that Paul McCartney owes his success to The Beatles. Michael’s platform was the Jackson 5. Everyone comes from somewhere.

Michael’s legacy is his own and he stands in his own remarkable light, and we feel proud as brothers to have shared in his early days because the Jackson 5 days are part of the Michael Jackson success story. History can’t separate them.

MJJC: While the Jackson family is an amazing musical force and they are American musical royalty, is the Jackson family aware that many fans do not see the Jackson family’s legacy and Michael Jackson’s legacy as one and the same – especially overseas, where Michael’s fan base is so large? How do you think you can grow your Jackson family legacy without alienating Michael Jackson fans?

Jermaine Jackson: I think I’ve partly answered this one with the previous question. We don’t wish to alienate anyone, because Michael had the most amazing fans who are fiercely proud of his legacy as much as we are. Michael’s legacy and the Jackson legacy are interwoven without being one and the same. I think that’s the best way to put it…our legacy started off on the same track and then Michael’s track separated and went on its own way to create another legacy on top of the Jackson 5 legacy.

MJJC: After all the privacy and protection Michael insisted on for his kids, why is your family promoting the kids and disregarding their privacy – especially with public Twitter accounts that expose them to haters. Do you see how putting the kids out there seem to fans to directly contradict everything their father wanted for them as children/young people? Some fans feel Michael’s wishes are being disrespected. Please help us understand.

Jermaine Jackson: We are not disregarding their privacy, and Michael’s wishes are not being disrespected. Those kids are fiercely protected.

Michael entrusted his children to our mother’s care because he knew the love, care and attention they would receive. As any parent knows, it is a fine line between saying “no” and respecting your child’s wishes. As they grow and evolve, so must the decisions taken that affect their lives, development and ambitions.

MJJC: Are you aware that the internet blog where Jordan Chandler retracted his allegations against Michael is a hoax? In TV interviews you and Mrs Jackson when defending Michael from the child abuse allegations use this argument to prove Michael’s innocence and because it is false it has the opposite effect of making viewers continue to question the accusations against Michael. There are so many good arguments to support Michael’s innocence and it is extremely frustrating for fans and extremely damaging towards your brother when an argument which is clearly a lie is used.

Jermaine Jackson: I don’t know what Internet blog is being referred to??

Michael’s attorney Tom had a witness that was prepared to testify that Jordan Chandler had told him the allegations were untrue (should he have appeared as a witness in 2005) The boy had privately retracted it, and Tom was going to prove it. I think that’s as good as any argument can get!

MJJC: Do you still feel strongly against the Cascio tracks? If so then do you or any other family member’s plan to make issue with any future MJ albums that include any more Cascio tracks?

Jermaine Jackson: For now, I’ll say what I’ve always said on this issue: when has Michael’s music and voice ever been released with a question mark over it, as to whether it’s 100% him? I think the truth will come out one day but no, that first album is not 100% Michael and no one can talk to me about the authentic sound of my own brother’s voice.

MJJC: This is kind of random, but did Michael ever express any interest in Islam or becoming a Muslim? There were many rumors swirling around in the months after his death that said he was a Muslim

Jermaine Jackson: Michael did not convert to Islam. He was curious about it and I gave him many books to read about Islam. I write in the book how, during his 2005 trial, he returned to the Kingdom Hall to pray. It’s fair to say that he died a Jehovah Witness.

MJJC: What is the worst prank Michael ever played on you?

Jermaine Jackson: Buckets or bottles of water balanced on the top of doors. Water, water, water. Every prank I ever remember involved a soaking!

MJJC: What do you miss about Michael most?

Jermaine Jackson: That’s simple: his smile. He had a smile like no one else.

MJJC: If you could say just one more thing to Michael, what would it be?

Jermaine Jackson: It wouldn’t be one thing, it would be many things. Many private things, but I would probably remind him how brilliant his London concerts were going to be because his self-doubt worried about that. That’s the saddest thing for me: that his death confirmed the lie that he wasn’t ready or fit enough to perform again, when the truth is that he was going to produce the most amazing show on earth and prove everyone wrong with the comeback of all comebacks.

MJJC: Do you plan to release a solo album of new material and would you ever do a show/tour of your own hits/new material?

Jermaine Jackson: I always have plans and ideas and I’m always working on new material. I’m not finished yet!

MJJC: Is there a reason why we are mostly only seeing Marlon, Jackie and Tito together? Do you think you will ever work with your brothers again?

Jermaine Jackson: You only saw Marlon, Jackie and Tito last year because I was busy writing my book, and then there was the trial. I hold dear the hope that you will see the brothers working as one again.

MJJC: What do YOU plan on doing for Michael and his legacy for years to come?

Jermaine Jackson: My book was the first thing I could do to honor his memory and fight for the truth in a way that he never got the chance to. Looking ahead, my goal will be to always preserve his legacy on the highest level in any appropriate way that I can.

MJJC Note: Did you know that paperback edition of Jermaine’s memoir ” You are not alone” is scheduled to be released June 2012 with a new bonus chapter. Check it out !

MJJC

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