Home

Michael Jackson Day al Magicland di Roma

Lascia un commento

Il 29 agosto 2013, per il 55° anniersario della nascita di Michael Jackson, il parco di divertimenti di Roma, Magicland, organizzerà un tributo al Re del Pop.

Per tutto il giorno, infatti, verranno realizzati spettacoli ed eventi che esalteranno il “più grande talento della storia della musica moderna”: flashmob, animazione itinerante con Tribute Artists, mostre fotografiche e di pittura. Come ospite d’onore, ci sarà il giovane Michele Perniola, vincitore dell’ultima edizione di “Ti lascio una canzone”.

Inoltre, verrà inaugurata la prima statua in Italia dedicata a Michael Jackson, stabilendo una “location permanente” a lui dedicata.

Quando si annunciò l’apertura del parco nel 2009, l’articolo a riguardo fece un accostamento a MJ che sembrava solo uno dei tanti tentativi di sfruttare l’immagine del Re del Pop e il suo recente assassinio per farsi pubblicità sulla sua pelle. Ora, però, questo evento e l’istallazione permanente sembrano un buon tentativo per riscattare l’immagine di questo parco, offuscata da quell’articolo un pò ambiguo.

Ecco il comunicato ufficiale del parco:

In occasione della ricorrenza dei 55 anni della nascita di Michael Jackson, scomparso tragicamente nel 2009, verrà inaugurata la prima statua in Italia dedicata alla grande Star della musica Pop.

Magicland offrirà una magica opportunità: una location permanente per immortalare il mito.

Tutti coloro che vorranno partecipare possono acquistare il biglietto on line dalla home page: acquista il biglietto inserendo il codice sconto MAGIC MICHAEL.
Il ricavato verrà utilizzato per la costruzione dell’opera.
On progress vi aggiorneremo sui risultati ottenuti.

Acquista subito il tuo biglietto!

La giornata riserverà grandi sorprese, sarà all’insegna della musica del leggendario artista, con coreografie dedicate, Flashmob, animazione itinerante con Tribute Artists, Mostra fotografica e di pittura dedicate a Michael Jackson, un modo per rendere omaggio al più grande talento della storia della musica moderna.

Per ulteiori info puoi inviare una mail magicmichael2013@libero.it

Processo contro l’AEG – I primi 7 giorni

Lascia un commento

Aggiornamento sul processo contro la AEG.

Giorno 1 – 29/4/2013

E’ iniziato il processo della famiglia Jackson, rappresentata dall’avvocato Brian Panish, contro la AEG. Il risarcimento richiesto è di 40 miliardi di dollari.

Il giudice Yvette Palazuelos aveva stabilito un numero limitato di posti per i giornalisti (tra questi, la ABC), e non ha concesso la possibilità di twittare aggiornamenti in diretta durante lo svolgimento delle udienze.

La AEG è accusata di negligenza nella gestione di MJ e corresponsabilità nella morte del Re del Pop, soprattutto per l’assunzione di Conrad Murray e la realizzazione di contratti sia con Murray che con MJ che non tenevano conto della salute di MJ.

L’AEG, tramite l’avvocato Marvin Putnam, sostiene che Murray fosse stato assunto da MJ, nonostante quanto già emerso negli ultimi anni e al processo a Murray.

Era presente anche l’avvocato di Conrad Murray, Valerie Wass, che di recente ha fatto ricorso contro la sua condanna.

Ad ogni modo, inizialmente c’è stato l’intervento dell’accusa contro l’AEG.

