Riporto qui l’articolo con l’intervista a Laura Panunzio (ex collaboratrice e amica di MJ), apparso su italiachiamaitalia.net.
Laura Panunzio ripercorre gli sviluppi degli ultimi anni e degli ultimi mesi di MJ e svela i motivi per cui si ritiene più che plausibile l’ipotesi che per la morte di MJ si sia trattato di omicidio volontario.

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Tue, 21 Jul 2009 19:16:00

Intervista a Laura Panunzio, ex collaboratrice e amica di Michael Jackson

«Noi del ristretto giro di amici e "followers" sin dagli anni ’80, sappiamo per certo che Michael Jackson è stato assassinato»

Che intorno alla morte di un divo si scatenino commenti, dubbi, polemiche circa le circostanze che l’abbiano determinata e l’eredità (artistica e/o finanziaria) è, almeno dalla fine di Marilyn Monroe, una prassi costante. Nel caso di Jacko le premesse sono però dense di particolare importanza, visti i giochi di potere e gli intrecci che sottendono la vita professionale e personale della grande icona pop appena scomparsa.

Abbiamo ascoltato in tema, Laura Panunzio, meno di 40 anni, prima sua fan in Italia, poi amica e collaboratrice negli States attraverso la UNN (Unbreakable News Network), sorta di blog approvato dalla sua casa di produzione, la MJJ Productions, che ebbe fondamentale importanza per il supporto e le news durante il processo del 2004-2005 e prima ancora nella guerra contro Tony Mottola (ex Presidente Sony USA); Laura vive oggi a Roma ed ha vissuto con grande partecipazione la vicenda umana di Michael.

Mentre dagli Stati Uniti arrivano in queste ore notizie di un’intervista di La Toya Jackson su News of the world, nella quale si afferma che Michael sarebbe stato assassinato, Laura ricostruisce, in esclusiva per Roma reporter, molti degli interessi in gioco intorno al divo, smentisce una serie di illazioni circolate nei giorni successivi alla sua scomparsa ed ai funerali, e offre un quadro piuttosto chiaro di chi potesse volerne il male.
 
Laura, per prima cosa, un parere immediato sulle voci di un possibile omicidio di MJ, lei ci crede?
 
Non si tratta di mere supposizioni. Da qualche giorno si parla dell’intervista di La Toya Jackson, in cui lei per prima sostiene  che il fratello Michael sia stato assassinato. Intanto, noi del ristretto giro di amici e "followers" sin dagli anni ’80 , sappiamo per certo che Michael Jackson è stato assassinato. I motivi? Il primo tra tutti: Michael era purtroppo una "gallina dalle uova d’oro" che avrebbe fruttato più da morto che da vivo.
 
Lo aveva sentito di recente?
 
Lo avevo sentito al telefono qualche settimana prima della morte, esattamente verso la fine del mese di maggio. Michael si era mostrato molto  emozionato all’idea di ritornare sulla scena a tanti anni dal suo ultimo tour mondiale, History Tour del 1997, e soprattutto di farsi vedere dal vivo non solo dai suoi milioni di fans (che lo hanno sempre supportato in ogni occasione, compresi i momenti più bui della sua vita – come il 1993 e il 2003 in occasione delle false accuse di pedofilia), intentate la prima  per estorsione, e la seconda  per un complotto nato per interessi economici altissimi, per portarlo al decadimento morale e artistico e la probabile sospirata vendita del catalogo ATV/ Sony.
 
Quali erano le sue reali condizioni finanziarie?
 
I tanti anni di sosta dovuta alla sua fragilità psico-emotiva, causatagli dalle calunnie sia nel 1993 che nel 2003 e quindi dai postumi di un processo lungo e snervante, hanno fatto sì che le sue finanze cominciassero a subire delle perdite enormi: molte uscite rispetto alle entrate. Non uscivano più dischi con canzoni nuove da diverso tempo (anche se la Sony faceva uscire delle compilation con delle canzoni del passato mixate, o qualche cd commemorativo, come quello per il 25th Anniversario di Thriller, uscito nel febbraio del 2008); inoltre non si esibiva più dal vivo dal 1997 (tranne un’apparizione nel 2001 al MSG di NYC per celebrare i suoi 30 anni di carriera, con star del calibro di B. Spears, Whitney Houston, Usher, Destiny’s Child, Luther Vandross, Marc Anthony e tanti altri) .
 
