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Paris ricoverata in ospedale

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A quanto pare, la settimana scorsa Paris Jackson è stata ricoverata d’urgenza in ospedale dopo un tentato suicidio.

Dagli ultimi tweet scritti, si nota che era rimasta abbastanza scandalizzata dai tabloid che proprio dal suo account twitter, che tengono sotto controllo, avevano preso spunto per un lancio sensazionalistico su di lei.

Nell’ultimo tweet, rilanciato poi anche dagli stessi tabloid, aveva scritto: “Ieri, tutti i miei problemi sembravano così lontani. Ora sembra che siano qui per restare”.

Trasferita all’Ucla Medical Center, ha ricevuto la visita dei suoi familiari, mentre online sono tanti i messaggi di solidarietà che le sono stati rivolti dai fans. La madre Debbie Rowe ha denunciato il fatto che l’ospedale era sotto assedio dei paparazzi che non le hanno permesso di entrare. “La ragione per cui non ero all’Ucla è per i dannati paparazzi e per la gente. I familiari hanno avuto bisogno della scorta della polizia per poter uscire. Tutti dovrebbero fare un passo indietro”, ha detto la Rowe.

Quando ci si deciderà a fare qualche legge a tutela delle persone, seppure vip? Queste libertà assolute date ai paparazzi, che calpestano persone e diritti impunemente, perché vengono ancora tollerate? Ci sono già state tante vittime, non si può accettare che si continui così.

“Event” intervista Paris Jackson

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Paris Jackson, pochi giorni dopo aver compiuto 15 anni (ad inizio aprile, festeggiato con la madre Debbie Rowe), ha concesso la sua prima intervista ad un periodico, “Event“, rivista allegata al trash-tabloid “Daily Mail“.

L’articolo è corredato da fotografie realizzate appositamente da Brian Bowen Smith, con il quale Paris si è fatta immortalare anche nel buffo ritratto diffuso su Twitter. Nel pubblicarlo, il fotografo ha scritto «Che incredibile persona è Paris Jackson. Ti ringrazio per questi increbili 2 giorni. Sei un vero angelo».

La giornalista Caroline Graham descrive inizialmente la stanza di Paris, con i poster appesi, i memorabilia del padre, i vestiti e i compiti scolastici sparsi sul pavimento, le chitarre raggruppate vicino ad una parete, mentre Paris, col suo nuovo look “punk” (capelli corti neri con sfumature rosse), si lascia intervistare mentre accarezza il serpente boa del fratello.

Si tratta sempre di un magazine, quindi l’articolo contiene anche riferimenti al padre poco chiari. Le uniche cose salvabili sono le foto e le parole di Paris.

Paris ha ricordato il padre: «Ho molti ricordi di mio padre. Noi siamo stati privilegiati perché avevamo il nostro papà e avevamo la nostra casa in cui vivevamo. Sapevamo che era un cantante. Credo che ci ero abituata. Sembrava semplicemente normale per me a quei tempi. Lui era un padre incredibile. Noi tutti lo amavamo da morire. Lui aveva quella buona energia per cui non volevi andar via. Praticamente eri sempre a tuo agio con lui. Letteralmente ogni volta che lasciava la stanza dicevo “I love you”, perché ero terrorizzata da quello che sarebbe potuto succedere. Sai, ho visto così tanti film. Lui voleva il meglio per noi. Si accertava sempre che stessimo bene in salute. Si assicurava che staccassimo da scuola. Ha provato ad educarci al meglio che potesse ed era sempre attento a noi. Era molto protettivo. Le maschere erano una sua idea. Non voleva che qualcuno vedesse come eravamo. In questo modo potevamo avere quello che lui non ha avuto, sarebbe a dire un’infanzia normale».

Il discorso si sposta poi su Neverland, la residenza del Re del Pop dove Paris è cresciuta e a cui ha fatto visita due anni fa constatando con dispiacere che le rotaie del treno sono state rimosse. Hanno ricordato quando hanno lasciato Neverland nel 2005: «Ho pianto e pianto. E’ bello lì. Ha ancora una buona energia. Penso che dovrebbe essere ripristinato com’era, così che i bambini che non hanno potuto avere un’infanzia possano divertirsi lì. Quello era il suo obiettivo – come un ospedale per bambini. Dovrebbero ripristinare tutte le giostre e tutto il resto. Appena diventerò un’adulta, lo farò. Ci puoi contare».

