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Assalto punitivo contro Paris Jackson

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Ebbene sì, Paris Jackson ha subìto una rappresaglia punitiva per aver rilasciato un’intervista a Rolling Stone in cui, tra le altre cose, ribadisce il fatto che il padre sia stato assassinato.
Non si tratta dell’unica dichiarazione fatta da Paris, ma evidentemente quella ha dato molto fastidio.
Ed è per questo che un plotone di Paparazzi è stato inviato a scopo intimidatorio appositamente per molestarla, accecarla e demolirla. E’ fin troppo evidente.
Come altri hanno detto, sollecitati sull’argomento, «Parlarne pubblicamente ci metterebbe a rischio. Se hanno potuto uccidere MJ.. potrebbero facilmente fare del male anche a noi».
E questo assalto ne è stata la dimostrazione. Il messaggio è che se parla sanno come trovarla e come renderle impossibile la vita. Così come fecero con il padre. Certo che questo attacco ha avuto forse la controindicazione che ha portato nuovamente sotto i riflettori tutta la faccenda, anche con chi si era perso quell’intervista (o quel pezzo dell’intervista), con la conseguenza di confermare ulteriormente quanto già sapevamo.

Questo atto non fa altro che consolidare la determinazione nel continuare il boicottaggio totale delle multinazionali e di tutti quelli che hanno portato alla morte di MJ.

Nell’intervista, c’erano anche tanti altri pezzi interessanti, come quando alla domanda sul tempo che lenisce il dolore Paris ha risposto:
«Dicono sempre che il tempo guarisce, ma non è realmente così. Semplicemente ti ci abitui. Vivo la vita con il pensiero: “Ok, ho perso l’unica cosa che è sempre stata importante per me”. Così andando avanti, qualsiasi cosa brutta che succede non può essere così brutta come ciò che è accaduto prima. Così riesco a sopportarlo.»

Su MJ e i tatuaggi a lui dedicati:
«Lo sento sempre con me. Non mi ha dato altro che goia, quidi perché non avere un costante ricordo di quella gioia?»

Parla anche del tentato suicidio nel 2013:
«E ‘stato solo l’odio di sé, bassa autostima, pensando di non poter fare niente di buono, pensando di non essere più degno di continuare a vivere.» Dice anche che ci furono più tentati suicidi, ma «Solo uno è diventato di dominio pubblico».

L’articolo continua con la riabilitazione, gli studi e l’adolescenza. «Facevo un sacco di cose che 13-14-15enni non dovrebbero fare. Ho provato a rescere troppo rapidamente, ma non ero così scaltra.»

Ricorda il bullismo subìto: «La storia della totale libertà di parola sarebbe bella, ma non credo che i nostri Padri Fondatori avevano previsto i social-media quando crearono quegli emendamenti e il resto.»

Addirittura accenna ad una molestia sessuale subìta a 14 anni da parte di uno sconosciuto: «Non voglio entrare nel dettaglio, ma non è stata una bella esperienza ed è stata davvero difficile per me e, all’epoca, non dissi niente a nessuno.»

Accenna al suo ragazzo, musicista 26enne.
Anche lei suona e compone canzoni ma, giustamente, non crede di firmare mai un contratto con un’etichetta musicale.

Tra le altre cose, dice anche:
«Tante persone pensano che io sia cattiva, e tante persone non lo pensano. Ma ci sono momenti in cui mi dimentico dei miei problemi di autostima e mi concentro su ciò che il fotografo mi dice, e mi sento carina. In un certo senso, può essere egoista…»

Ma parla anche di animalismo e ambientalismo, dimostrando una certa sensibilità (ereditata dal padre, evidentemente).
Vedendo degli animali imbalsamati in un museo, dice che queste cose le fanno male. Poi si esprime sulla distruzione della barriera corallina. «E’ come morire. L’intero pianeta sta morendo. Povera Terra..» e dice che la notorietà e la fama può essere utilizzata per portare delle cause importanti all’attenzione della gente. «Sono nata con questa cosa, la sprecherà nascondendomi o la farò aumentare e la userò per cose più importanti?»
MJ le disse: «Se vuoi essere più grande di me, puoi. Se non vuoi, puoi. Ma voglio solo che tu sia felice.»