Probabilmente il dissesto era dovuto ad un tenore di vita non propriamente “sobrio”..
 
Sì, anche: le uscite per la manutenzione di Neverland Ranch erano immense, un castello costruito nella valle di S. Fernando, a circa 3 ore da Los Angeles, che gli costava circa 100,000 $ al mese e altre spese di personale vario, tra cui nannies, guardie del corpo, assistenti, manager oltre ai costi per gli spostamenti vari per il mondo con il suo seguito.
 
I suoi conti con la giustizia erano chiusi?
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Certo, dopo l’assoluzione piena su tutti i 14 casi d’imputazione avutasi il 13 giugno del 2005 (compresa la molestia sessuale ai danni del minore, Gavin Arvizo, che egli stesso aveva salvato dalla leucemia, donando i fondi per un’operazione al midollo osseo, che avrebbe significato la salvezza per il ragazzo), Michael si era ritirato a vita privata, spossato e affaticato psicologicamente e fisicamente dal processo e dalle infamie riportate su tutti i tabloid del mondo dell’epoca.
 
Ma la tenuta di Neverland non faceva più parte del suo patrimonio.
 
L’abbandono di Neverland avviene in modo repentino e infatti anche lo zoo viene smantellato, i numerosi animali ceduti ai parchi naturali, le giostre lasciate lì, senza manutenzione, il giardino privo di ogni cura e intanto le spese di manutenzione e di personale crescevano sempre di più…
Di qui, arriva la scelta obbligata di vendere questa tenuta, per evitare la confisca da parte dello Stato della California, per l’evasione di tasse non pagate sul suolo e altre spese legate alla proprietà; da qui entra in gioco una persona chiave, che prende in mano la situazione: il Dr. Thome Thome.
 
Di chi si tratta?
 
Di una persona che all’inizio si presenta come il portavoce ufficiale di Michael Jackson, ma di cui noi,vicini al cantante, stretti collaboratori, non sappiamo assolutamente nulla.
 In effetti, costui non ha nessuna laurea in medicina né ha mai lavorato all’Ambasciata del Senegal, dove gli stessi interessati rispondono di non aver sentito mai parlare di lui.
 Egli si rivela essere un mediatore di una nota compagnia finanziaria, la Capital Colony, appartenente a Thomas Barrack, un noto capitalista con affari in mezzo mondo e uno dei soci azionisti della AEG, la nota casa di produzione di concerti con sede in USA.
 Nasce così un accordo tra Michael Jackson e la Capital Colony, grazie alla mediazione di Thome Thome, e Neverland non viene confiscata dallo Stato, vengono saldati tutti i debiti, ma la tenuta diventa proprietà di Capital Colony e si chiamerà semplicemente Sycamore Valley Ranch (com’era il suo vecchio nome prima di diventare Neverland di MJ). 

Che ruolo assume questa persona nella vita di MJ?
 
Dopo qualche mese da questa azione di "salvataggio in corner", Thome Thome lo ritroviamo come nuovo manager di Michael Jackson. Egli assume pieni poteri sulla vita del cantante, licenzia gran parte del personale, tra cui molte guardie del corpo (che lavoravano da anni per MJ), assistenti, la Nanny che da 17 anni è al suo fianco per la cura dei suoi 3 bambini, e sostituisce gran parte del personale, con del nuovo, proveniente da Nation of Islam, una potentissima organizzazione di neri d’America, capeggiata da Farrkahan, che vuole spazzare via l’egemonia dei bianchi, anche commettendo azioni illecite.
 Da alcune ricerche fatte , si scopre che il signor Thome Thome, è un affiliato di questa organizzazione.
 Anche la famiglia Jackson sa che la vita di Michael è intrappolata nelle mani di quest’organizzazione senza scrupoli e anche negli ultimi mesi, prima della morte del cantante, la famiglia, esclusa la madre Katherine, viene tenuta all’oscuro di qualsiasi cosa riguardi Michael.  

Quale la relazione tra questo e la fine di Michael?
 