Ad un certo punto, la giornalista scrive che Paris ha improvvisato “Rebel Yell” di Billy Idol, cantando, ballando e suonando una delle sue chitarre. «Mio padre mi ha detto come ballare. Io ballerei sempre. E sì, mi ha insegnato il moonwalk. Il nostro posto centrale era la sua stanza. Eravamo solo io, i miei fratelli e lui. Non era enorme. Era solo il luogo in cui volevamo stare, il nucleo della famiglia. La sua stanza aveva una qualche energia buona ed è il motivo per cui era sempre più confortevole lì». Aggiunge, però, che per gli impegni lavorativi di MJ, spesso erano in viaggio. «Eravamo abituati ad essere on the road. Lui provava a trasformare gli hotel in cui soggiornavamo come casa. Aveva questo piccolo proiettore che portava in giro, e prendeva un lenzuolo bianco dal letto e lo appendeva. Poi metteva cuscini sparsi per tutto il pavimento e noi potevamo guardare DVD e film in qualsiasi momento. Avevamo il nostro cinema personale. Era davvero forte».

«Uno dei miei posti preferiti che ho visitato è stata Tokyo. E’ semplicemebte bello lì, specialmente in primavera. Ricordo di aver visitato tante volte Londra. Mi piace Londra, mi piace stare lì. E’ bella».

Ora si trovano in una nuova casa vicino Los Angeles, dopo aver lasciato la casa di Encino che riportava alla mente di Katherine troppi tristi ricordi. Dopo aver imbiancato casa, la nonna ha anche incoraggiato Paris a non riappendere il collage di immagini di MJ che aveva realizzato e temporaneamente rimosso, perché non lo reputava salutare (come a volerle far voltare pagina per poter continuare la sua vita senza cristallizzarsi esclusivamente su un momento drammatico o sui ricordi del passato).

Katherine, combattuta tra l’esigenza di proteggere i nipoti e al contempo garantire loro una vita libera, è stata anche colei che ha voluto che i ragazzi frequentassero delle scuole invece di ricevere un’istruzione privata a casa. A tal proposito, Paris racconta: «Era un pò noioso. Ero nella stessa stanza con mio fratello per tutto il giorno. E’ stato difficile il periodo di transizione ma ormai l’ho superato. Non sono più socialmente impacciata. Ero così maldestra. Oh mio Dio! Sai come ognuno ha una fase difficile? Avevo questi occhiali, i capelli corti, ero paffuta…» (ma Katherine interviene rassicurandola: «Non sei mai stata paffuta, mia cara»).

«Mi piace frequentare una scuola regolare. Voglio avere un’esperienza scolastica normale. E’ difficile avere un’infanzia normale quando hai la security con te per tutto il tempo. Ho il “guinzaglio stretto” e sento che se quel guinzaglio viene allentato un pò posso avere certamente una possibilità per un’infanzia normale, perché ho amici che sono completamente normali, e hey – loro non pensano a me come la figlia di MJ. Loro pensano a me come quella che sono, capisci?».

«Le materie di studio risultano più facili a mio fratello Prince. Non so come faccia. Le materie sono più per la parte sinistra del cervello. Io sono più da parte destra del cervello (quella della creatività) e sto provando diverse cose. Ho fatto fotografia per un pò, poi ho fatto la cheerleader. Poi ho giocato a football americano. Sto provando così tante cose diverse perché sto provando a trovare me stessa, a trovare ciò con cui mi trovo meglio».

Durante l’intervista, i fratelli erano ad una conferenza scolastica sulla robotica a Las Vegas. «E’ piacevole e tranquillo senza di loro. Io e Prince siamo molto diversi. Quando eravamo più giovani eravamo come due gocce d’acqua. Ora non abbiamo più niente in comune» (sebbene, stando alle parole della giornalista, insieme si divertano molto a giocare a “Mortal kombat”).

La giornalista descrive anche un buffo siparietto tra Paris e Katherine. La nonna non approva certi look della nipote: ai capelli da ribelle del nuovo look lei preferiva quelli lunghi naturali del passato; le ha fatto togliere gli orecchini e prega che Paris non si rovini la pelle con tatuaggi permanenti o con piercing. Ma Paris rivela di avere un altro progetto: come ulteriore tributo al padre, vuole tatuarsi una nota che lui scrisse per lei in cui esprime il suo amore immortale e che lei custodisce gelosamente. «Voglio tatuare quella frase sul mio polso sinistro e il nome di mia nonna tatuato sul mio polso destro – quando sarò abbastanza grande ovviamente».