L’avvocato Panish ha spiegato che a MJ è stato iniettato il Propofol quasi tutti i giorni per 6 settimane (un anestetico usato come sonnifero, mentre di giorno ricordiamo che veniva somministrato un altro farmaco che come effetto portava l’insonnia…) e che Murray acquistò una grande scorta di questo medicinale in previsione del tour. Inoltre, dichiara che la polizia trovò nell’auto di Murray il biglietto da visita dell’amministratore delegato dell’AEG, Brandon Phillips, e il contratto tra Murray e l’AEG. Dichiara, poi, che l’AEG non correva alcun rischio nella produzione del tour, perché con il contratto che avevano fatto firmare a MJ, erano garantiti dai beni di MJ, incluso il catalogo Sony. In pratica, se il progetto fosse saltato per motivi di salute, i costi dell’AEG sarebbero stati ripagati con i beni di MJ. Un modo per tenerlo sotto scacco e costringerlo ad esibirsi con loro ad ogni costo. A confermare questo interesse economico a discapito della salute di MJ ci sono delle email (già emerse al processo contro Murray) in cui l’AEG parla delle irrimediabili conseguenze che MJ (descritto come terrorizzato da quanto stava accadendo) avrebbe avuto se si fosse tirato indietro, e in cui MJ chiede di poter avere un medico e l’AEG dice a Murray cosa ci si aspetta da lui. In altre email, emerge la preoccupazione di Kenny Ortega, che si accorge dell’ansia e del malessere di MJ, ma l’AEG ribadisce la propria fiducia in Murray e insiste per andare avanti ad ogni costo. Panish poi dice che Murray è stato l’unico medico ad aver iniettato il Propfol a MJ nella sua casa, e che lui firmò il contratto con l’AEG il giorno prima della morte di MJ, ma che non fu pagato perché l’AEG l’ha voluto fregare.

Successivamente, è stato il turno della difesa dell’AEG, con l’avvocato Putnam. Putnam dichiara che mostrerà come esistano due MJ diversi, quello pubblico e quello privato. Dimostrerà che MJ era stato dipendente da droghe in passato (ma non mi dire…. n.d.r.) e vorrebbero dimostrare che MJ era un tossicodipendente. Prosegue ricordando che MJ aveva 400 milioni di dollari di debiti e, dopo un primo avvicinamento nel 2007, nel 2008 si era deciso a tornare sulle scene per recuperare un pò di denaro. Dice che il 90% dei profitti sarebbe andato a MJ e il 10% all’AEG. Secondo l’AEG, fu MJ a portare il suo medico personale, riferendosi a Murray. A provarlo ci sarebbe una dichiarazione di Murray che dice di lavorare per MJ ma che viene pagato dall’AEG.

Ricorda anche che MJ si sottopose ad un esame medico a febbraio 2009 che stabilì l’ottimo stato di salute di MJ, senza alcun segno di uso di droghe (quindi si è contraddetto da solo; prima aveva detto che era un tossico… n.d.r.).

E questa è la prima giornata in cui si sono presentate le tesi.

Giorno 2 – 30/4/2013

Iniziano le deposizioni.

Il primo testimone è il paramedico Richard Senneff, il primo ad arrivare nella camera in cui è morto MJ. Dalla sua testimonianza si riconfermano i gravi indizi di colpevolezza di Conrad Murray.

Il secondo testimone è il detective Orlando Martinez, del dipartimento della polizia di Los Angeles. Ribadisce il comportamento anomalo di Murray, gli elementi che non quadrano, la stanza ripulita prima che arrivasse la scientifica, gli enormi debiti (500’000 $) di Murray, oltre al fatto che Murray stava per chiudere la sua attività e la sua casa stava per essere pignorata. Nell’auto di Murray ha ritrovato il contratto con l’AEG secondo cui la società avrebbe pagato 150’000 $ al mese per occuparsi di MJ. Ha dichiarato che uno in una situazione finanziaria del genere è più facile che violi le regole pur di vedere quei soldi.

Giorno 3 – 1/5/2013

E’ proseguita la deposizion di Martinez con cui si è tentato di ribadire che Michael Jackson è morto e che questa morte è stata indotta dal dottor Murray.

Giorno 4 – 2/5/2013

Proseguendo nell’interrogatorio del detective Martinez, è stata fatta ascoltare il messaggio lasciato in segreteria telefonica da Frank DiLeo a Murray in cui dichiara: “Sono sicuro che sei consapevole del fatto che ha avuto un episodio la scorsa notte. E’ malato. Oggi è sabato, domani io rientro. Non ho intenzione di continuare il mio viaggio. Uh, penso che hai bisogno, credo che tu hai la necessità di fare un esame del sangue su di lui oggi. Io.. io.. dobbiamo vedere cosa sta facendo. D’accordo. Grazie”.