Chiusi in una stanza di hotel a Las Vegas, Thome Thome e Randy Phillips della  AEG (che con i vecchi manager e stretti collaboratori del cantante aveva tentato invano di persuaderlo almeno due volte negli anni precedenti) riescono a convincere Michael Jackson, non si sa in che modo, a firmare un contratto per 10 concerti dal vivo a Londra, alla CO2 Arena, a partire dal luglio del 2009. Michael esce però  da quella stanza mostrandosi scosso e preoccupato.
Viene indetta una conferenza stampa a Londra il 5 marzo con la presenza del cantante stesso, che annuncia il suo rientro in scena,con il This is it Tour 2009, annunciando che sarà il modo per salutare tutti e dare l’addio finale al palcoscenico.
 La prevendita dei biglietti dei 10 concerti a Londra, comincerà il 13 di marzo 2009, con l’assegnazione di codici speciali ai membri del sito ufficiale di MJ.
 Già quel giorno si nota subito l’enorme razzia di biglietti in poche ore per tutte le date del Tour previste fino a quel momento, e quando avviene la vendita ufficiale la settimana successiva, i siti di ticketmaster, viagoogo e tutti le sedi ufficiali autorizzate, esauriscono i biglietti messi a disposizione, in pochissimo tempo.
 
 
 Beh fino qui tutto bene, no?
 
Apparentemente sì, ma la AEG e tutti non stavano più nella pelle, perché sull’onda del successo senza avvisare Michael, aggiungono altre 14 date, poi altre 10 e infine si arriva all’anno 2010 con 50 date finali !!!
 Quando Michael viene a scoprire la cosa, rimane basito, perché non si sente in grado fisicamente di poter condurre un’avventura di tale portata,  e per giunta nell’arco di un anno e mezzo, con pochissime interruzioni tra un concerto e l’altro.
 Inizia così il suo calvario. Giorno e notte lo tengono impegnato in ore e ore di scelta ballerini, coristi e staff completo, scelta dello stage, prove canto, prove costume, prove danza, prove di sound, scelta disegni per il materiale ufficiale del Tour da vendere al CO2 etc… e così per circa 15- 16 ore al giorno ininterrottamente a partire da fine aprile!
 Un tour organizzato in pochissimo tempo, uno stage fantasmagorico, con effetti speciali 3D, un mini film con effetti 2d e 3d, una portata di elementi scenici immensa, tanto che la produzione è costretta a spostare il luogo delle prove da un studio a Burbank (vicino LA) allo Staples Center di Los Angeles, dove c’era più spazio per la costruzione finale e le prove con i ballerini, coristi e i tecnici audio e video.
 Una fatica incessante per un uomo di 50 anni, malato di lupus e vitiligine (due malattie bruttissime della pelle e molto debilitanti per il sistema immunitario), con un buon fisico, ma fermo e fuori allenamento da anni.
 
Quindi il problema era il sovraccarico di lavoro?
 
Non solo. Michael aveva capito che l’impresa sarebbe stata un disastro, come ha detto a molti di noi, presenti a Los Angeles, con la certezza che mai avrebbe potuto fare 50 concerti, in così poco tempo per la preparazione fisica e psichica e la tristezza di essere stato ingannato, perché mai messo al corrente del numero aggiuntivo di concerti, se non a vendita avvenuta.
Quale grande professionista e persona seria, mai avrebbe voluto deludere i suoi fan, e ce la stava mettendo tutta, sforzando il suo fisico al massimo, per arrivare sino alla fine del Tour.
Ma più passavano i giorni e più si accorgeva che stava diventando difficile, tanto che avrebbe detto a sua figlia Paris, in un momento di confidenza molto intima, che non sapeva se sarebbe arrivato alla Festa del Papà (in USA il 21 giugno 2009, quindi 4 giorni prima della sua morte).
Ora i media USA, manipolati come sempre dai poteri forti, non fanno altro che intervistare medici del passato, e avvocati difensori di vari medici sotto inchiesta, tra cui il cardiologo e medico personale Conrad Murray, colui che cercò di praticargli la cpr (cardio-polmonary-resuscitation) al momento del collasso fatale. 

A suo avviso, cosa non torna nel  decesso di Jacko? 
 