Ricorda come MJ fosse un’ottimo padre, citando anche quello che scrisse Jermaine nel suo libro nel 2011. Parla della scuola, della cucina, della musica…

Risponde ai dubbi sulla sua parentela con MJ.
«Lui è mio padre. Lo è sempre stato e lo sarà sempre. Le persone che lo conoscevano veramente bene dicono che lo rivedono in me […] Mi considero “nera”. [MJ] mi guardava negli occhi e puntando il dito su di me diceva “Tu sei “nera”, sii orgogliosa delle tue radici”. E io pensavo “Ok, lui è mio padre, perché dovrebbe mentirmi?”. Quindi credo a quello che mi ha detto perché, per quello che so, non mi ha mai mentito. […] La maggior parte delle persone che non mi conoscono dicono che sono “bianca”. ho pelle chiara e, soprattutto da quando ho i capelli biondi, sembro nata in Finlandia o qualcosa del genere.»

Sulla madre Debbie Rowe dice:
«Quando ero veramente, veramente giovane, mia madre non esisteva. Poi ho realizzato che un uomo non può partorire un bambino» e ricorda di come chiese a MJ al riguardo e di come ha conosciuto la madre solo a 13 anni. Un pezzo abbastanza divertente.

Continua ricordando il momento in cui capisce che “il mondo” ce l’aveva col padre. «Immaginatevi vostro padre che piange per l’avversione del mondo contro di lui per qualcosa che non ha fatto. E per me, lui era l’unica cosa che contava. Vedere il mio intero mondo in difficoltà… Iniziai ad odiare il mondo per quello che stavano facendo a lui. Pensavo “Come può la gente essere così meschina?”… Scusate, mi sto emozionando.»

Ricorda che MJ parlava di tutto con loro, anche delle accuse rivoltegli. «Non ci ha mai detto sciocchezze. Provi a dare ai figli la migliore infanzia possibile, ma devi anche perpararla al mondo perverso.»

Ricorda anche il 2009, quando MJ era entusiasta per i concerti del This Is It Tour, ma che vistosamente lo stavano dissanguando.
Ed è qui che parla della AEG LIVE e la ritiene responsabili della sua morte, ma ricorda come anche altre persone ci fossero dietro la sua morte. Viene ricordato come MJ disse «Un giorno mi uccideranno» (come anche Lisa Marie Presley raccontò ad Oprah Winfrey riferendosi al suo catalogo musicale divenuto Sony/ATV.
«E’ ovvio, tutto indica che si è trattato di assassinio. Suona come una totale teoria del complotto e sembra una sciocchezza, ma tutti i veri fans e tutti nella famiglia lo sanno. Era organizzato.» (…) «Tante persone lo volevano morto. (…) Voglio giustizia, assolutamente, ma è un gioco a scacchi. E sto provando a giocare a scacchi nel modo giusto. E questo è tutto ciò che posso dire adesso.»

Ed evidentemente è questo il punto che ha dato fastidio. Probabilmente ha sbagliato mossa, infatti l’attacco squadrista è stata l’evidente reazione ad una frase che li ha fatti sentire minacciati… Forse ha avanzato male il pedone esponendosi al contrattacco degli alfieri… Ma qui hanno sbagliato perché è come se giocando a Poker mostri di avere 3 assi in risposta ad un gesto che può non voler dire niente…

Ricorda anche il suo discorso al MJ Memorial: «Quella è stata la prima volta che l’ho difeso pubblicamente, e sicuramente non sarà l’ultima.»

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Paris ricoverata in ospedale

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A quanto pare, la settimana scorsa Paris Jackson è stata ricoverata d’urgenza in ospedale dopo un tentato suicidio.

Dagli ultimi tweet scritti, si nota che era rimasta abbastanza scandalizzata dai tabloid che proprio dal suo account twitter, che tengono sotto controllo, avevano preso spunto per un lancio sensazionalistico su di lei.

Nell’ultimo tweet, rilanciato poi anche dagli stessi tabloid, aveva scritto: “Ieri, tutti i miei problemi sembravano così lontani. Ora sembra che siano qui per restare”.

Trasferita all’Ucla Medical Center, ha ricevuto la visita dei suoi familiari, mentre online sono tanti i messaggi di solidarietà che le sono stati rivolti dai fans. La madre Debbie Rowe ha denunciato il fatto che l’ospedale era sotto assedio dei paparazzi che non le hanno permesso di entrare. “La ragione per cui non ero all’Ucla è per i dannati paparazzi e per la gente. I familiari hanno avuto bisogno della scorta della polizia per poter uscire. Tutti dovrebbero fare un passo indietro”, ha detto la Rowe.