Nel contro-interrogatorio, Martinez conferma il comportamento sospetto di Murray, come la sua sparizione per un paio di giorni nonostante gli fosse stato detto di restare a disposizione. La casa in cui è morto MJ non fu tenuta sotto controllo dalla polizia nei giorni seguenti. Martinez ha detto che non era a conoscenza del fatto che Murray era già stato accusato di omicidio colposo per la morte di un altro paziente. La licenza medica, inoltre, gli era già stata sospesa prima del 25 giugno 2009. In conclusione, Martinez conferma ancora la sua opinione secondo cui la situazione finanziaria di Murray può essere stato il motivo per cui Murray ha aggirato le regole.

Giorno 5 – 6/5/2013

A testimoniare è chiamato il tossicologo Dan Anderson.

Sono stati mostrati i medicinali ritrovati nella casa di MJ e Anderson ha dichiarato che il Lorazepam e il Propofol sono medicinali tipici di un ambiente ospedaliero e che quindi è molto insolito trovarne in un ambiente domestico. Al di fuori dell’ambiente medico lo aveva messo in allarme.

Inizia a spiegare, poi, gli esami tossicologici effettuati sul corpo di MJ da cui è emersa la presenza di una grade quantità di farmaci: l’anestetico Propofol, gli ansiolitici Valium e Lorazepam, l’anestetico a breve durata Midazolam e la Lidocaina, una crema anestetica locale; inoltre risultavano la Lidocaina, il Diazepam, il Nordiazepam, il Midazolam e l’Efedrina.

La quantità di Propofol nel sangue di MJ era in una quantità che ci si può aspettare in un paziente che ha appena subito un importante intervento chirurgico.

Anderson ha detto anche che non c’erano tracce di Demerol, alcool, cocaina, Xanax, né alcun tipo di droga voluttuaria nel corpo di MJ.

Nel controinterrogatorio, emerge che i farmaci non erano prescritti solo da Conrad Murray, ma alcuni erano prescritti dai dottori Allan Metzger e Arnold Klein.

Ad ogni modo, Anderson ritiene che la quantità di Propofol nel corpo di MJ fosse eccessiva e che sia la causa della morte di MJ: l’unico caso di una persona non in campo medico a morire per il Propofol nella propria casa.

Segue la testimonianza del coroner Christopher Rogers, il vice medico legale che ha eseguito l’autopsia di MJ.

Tra le altre cose, dall’autopsia Rogers ha constatato le punture e le cicactrici dovute ai tentativi di rianimazioni, ma per altre cicatrici non si è riusciti ad appurarne le cause. Poi sarebbe emerso che MJ aveva le labbra tatuate di rosa, mentre le sopracciglia e il cuoio capelluto era tatuato di nero. Altre cicatrici dietro le orecchie suggerivano che MJ si fosse sottoposto ad almeno un lifting. Rogers ha poi confermato che MJ soffriva di vitiligine, una malattia che provoca la depigmentazione in alcune zone della pelle. Ha escluso la presenza di cardiopatia o della Lupus, che anche il dottor Arnold Klein aveva attribuito a MJ. Dagli esami ai raggi X, però, era emerso che MJ soffrisse di artrite alla colonna vertebrale inferiore e alle dita.

Ad ogni modo, da quanto esaminato, Rogers ha dichiarato che MJ fosse in buona salute prima della morte indotta dal dottor Murray.

A proposito della morte, ha escluso che un medico competente possa somministrare l’anestetico Propofol contro l’insonnia, ed ha escluso la possibilità che MJ possa essersi somministrato da solo una dose eccessiva di anestetico, smentendo la teoria della difesa di Murray.

Giorno 6 – 7/5/2013

Al banco dei testimoni sale il cardiologo Daniel Wohlgelernter.

Parlando del contratto di Murray, siccome Murray aveva chiuso la sua attività per dedicarsi al This Is It, “era completamente dipendente dalla continuazione del tour per il suo reddito”.

Dettaglio sconcertante per Wohlgelernter è la presenza di una clausola nel contratto che imponeav al dottor Murray di “eseguire servizi ragioneolmente richiesti dal produttore”, quindi Murray doveva rendere conto all’AEG e non al proprio paziente.

La somministrazione di Propofol, poi, può essere somministrato solo da un anestesista adeguatamente qualificato, perché c’è il rischio che il paziente possa smettere di respirare, e non da un cardiologo; sono competenze diverse. A tal proposito, Wohlgelernter ha dichiarato che MJ non aveva problemi al cuore, quindi invece di un cardiologo sarebbe stato più ragionevole se fosse stato ingaggiato uno specialista per dipendenza da farmaci e disordini del sonno. Ha anche fatto notare che Murray fece un massaggio cardiaco a MJ quando invece secondo Wohlgelernter avrebbe dovuto concentrarsi su come riavviare la sua respirazione (visto che il rischio sull’uso di quell’anestetico è che il paziente smetta di respirare…). Inoltre, pensa che Murray abbia anche ritardato nel chiamare i soccorsi al 911.