Diverse cose, stranamente trascurate dai media. Ad esempio: come mai c’è un gap dal momento in cui il medico dice di essersi accorto dell’assenza di qualsiasi segnale di vita del cantante, alle ore 12.10 circa, e la chiamata al 911? Trascorrono infatti circa 35-50 minuti, durante i quali il cardiologo, senza avere un defibrillatore in casa, pratica la cpr ( il metodo per riattivare il cuore in caso di attacco cardiaco) su una superficie morbida, il letto, mentre ogni medico sa che la cpr si deve praticare su una superficie rigida, il pavimento. Inoltre: come mai lo stesso Murray scompare per diverse ore e la polizia lo cerca ovunque in città e alla fine trova la sua macchina e la sequestra per acquisire prove indiziali a scopo precauzionale? Come mai non si dice chi era in casa di Michael Jackson in quelle ore cruciali, prima e dopo l’arresto cardiaco?
 E ancora: chi ha fatto la telefonata e come mai in casa sono sparite diverse cose, tra cui molti gioielli e soldi in contanti del cantante (che egli teneva sempre nascosti per abitudine); e che fine hanno fatto le sue guardie del corpo?
Il suo assistente personale, Michael Amin, dice che qualcuno ha licenziato tutto il personale poche ore prima della tragedia.
E poi: come mai Murray si trovava a lavorare col cantante ed era stato contemporaneamente assunto dalla AEG, con un contratto di 300,000$, dopo essere stato radiato dall’albo dei medici, nel 2008, per cattiva condotta verso altri pazienti; e guarda caso pare che Murray avesse debiti che ammontavano all’incirca alla cifra pattuita con la AEG…
 
Ci sarebbe la questione della dipendenza dai farmaci tra le cause della morte?
 
 Anche qui ci sono incongruenze: perché la AEG e Randy Phillips (il Presidente) firmano il contratto con il cantante dopo essersi assicurati sulla sua salute, dopo cinque ore di check-up (!!!) con la LLoyd’s di Londra, e i risultati sono più che positivi, dato che attestano che egli gode di ottima salute, mentre ora tutti vogliono farci credere che fosse una persona completamente dipendente da farmaci potentissimi come il Diprivan, il Demerol, lo Xanax, tutti anti-depressivi e analgesici potentissimi che ammazzerebbero una mandria di elefanti in pochi minuti? In quelle cinque ore hanno davvero fatto le analisi del sangue, e tutti gli esami che avrebbero rivelato una tale enorme dipendenza e quindi la mancata assicurazione?
 
Già la storia del risarcimento per la morte “non naturale” di cui qualcuno ha parlato… 
 
Si diceva, cosa da confermare, che la LLoyd’s avrebbe risarcito circa 20 milioni di $ non per morte naturale ma per morte conseguente ad abuso di farmaci, allora ecco perché stanno apparendo tutti come funghi in tv a dire che il cantante chiedeva ai collaboratori di farsi iniettare Diprivan e altre porcherie per dormire, quando bastava un semplice sonnifero e non un anestetico potentissimo, usato solo in sale operatorie con interventi pesanti e sotto controllo medico.
Peraltro la Polizia di LA, emette un mandato di perquisizione nella sua casa solo quattro giorni dopo la morte  e presumibilmente trova buste di diversi farmaci potenti, che avrebbe potuto introdurre in casa  chiunque, prima o anche nei 4 giorni precedenti, dopo aver sentito descrivere, in TV e dai giornali, i farmaci dai sedicenti vari medici, ex infermiere, ex guardie, ex camerieri… 

Quindi lei quali conclusioni trae?
 
Io penso che si stia cercando premeditatamente di far incolpare un medico da quattro soldi, Murray, usato come capro espiatorio (con la scusa di porre fine ai suoi problemi con l’assunzione da parte della AEG e il contratto di 300,000$), quando i veri responsabili sono altri.
 
Può fare dei nomi? 
 
Basta vedere chi ha un interesse: la  AEG, che incasserà i soldi dell’assicurazione, se confermata  dall’autopsia l’assunzione e la dipendenza dai farmaci. Ma se, come dicevo prima, al momento del lancio del tour, Randy Phillips, alle domande dei giornalisti aveva risposto che erano assicurati dalla Llloyd’s dopo un attento check-up che dichiarava la sana e robusta costituzione del cantante, delle due  l’una: o era drogato dai farmaci e allora gli esami lo avrebbero dimostrato, o l’assicurazione era d’accordo con la AEG, se è vero che pagava per morte da "Drug Addiction" (abuso di farmaci). Poi incasserà tutti i soldi delle prove e delle foto esclusive di cui loro detengono i diritti, la vendita di eventuali diritti televisivi per un tributo alla CO2 Arena e altre cose. Inoltre, non restituiranno i soldi a coloro che vorranno il biglietto per ricordo; mi spiego: un biglietto che a loro costa 1 $ di carta, può valere anche 700-1000$ per coloro che hanno pagato il pacchetto VIP per stare in prima fila, e che decideranno (idioti loro!) di tenersi il biglietto.
 