Quando ci si deciderà a fare qualche legge a tutela delle persone, seppure vip? Queste libertà assolute date ai paparazzi, che calpestano persone e diritti impunemente, perché vengono ancora tollerate? Ci sono già state tante vittime, non si può accettare che si continui così.

“Event” intervista Paris Jackson

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Paris Jackson, pochi giorni dopo aver compiuto 15 anni (ad inizio aprile, festeggiato con la madre Debbie Rowe), ha concesso la sua prima intervista ad un periodico, “Event“, rivista allegata al trash-tabloid “Daily Mail“.

L’articolo è corredato da fotografie realizzate appositamente da Brian Bowen Smith, con il quale Paris si è fatta immortalare anche nel buffo ritratto diffuso su Twitter. Nel pubblicarlo, il fotografo ha scritto «Che incredibile persona è Paris Jackson. Ti ringrazio per questi increbili 2 giorni. Sei un vero angelo».

La giornalista Caroline Graham descrive inizialmente la stanza di Paris, con i poster appesi, i memorabilia del padre, i vestiti e i compiti scolastici sparsi sul pavimento, le chitarre raggruppate vicino ad una parete, mentre Paris, col suo nuovo look “punk” (capelli corti neri con sfumature rosse), si lascia intervistare mentre accarezza il serpente boa del fratello.

Si tratta sempre di un magazine, quindi l’articolo contiene anche riferimenti al padre poco chiari. Le uniche cose salvabili sono le foto e le parole di Paris.

Paris ha ricordato il padre: «Ho molti ricordi di mio padre. Noi siamo stati privilegiati perché avevamo il nostro papà e avevamo la nostra casa in cui vivevamo. Sapevamo che era un cantante. Credo che ci ero abituata. Sembrava semplicemente normale per me a quei tempi. Lui era un padre incredibile. Noi tutti lo amavamo da morire. Lui aveva quella buona energia per cui non volevi andar via. Praticamente eri sempre a tuo agio con lui. Letteralmente ogni volta che lasciava la stanza dicevo “I love you”, perché ero terrorizzata da quello che sarebbe potuto succedere. Sai, ho visto così tanti film. Lui voleva il meglio per noi. Si accertava sempre che stessimo bene in salute. Si assicurava che staccassimo da scuola. Ha provato ad educarci al meglio che potesse ed era sempre attento a noi. Era molto protettivo. Le maschere erano una sua idea. Non voleva che qualcuno vedesse come eravamo. In questo modo potevamo avere quello che lui non ha avuto, sarebbe a dire un’infanzia normale».

Il discorso si sposta poi su Neverland, la residenza del Re del Pop dove Paris è cresciuta e a cui ha fatto visita due anni fa constatando con dispiacere che le rotaie del treno sono state rimosse. Hanno ricordato quando hanno lasciato Neverland nel 2005: «Ho pianto e pianto. E’ bello lì. Ha ancora una buona energia. Penso che dovrebbe essere ripristinato com’era, così che i bambini che non hanno potuto avere un’infanzia possano divertirsi lì. Quello era il suo obiettivo – come un ospedale per bambini. Dovrebbero ripristinare tutte le giostre e tutto il resto. Appena diventerò un’adulta, lo farò. Ci puoi contare».

Ad un certo punto, la giornalista scrive che Paris ha improvvisato “Rebel Yell” di Billy Idol, cantando, ballando e suonando una delle sue chitarre. «Mio padre mi ha detto come ballare. Io ballerei sempre. E sì, mi ha insegnato il moonwalk. Il nostro posto centrale era la sua stanza. Eravamo solo io, i miei fratelli e lui. Non era enorme. Era solo il luogo in cui volevamo stare, il nucleo della famiglia. La sua stanza aveva una qualche energia buona ed è il motivo per cui era sempre più confortevole lì». Aggiunge, però, che per gli impegni lavorativi di MJ, spesso erano in viaggio. «Eravamo abituati ad essere on the road. Lui provava a trasformare gli hotel in cui soggiornavamo come casa. Aveva questo piccolo proiettore che portava in giro, e prendeva un lenzuolo bianco dal letto e lo appendeva. Poi metteva cuscini sparsi per tutto il pavimento e noi potevamo guardare DVD e film in qualsiasi momento. Avevamo il nostro cinema personale. Era davvero forte».