La discussione ritorna sulla sua passione per la musica e sulla sua collezione di vinili. «La qualità è migliore con il vinile. Semplicemente suona meglio». Poi continua: «Amo tutto degli anni Ottanta. Sicuramente sono nata nel periodo sbagliato. Amo gli Arctic Monkeys, i Pixies, Ac/Dc, Motley Crue, Alice Cooper, gli Smiths. Amo anche i Nirvana – ho la loro collezione completa. Siamo cresciuti ascoltando di tutto. Abbiamo ascoltato molti classici, come quelli della Motown. Papà era un grande fan dei Queen. Oh mio Dio, adoro tantissimo Freddie Mercury».

Per quanto riguarda il suo futuro, Paris rivela: «Voglio diventare un’attrice, ma solo durante il periodo scolastico. Dopo voglio frequentare scuole mediche e diventare un dottore specializzato in chirurgia cardiaca. Voglio aiutare le persone, ecco».

Avendo passato il giorno del compleanno con la madre Debbie Rowe, Paris racconta: «Quando sono con mia mamma non abbiamo la security con noi, che è davvero piacevole. Siamo andate a fare acquisti ad Hollywood. Abbiamo comprato alla Amoeba Records (negozio discografico), è stato davvero divertente».

Da assidua utilizzatrice di social network, racconta: «Di solito finisco nei guai perché twitto un sacco di roba che non dovrei twittare e ci sono un mucchio di storie. Avevo anche Instagram ma i commenti sono diventati un pò eccessivi, così l’ho cancellato. Alcuni iniziano degli scontri nella sezione dei commenti e poi se la prendevano con me per aver cancellato i commenti. Era proprio fastidioso. Su Twitter di solito me la prendevo personalmente quando qualcuno twittava qualcosa. Così, ero tipo “Devo mettervi fine”. Ero proprio scossa. Ora provo a non guardare troppo alle mie menzioni perché c’è così tanto odio lì. Ho smesso di leggerlo. Provo a non leggere della mia famiglia».

Per quanto riguarda i suoi nuovi vicini di casa, tra cui Britney Spears e Justin Bieber, il discorso si sofferma su quest’ultimo che è stato visto di recente fumare della marijuana in luogo pubblico. «Delle ragazzine su Twitter si tagliavano, autolesionandosi per attirare la sua attenzione per farlo smettere. Ma non credo che Justin dovrebbe fare certe cose quando può essere ripreso, così che le sue giovani fan possano non essere influenzate. Immagginate quanto quelle ragazzine diventeranno adulte e avranno figli che chiederanno loro “Oh mamma, dove ti sei procurata quei tagli?”. Come risponderanno? “Quando avevo 12 anni il mio cantante preferito fumò marijuana”. Penso che è proprio irresponsabile da parte sua fare così».

La giornalista conclude dicendo: «E’ chiaro che la signora Jackson sta facendo un ottimo lavoro nel portare avanti l’eredità di suo figlio e crescere una bella, curiosa, intelligente, notevolmente ben educata giovane donna».

 

(Cfr. http://mjj.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10576451)

La Rowe approva l’affidamento congiunto tra Katherine e TJ

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Piccolo aggiornamento sulla questione dell’affidamento dei figli di MJ.
Visti gli avvenimenti degli ultimi tempi nella famiglia Jackson, anche la madre naturale di Prince e Paris si è interessata alla situazione dei suoi figli.
Presso la Corte Superiore della contea di Los Angeles, Debbie Rowe ha depositato dei documenti con cui approva l’affidamento congiunto tra Katherine e TJ, il 34enne terzogenito di Tito.
In questi documenti, però, si afferma: “Se l’accordo raggiunto da TJ Jackson e Katherine Jackson diventa insostenibile, instabile, insicuro o in qualsiasi modo contrario agli interessi dei bambini, la signora Rowe chiederà l’intervento del tribunale”.
Dopo l’affidamento congiunto, che è stato stabilito mentre Katherine era scomparsa in Arizona, il giudice ha deciso che la Rowe dovrà essere informata nel caso in cui venissero apportate modifiche all’accordo per la tutela dei 3 ragazzi.