Durante il controinterrogatorio, Wohlgelernter ha detto che, anche se fosse stato MJ a volere Murray, l’AEG avrebbe dovuto insospettirsi per questo strano attaccamento con un cardiolo, vista la dipendenza da farmaci avuta da MJ in passato. E soprattutto, quando Murray fece richiesta di una macchina CPR, un dispositivo utilizzato per la rianimazione. Wohlgelernter ha detto che il contratto ingaggiava Murray come medico di famiglia di MJ. Inoltre, Wohlgelernter dice che in teoria, secondo la legge sulla privacy medica, l’AEG non avrebbe potuto chiedere a Murray informazioni sulle condizioni di MJ (regola opposta alla clausola del contratto ricordata poco prima, però).

Giorno 7 – 8/5/2013

Viene chiamata a testimoniare Alif Sankey, ballerina e produttrice.

Ricorda la sua esperienza, la sua prima collaborazione con MJ come ballerina nel video di Smooth Criminal. Nel 2009 fu assunta dalla AEG per affiancare Kenny Ortega durante il This Is It Tour.

Sankey dice che i concerti di Londra dovevano ripercorrere un pò la carriera di MJ, ma che sarebbe stato qualcosa di “enorme, innovativo, diverso”, “un gran bello spettacolo”.

Sankey ha raccontato anche di una visita dei figli di MJ alle prove e dell’entusiasmo di MJ che voleva fare gli show ed esibirsi per la prima volta davanti ai suoi figli.

Poi, però, racconta di quanto le sembrasse magro MJ e che iniziò a preoccuparsi quando MJ saltò alcune giornate di prove. Lo sentì anche lamentarsi con Ortega per dei dolori. Sankey racconta anche di una volta in cui MJ disse a Ortega di sentire che Dio gli parlava, e che lei e Ortega piansero per la preoccupazione per lo stato di salute fisica e mentale di MJ. Un giorno la Sankey ebbe quasi un presentimento che MJ potesse stare per morire e telefonò ad Ortega implorandolo di fare qualcosa, di aiutare MJ, di aiutarla a fare qualcosa per fargli sentire il suo appoggio e incoraggiarlo, per fargli riprendere la magia di un tempo. Gli scrisse anche. Né Ortega né la AEG fecero qualcosa a riguardo.

Quando arrivò la notizia che MJ era all’ospedale il 25 giugno, Ortega e il gruppo continuò a fare le prove. Quando poi Randy Phillips informò Ortega che MJ era morto, “Kenny crollò tra le nostre braccia”.

Il resoconto dettagliato delle udienze e testimonianze si possono trovare su MJ Fan Square.

(Cfr. mjjcommunity.com)

Accuse sospette dal coreografo Wade Robson

Lascia un commento

Qualche giorno fa è stata pubblicata ovunque la notizia di nuove accuse di pedofilia contro Michael Jackson.

Addirittura dopo la morte, il coreografo Wade Robson ha intentato una causa civile per ottenere un risarcimento economico dalla Michael Jackson Estate per presunte molestie ricevute da MJ.

Il coreografo è lo stesso che testimoniò a favore di MJ nel processo del 2005, smentendo le dichiarazioni di una ex cameriera di Neverland che sosteneva di aver visto i due nudi sotto la doccia.

Ora, invece, cambia completamente registro, contraddicendo le sue stesse parole anche in interviste successive, come quella in cui parla del suo lavoro al Cirque du Soleil sostenendo: «Sto iniziando con il Cirque du Soleil, il Michael Jackson Show, quindi è l’equivalente di Love Show dei Beatles, lo show su Elvis, ma per Michael è eccitante e terrificante allo stesso tempo, perché è una responsabilità enorme. Ma è per questo che ho accettato, perché è stata una parte così importante della mia vita per 20 anni – prima che morisse – da quando avevo sette anni. Quindi è un’opportunità per me di dare qualcosa alla sua eredità, una grande parte della sua eredità e assicurarmi per quanto posso che sia fatto bene e rappresenti la sua essenza. Quindi, questo è davvero un grande impegno».