«Uno dei miei posti preferiti che ho visitato è stata Tokyo. E’ semplicemebte bello lì, specialmente in primavera. Ricordo di aver visitato tante volte Londra. Mi piace Londra, mi piace stare lì. E’ bella».

Ora si trovano in una nuova casa vicino Los Angeles, dopo aver lasciato la casa di Encino che riportava alla mente di Katherine troppi tristi ricordi. Dopo aver imbiancato casa, la nonna ha anche incoraggiato Paris a non riappendere il collage di immagini di MJ che aveva realizzato e temporaneamente rimosso, perché non lo reputava salutare (come a volerle far voltare pagina per poter continuare la sua vita senza cristallizzarsi esclusivamente su un momento drammatico o sui ricordi del passato).

Katherine, combattuta tra l’esigenza di proteggere i nipoti e al contempo garantire loro una vita libera, è stata anche colei che ha voluto che i ragazzi frequentassero delle scuole invece di ricevere un’istruzione privata a casa. A tal proposito, Paris racconta: «Era un pò noioso. Ero nella stessa stanza con mio fratello per tutto il giorno. E’ stato difficile il periodo di transizione ma ormai l’ho superato. Non sono più socialmente impacciata. Ero così maldestra. Oh mio Dio! Sai come ognuno ha una fase difficile? Avevo questi occhiali, i capelli corti, ero paffuta…» (ma Katherine interviene rassicurandola: «Non sei mai stata paffuta, mia cara»).

«Mi piace frequentare una scuola regolare. Voglio avere un’esperienza scolastica normale. E’ difficile avere un’infanzia normale quando hai la security con te per tutto il tempo. Ho il “guinzaglio stretto” e sento che se quel guinzaglio viene allentato un pò posso avere certamente una possibilità per un’infanzia normale, perché ho amici che sono completamente normali, e hey – loro non pensano a me come la figlia di MJ. Loro pensano a me come quella che sono, capisci?».

«Le materie di studio risultano più facili a mio fratello Prince. Non so come faccia. Le materie sono più per la parte sinistra del cervello. Io sono più da parte destra del cervello (quella della creatività) e sto provando diverse cose. Ho fatto fotografia per un pò, poi ho fatto la cheerleader. Poi ho giocato a football americano. Sto provando così tante cose diverse perché sto provando a trovare me stessa, a trovare ciò con cui mi trovo meglio».

Durante l’intervista, i fratelli erano ad una conferenza scolastica sulla robotica a Las Vegas. «E’ piacevole e tranquillo senza di loro. Io e Prince siamo molto diversi. Quando eravamo più giovani eravamo come due gocce d’acqua. Ora non abbiamo più niente in comune» (sebbene, stando alle parole della giornalista, insieme si divertano molto a giocare a “Mortal kombat”).

La giornalista descrive anche un buffo siparietto tra Paris e Katherine. La nonna non approva certi look della nipote: ai capelli da ribelle del nuovo look lei preferiva quelli lunghi naturali del passato; le ha fatto togliere gli orecchini e prega che Paris non si rovini la pelle con tatuaggi permanenti o con piercing. Ma Paris rivela di avere un altro progetto: come ulteriore tributo al padre, vuole tatuarsi una nota che lui scrisse per lei in cui esprime il suo amore immortale e che lei custodisce gelosamente. «Voglio tatuare quella frase sul mio polso sinistro e il nome di mia nonna tatuato sul mio polso destro – quando sarò abbastanza grande ovviamente».

La discussione ritorna sulla sua passione per la musica e sulla sua collezione di vinili. «La qualità è migliore con il vinile. Semplicemente suona meglio». Poi continua: «Amo tutto degli anni Ottanta. Sicuramente sono nata nel periodo sbagliato. Amo gli Arctic Monkeys, i Pixies, Ac/Dc, Motley Crue, Alice Cooper, gli Smiths. Amo anche i Nirvana – ho la loro collezione completa. Siamo cresciuti ascoltando di tutto. Abbiamo ascoltato molti classici, come quelli della Motown. Papà era un grande fan dei Queen. Oh mio Dio, adoro tantissimo Freddie Mercury».