Altri ad avere interesse?  

Capital Colony (cioè i già citati Thome Thome e Barrack)) che beneficeranno della sua morte, se la sua salma verrà seppellita a Neverland (come purtroppo avverrà al 90%, anche se per ora non è stata data l’autorizzazione) e quindi verrà creato un santuario tipo Graceland di Elvis, in cui faranno un museo per visitare il quale milioni di persone pagheranno un bel biglietto d’ingresso dai 40 ai 60$ ciascuno, più tutti i soldi dei memorabilia (libri, guanti, cappelli, bandiere, gadgets vari) venduti lì.
 Poi non dimentichiamoci della Sony, che in un modo o nell’ altro si prenderà il catalogo ATV a cui mira da sempre e per cui sono state ordite manovre  nel 1993 con i Chandlers, e nel 2003 con gli Arvizo (si è scoperto infatti che dietro all’operazione c’era il solito Tony Mottola , ex presidente USA della Sony) per portarlo alla bancarotta e alla distruzione fisica e artistica, e quindi alla svendita del Catalogo per mancanza fondi e per pagare i numerosi prestiti bancari, richiesti per l’album Invicible del 2001, e delle sue enormi spese per case e altro.
Altre anomalie importanti riguardano la questione del testamento.
 
Ci sono irregolarità testamentarie?
 
Una cosa molto strana è avvenuta circa tre  settimane  prima della morte di Jacko. John Branca, suo ex avvocato, licenziato anni fa, ma riassunto appunto alla fine di maggio, diventa esecutore testamentario dei suoi estates insieme ad un vecchio amico, John McCain e il testamento sarebbe quello del 2002, depositato nelle mani di John Branca il 7 luglio di quell’anno.
La stranezza è in una serie di fatti: primo, che Branca riappaia dal nulla con un testamento del 2002 tuttora valido, perché Michael, preciso e pignolo com’era, in costanza di un rischio carcere come quello che sfiorò in seguito ai suoi processi (nel 2004/2005), avrebbe senz’altro fatto un testamento più recente per i figli e avrebbe affidato la custodia a sua madre o ad una sorella, di sicuro non a Diana Ross che non sente da secoli, tanto che lei stessa è rimasta colpita da questa cosa, perché non conosce nemmeno i bambini (la tutela è alla nonna dei bambini sino a che sia in grado, dopo passa a Diana Ross, ndr ). Secondo, John Branca è il curatore di molti off-shore della Sony nel mondo. Ecco perché La Toya  ritiene che possa essere stato ucciso per questo maledetto catalogo. Una cosa che frutta 150 milioni di dollari l’anno, senza alcun costo, può fare gola a molti.
 
Cosa sente di dover aggiungere ancora a questo quadro? 

La panoramica che ho fatto è vasta, ma potrete facilmente, nei mesi a venire, avere conferma di molto di quanto dico. Non di tutto purtroppo, perché temo che molto sarà insabbiato.
 Conoscevo Michael molto bene, forse anche più della sua famiglia. Negli ultimi tempi
l’avevo sentito e sapevo che era preoccupato e molto.
 Maledetti bastardi, ci hanno tolto un genio, un padre eccezionale e un amico fraterno; stanno portando i fan e tutti noi alla disperazione, perché gli volevamo troppo bene e nella sua vita ci aveva dato tante gioie.
 In questi giorni l’avrei rivisto di persona e a fine anno avrei celebrato i miei 30 anni da fan prima e da amica e collaboratrice dopo.
 Non avrà giustizia qui, lo so già, perché cercheranno di insabbiare tutto, visti gli interessi in gioco, ma Dio li aspetterà al varco.
 L’unica cosa che mi tira un po’ su (anche se mi mancheranno i suoi sorrisi, i suoi abbracci, i suoi "Wow" quando c’era qualcosa che lo colpiva, anche un fiore o un disegno)  è il pensiero che non sarà mai più solo né infelice e soprattutto che  non lo sfrutterà più nessuno, come in questo mondo schifoso.  (intervista a cura di Fabrizio de Priamo)
 
 
Italia chiama Italia

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