A sottolineare questa strana inversione di marcia, le dichiarazioni dell’avvocato della Michael Jackson Estate, Howard Weitzman: «Questo è un giovane uomo che ha testimoniato almeno due volte sotto giuramento nel corso degli ultimi 20 anni e ha detto in numerose interviste che Michael Jackson non ha mai fatto nulla di inappropriato su di lui o con lui. Ora, quasi 4 anni dopo la morte di Michael, questa triste e meno che credibile affermazione è stata fatta. Siamo fiduciosi che il giudice la vedrà per quello che è».

Fonti della TMZ rivelano che Robson ebbe un esaurimento nervoso nel 2012, dopo un lungo periodo di stress. Nonostante un periodo dallo psicoterapeuta, non è stato in grado di rispettare una serie di contratti, per cui è un lungo peridoo che non guadagna niente. Dalla sua famiglia fanno sapere che, anche se non ci sono nuove entrate, Robson avrebbe ancora dei consistenti risparmi, quindi secondo loro non c’è dietro una questione economica. Ad ogni modo, tirando fuori queste accuse, oltre al tentativo di guadagnare screditando MJ, si è fatto pubblicità.

Proprio sulle motivazioni che hanno spinto Robson ad intentare questa causa, si è espresso anche l’avvocato Thomas Mesereau (che rappresentò MJ nel processo del 2005). Mesereau ha dichiarato che certamente è tutta una questione di soldi, viste tutte le precedenti dichiarazioni e le due testimonianze di Robson. Ad ogni modo, ha espresso delle forti perplessità sulla tempistica di queste accuse: guarda caso, poco dopo l’inizio del processo contro la AEG, la società accusata di corresponsabilità nell’assassinio di MJ ed ora impegnata a trovare prove per screditare MJ. Secondo lui, dietro potrebbe anche esserci una “bustarella” per tentare di distruggere nuovamente la reputazione di MJ. La AEG, ovviamente, nega.

La prima udienza di quest’altro processo ci sarà il 6 giugno.

Iniziato il processo alla AEG

Lascia un commento

Piccolo aggiornamento.

Il 29 aprile è iniziato ufficialmente il processo all’AEG, accusata di essere corresponsabile dell’assassinio di Michael Jackson.

Al momento, sembra che la copertura mediatica sia particolarmente inferiore rispetto ai processi precedenti, anche perché il giudice ha negato la presenza in aula delle telecamere ed ha concesso l’ingresso solo a una decina di giornalisti autorizzati.

Così, al momento, a parte l’annuncio del suo inizio, si trova ben poco a riguardo.

Speriamo di avere maggiori informazioni al più presto.

Il processo dovrebbe durare 3 mesi circa.

Per rileggere tutte le tappe e tutte le informazioni sull’argomento, si possono consultare i due principali forum italiani sul Re del Pop:

MJFS

mjjforum.it

A The Voice Of Italy cantano MJ

Lascia un commento

Ancora una volta si è attinto al Re del Pop in un talent show (stavolta in uno italiano).

Ieri, infatti, c’è stata la 9^ puntata di THE VOICE OF ITALY, arrivato ormai alla terza fase: i Live Show.

Tra i concorrenti che si fronteggiavano, ben due si sono esibiti interpretando una canzone di Michael Jackson.

Prima è stata la volta di Diana Winter, del gruppo di Noemi, che ha cantato Beat It inizialmente in uno stile soul per poi passare ad una versione più tradizionale. Un’interpretazione molto interessante che, sebbene non sia stata sufficiente per essere salvata dal televoto, lo è stata abbastanza da convincere Noemi a sceglierla per andare alla fase successiva.

In seguito, per il team Carrà si è esibita Veronica De Simone che, con You Are Not Alone, è riuscita ad ottenere la “salvezza” direttamente con i voti del pubblico.

Due esibizioni (non male, peraltro), due promozioni alla fase successiva. Una volta tanto non si è sfigurato, nonostante rischiassero di cadere nel solito confronto con l’originale che non sarebbe sostenibile per nessuno.

Ad ogni modo, The Voice Of Italy proseguirià per altre 4 puntate, sempre il giovedì in prima serata su Rai 2.