Per quanto riguarda il suo futuro, Paris rivela: «Voglio diventare un’attrice, ma solo durante il periodo scolastico. Dopo voglio frequentare scuole mediche e diventare un dottore specializzato in chirurgia cardiaca. Voglio aiutare le persone, ecco».

Avendo passato il giorno del compleanno con la madre Debbie Rowe, Paris racconta: «Quando sono con mia mamma non abbiamo la security con noi, che è davvero piacevole. Siamo andate a fare acquisti ad Hollywood. Abbiamo comprato alla Amoeba Records (negozio discografico), è stato davvero divertente».

Da assidua utilizzatrice di social network, racconta: «Di solito finisco nei guai perché twitto un sacco di roba che non dovrei twittare e ci sono un mucchio di storie. Avevo anche Instagram ma i commenti sono diventati un pò eccessivi, così l’ho cancellato. Alcuni iniziano degli scontri nella sezione dei commenti e poi se la prendevano con me per aver cancellato i commenti. Era proprio fastidioso. Su Twitter di solito me la prendevo personalmente quando qualcuno twittava qualcosa. Così, ero tipo “Devo mettervi fine”. Ero proprio scossa. Ora provo a non guardare troppo alle mie menzioni perché c’è così tanto odio lì. Ho smesso di leggerlo. Provo a non leggere della mia famiglia».

Per quanto riguarda i suoi nuovi vicini di casa, tra cui Britney Spears e Justin Bieber, il discorso si sofferma su quest’ultimo che è stato visto di recente fumare della marijuana in luogo pubblico. «Delle ragazzine su Twitter si tagliavano, autolesionandosi per attirare la sua attenzione per farlo smettere. Ma non credo che Justin dovrebbe fare certe cose quando può essere ripreso, così che le sue giovani fan possano non essere influenzate. Immagginate quanto quelle ragazzine diventeranno adulte e avranno figli che chiederanno loro “Oh mamma, dove ti sei procurata quei tagli?”. Come risponderanno? “Quando avevo 12 anni il mio cantante preferito fumò marijuana”. Penso che è proprio irresponsabile da parte sua fare così».

La giornalista conclude dicendo: «E’ chiaro che la signora Jackson sta facendo un ottimo lavoro nel portare avanti l’eredità di suo figlio e crescere una bella, curiosa, intelligente, notevolmente ben educata giovane donna».

 

(Cfr. http://mjj.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10576451)

La Rowe approva l’affidamento congiunto tra Katherine e TJ

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Piccolo aggiornamento sulla questione dell’affidamento dei figli di MJ.
Visti gli avvenimenti degli ultimi tempi nella famiglia Jackson, anche la madre naturale di Prince e Paris si è interessata alla situazione dei suoi figli.
Presso la Corte Superiore della contea di Los Angeles, Debbie Rowe ha depositato dei documenti con cui approva l’affidamento congiunto tra Katherine e TJ, il 34enne terzogenito di Tito.
In questi documenti, però, si afferma: “Se l’accordo raggiunto da TJ Jackson e Katherine Jackson diventa insostenibile, instabile, insicuro o in qualsiasi modo contrario agli interessi dei bambini, la signora Rowe chiederà l’intervento del tribunale”.
Dopo l’affidamento congiunto, che è stato stabilito mentre Katherine era scomparsa in Arizona, il giudice ha deciso che la Rowe dovrà essere informata nel caso in cui venissero apportate modifiche all’accordo per la tutela dei 3 ragazzi.

Lotta interna nella famiglia Jackson

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Avevamo riportato un articolo del New York Post tradotto su MJFANSQUARE che riguardava la lotta interna nella famiglia Jackson portata alla luce dai twit di Paris. Articolo abbastanza inattendibile, visto che attribuiva delle frasi a Janet e a Paris in base al video di sorveglianza pubblicato precedentemente, che è senza audio!!!

Pubblichiamo, invece, la traduzione (tratta da mjjforum.it) di una lettera di Jermaine pubblicata sul suo twitter, sempre sulla questione del testamento.

Inoltre c’è il comunicato dell’avvocato di Janet che porta alla luce un altro possibile scenario.

Più in basso, il comunicato di Howard Weitzman, avvocato dell’Estate di MJ, che ha interdetto l’accesso alla casa di Katherine per alcuni membri della famiglia Jackson.

Da segnalare che ora l’affidamento dei figli di MJ è in condivisione tra Katherine e TJ Jackson (figlio di Tito).

A proposito del testamento, Howard Mann, socio d’affari di Katherine contro i quali l’Estate ha sollevato una questione di “copyright” per un libro che dovevano pubblicare, nel processo che si terrà a fine agosto/inizio settembre porterà delle prove che metterebbero seriamente in dubbio la validità del testamento di MJ del 2002.

La prima udienza è prevista per il 27 agosto.

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COMUNICATO DI JERMAINE

“Ieri, ho avuto una telefonata con mio figlio Jaafar che mi ha spezzato il cuore. Mi ha chiesto: “È vero che non potremo più visitare la casa della nonna come una famiglia?”

Adesso basta..dopo un lungo esame di coscienza, è chiaro che sia il momento per noi di vivere secondo per parole di Michael sull’amore, non sulla guerra. In questo spirito, offro questa dichiarazione come un modo per estendere un ramo d’ulivo. Di conseguenza, ritiro la mia firma dalla lettera che è stata inviata all’Estate, che non sarebbe mai dovuta essere pubblica.

Conservo ancora profonde riserve su molte delle questioni che coinvolgono l’Estate e continuerò a portare controllo e una voce risoluta ovunque ci sia motivo per preoccuparsi. Ma il modo giusto per affrontare tali questioni attraverso è fare uso di canali appropriati e attraverso un dialogo privato, non un conflitto pubblico.

Qualsiasi siano le false dichiarazioni che i tabloid online che hanno portato la gente a credere di tutto ciò, la mia principale preoccupazione è sempre e solo stata radicata nel benessere di nostra madre, nell’ambiente in cui vive. Nessuno là fuori ha un’idea circa le sollecitazioni e le pressioni a cui è stata a lungo sottoposta, prima degli ultimi avvenimenti ed io, come tutti in famiglia, adoro la terra su cui cammina.

Inoltre, la perdita di Michael di tre anni fa è una ferita per noi ancora fresca. Il dolore sempre presente mi perseguita con domande sul fatto che lo abbiamo lasciato troppo da solo o se abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per aiutarlo quando il mondo dello spettacolo lo ha circondato. Perciò, quando si tratta dal benessere dei nostri cari, e specialmente di nostra madre, forse siamo comprensibilmente e fieramente iperprotettivi.

Come ha confermato l’avvocato Perry Sanders, un controllo sanitario aveva rilevato un’alta pressione sanguigna di mia madre. Il riposo era l’unica motivazione per la quale è stata in Arizona. Prince ha anche portato le sue borse giù per le scale e l’ha invitata a riposarsi, perché veniamo tutti dalla stessa educazione premurosa.

Quando lei era via, e i bambini erano affidati a TJ (il figlio di Tito), non c’è mai stato un malintenzionato tentativo di impedire ai ragazzi di parlare con la loro nonna. Eravamo semplicemente preoccupati che una chiamata da casa avrebbe comportato (o provocato) innanzitutto conversazioni con individui con cui siamo in controversia, e un conseguente innalzamento della pressione, che non era ciò che le era stato prescritto dal medico. Per questo motivo siamo andati nella casa di Calabasas per parlare direttamente con i bambini e per discutere su come avrebbero potuto incontrare la nonna. L’accesso ci è stato negato dalla sicurezza, ed era chiaro che i sospetti reciproci avevano permesso che glie eventi andassero fuori dal controllo.

Mi dispiace che sia stato permessi che questi eventi raggiungessero un simile livello. Mi dispiace per ogni disagio causato a Prince, Paris e Blanket. Tutto questo non è mai stata intenzione mia e di Janet, Rebbie e Randy. Andando avanti, il modo migliore per garantire il benessere a nostra mamma e quello dei figli di Michael è quello di avere un dialogo collettivo e privato.

Degli errori sono stati fatti e delle cose irrazionali sono state dette da entrambi i lati, in ambiente di forte carica emotiva. È giunta l’ora per tutti noi di tracciare una linea nella sabbia e di muoverci verso la pace, la cooperazione, l’amore e la guarigione. Spero vivamente che potremo trovare nei nostri cuori la forza per farlo. Perché al di là di qualsiasi altra cosa e sopra ogni cosa, ciò che conta…è la famiglia.”

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COMUNICATO DELL’AVVOCATO DI JANET

“Sono l’avvocato di Janet Jackson. Faccio questa dichiarazione a nome suo e di Randy e Rebbie Jackson, a proposito dei recenti avvenimenti che coinvolgono loro, la loro famiglia, e l’Estate del loro defunto fratello Michael Jackson.

Sin dal momento della perdita di Michael, la preoccupazione principale di Janet, Randy e Rebbie è stata e continua ad essere la sicurezza e il benessere dei suoi figli, della madre Katherine e dell’intera famiglia. Purtroppo, queste persone sono state danneggiate dalle azioni degli esecutori dell’Estate di Michael, John Branca e John McClain dell’avvocato Howard Weitzman e delle persone pagate per eseguire i loro ordini.

La campagna negativa generata dagli esecutori e dai loro agenti è inarrestabile. Nelle ultime settimane i media hanno ricevuto delle segnalazioni assurde – tutte dimostratesi false – a proposito del rapimento di Katherine Jackson e di abusi fisici e verbali di un minore. Gli esecutori e i loro agenti hanno anche recentemente emesso un comunicato per impedire a Janet, Rebbie e Randy Jackson di visitare nella sua casa la loro madre 82enne e i figli di Michael.

Le azioni degli esecutori e di chi lavora per loro possono essere comprese solamente alla luce dei dubbi sul testamento di Janet, Randy e Rebbie. Gli esecutori non hanno mai fornito una spiegazione valida su come Michael abbia potuto firmare il testamento in California mentre prove inconfutabili stabiliscono che si trovava a New York.

È importante sottolineare che Janet, Rebbie e Randy hanno messo in dubbio la veridicità del testamento senza alcuna motivazione economica, non guadagnerebbero nulla finanziariamente parlando se venisse dimostrato che il testamento non è valido. Vale la pena ripeterlo: non guadagnerebbero nulla finanziariamente parlando se venisse dimostrato che il testamento non è valido. I figli di Michael saranno i beneficiari della sua Estate. Quello che succederà se venisse dimostrato che il testamento non è valido è che gli esecutori verranno sostituiti e l’Estate e la tutela dei ragazzi verranno gestiti in modo tale da poter tutelare i migliori interessi dei ragazzi, che è ciò che Michael desiderava. Le persone che ci perderebbero di più se venisse provata la falsità del testamento sono, ovviamente, gli esecutori e quelli sul loro “libro paga”.

Janet, Randy e Rebbie proseguiranno nella loro ricerca della verità, per fare in modo che i desideri del loro fratello Michael vengano realizzati.”

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LETTERA DI WEITZMAN

“Date le circostanze delle ultime due settimane, e al fine di proteggere i bambini e la signora Jackson, gli esecutori credono che non sarebbe opportuno consentire alle seguenti persone l’accesso nella residenza o nell’area della proprietà e abbiamo ordinato alla sicurezza di impedire che le seguenti persone potessero entrare nella residenza: Randy Jackson e uno dei suoi figli, Janet Jackson, Rebbie Jackson e uno dei suoi figli, Jermaine Jackson, sua moglie e uno dei suoi figli, Janice Smith, o chiunque altro sia stato coinvolto negli ultimi avvenimenti che hanno portato alla separazione e all’incapacità di comunicare alla signora Jackson con i figli di Michael, o qualsiasi altro agente o rappresentante di questi individui.

Non ci saranno altri membri della sicurezza o autisti ammessi nella proprietà ad eccezione di quelli nominati dall’Estate di Michael Jackson. A Joe Jackson è preclusa la possibilità di entrare nella proprietà. Howard Mann, che è nel contenzioso contro l’Estate e che sta lavorando con i fratelli Jackson che hanno scritto la “lettera”, non dovrebbe essere ammesso nella proprietà.”

Per quanto riguarda la “lettera” a cui si fa riferimento, si tratta di quella firmata da Janet, Jermaine, Randy, Rebbie e Tito Jackson, dove si chiedono le dimissioni degli esecutori dell’Estate.

La lettera scritta da Weitzman continua dicendo:

“Ovviamente Paris, Prince e Blanket, T.J e i suoi fratelli, Tito, Marlon, Jackie e i loro coniugi, i membri attuali della sicurezza (assunti dall’Estate), il personale (per TJ), Meg Lodise, Michael Kane, Sandra Ribera, Parry Sanders, Trent Jackson, voi (Charles Shultz) e tutte le altre persone autorizzate da TJ (a parte quelli sopra elencati), sono autorizzati ad entrare e a rimanere nella proprietà.

È indispensabile per l’Estate che d’ora in avanti venga assicurato un ambiente sicuro ed appropriato per i figli di Michael Jackson e per sua madre.”

Comunicato di Prince Jackson

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Riporto la traduzione di un messaggio che Prince Jackson ha voluto diffondere online qualche giorno fa per chiarire un pò quanto accaduto nelle ultime settimane.

«Prima di tutto vorrei iniziare questo tweet ringraziando i fans che hanno sempre sostenuto me e la mia famiglia, mio padre apprezzava davvero il vostro supporto e io ne faccio tesoro ancora in questi giorni.
Sono sicuro che tutti siano a conoscenza degli eventi accaduti. Non ho sostenuto apertamente mia sorella e i suoi tweet perché stavo aspettando il momento giusto per rivelare la mia posizione. Per quanto posso ricordare, mio padre mi aveva ripetutamente messo in guardia da certe persone e dai loro modi. Sebbene io sia contento che mia nonna sia tornata, dopo averle parlato ho capito quanto fosse stata fuorviata e quanto malamente le fosse stato mentito. Sono molto arrabbiato e ferito. Le seguenti immagini riguardano una chat di gruppo che avevo iniziato con vari membri della famiglia. A questo gruppo di messaggi di testo che avevo inizialmente inviato è stato risposto, ma loro non sapevano che potevo vedere le risposte. Per tutto questo tempo, ci era stato negato di contattare nostra nonna. “Se continuate con le vostre bugie io continuerò con la verità”.

Michael Jackson Jr.
per favore, ReTwittate questo così che non scompaia da Twitter, così come l’immagine allegata»

Il post scriptum è stato aggiunto anche perché il profilo di Prince è stato violato da qualcuno che aveva cancellato l’immagine postate da Prince. Più che qualche hackeraggio esterno, tra i fans si sospetta qualche intervento dei familiari.
Comunque, ecco l’immagine postata da Prince e retwittata da Paris.

Misteriosa assenza e ricomparsa di Katherine Jackson

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Strani movimenti sono avvenuti in questi giorni nella famiglia Jackson.
Paris fino a stamattina lamentava un’assenza prolungata e ingiustificata della nonna Katherine. Un mistero che sembra abbia indotto un altro nipote di Katherine, Trent, a dichiarare la nonna come “persona scomparsa”.
Alcuni dei figli di Katherine si erano affrettati a smentire e a dichiarare che la sua assenza era dovuta a motivi di salute, ma intanto anche Marlon su Twitter si domandava: “Sono stanco di non sapere dov’è mia madre. Le ho parlato l’altra notte, ma non sembrava lei. Mi è stato detto da Janet, Randy e Jermaine che non potevo vederla per ordine del dottore, ma li vedo in televisione con lei. Com’è che non mi hanno chiamato in modo che potessi essere anch’io con lei?”.
Finalmente, nelle prime ore di oggi (alle 12 circa in Italia), Paris ha annunciato che Katherine è tornata: “grandma’s here!”, ha twittato (anche se le era stato promesso che l’avrebbe rivista ieri).
Un mistero che sembra confermare una lotta interna nella famiglia e un vociferato tentativo di allontanare i figli di MJ dalla nonna. Tesi che sembrerebbe sia stata confermata anche da Prince, in qualche modo.
Da un lato ci sarebbe il gruppo composto da Tito, Randy, Jermaine, Janet e Rebbie: coloro che ricordano la possibile irregolarità del testamento di MJ preso in considerazione.
Questo gruppo sembra essere anche quello che vorrebbe allontanare i 3 figli di MJ da Katherine.
Sembra che Tito abbia anche richiesto di avere la custodia dei 3 ragazzi, mentre Randy, Jermaine e Janet sarebbero stati ripresi da una videocamera di sicurezza che mostrerebbe un “litigio” con Prince e Paris, con Janet che tenta di togliere il cellulare a Paris forse per evitare che continui ad usare Twitter (video diffuso da TMZ).
Comunque, Katherine è ricomparsa, e per ora si può fare un sospiro di sollievo, in attesa di ulteriori sviluppi e maggiori informazioni.

Fonti: mjjforum.it, ansa.it, twitter.com, tmz.com

Il video:

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