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Paris ricoverata in ospedale

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A quanto pare, la settimana scorsa Paris Jackson è stata ricoverata d’urgenza in ospedale dopo un tentato suicidio.

Dagli ultimi tweet scritti, si nota che era rimasta abbastanza scandalizzata dai tabloid che proprio dal suo account twitter, che tengono sotto controllo, avevano preso spunto per un lancio sensazionalistico su di lei.

Nell’ultimo tweet, rilanciato poi anche dagli stessi tabloid, aveva scritto: “Ieri, tutti i miei problemi sembravano così lontani. Ora sembra che siano qui per restare”.

Trasferita all’Ucla Medical Center, ha ricevuto la visita dei suoi familiari, mentre online sono tanti i messaggi di solidarietà che le sono stati rivolti dai fans. La madre Debbie Rowe ha denunciato il fatto che l’ospedale era sotto assedio dei paparazzi che non le hanno permesso di entrare. “La ragione per cui non ero all’Ucla è per i dannati paparazzi e per la gente. I familiari hanno avuto bisogno della scorta della polizia per poter uscire. Tutti dovrebbero fare un passo indietro”, ha detto la Rowe.

Quando ci si deciderà a fare qualche legge a tutela delle persone, seppure vip? Queste libertà assolute date ai paparazzi, che calpestano persone e diritti impunemente, perché vengono ancora tollerate? Ci sono già state tante vittime, non si può accettare che si continui così.

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Michael Jackson Day al Magicland di Roma

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Il 29 agosto 2013, per il 55° anniersario della nascita di Michael Jackson, il parco di divertimenti di Roma, Magicland, organizzerà un tributo al Re del Pop.

Per tutto il giorno, infatti, verranno realizzati spettacoli ed eventi che esalteranno il “più grande talento della storia della musica moderna”: flashmob, animazione itinerante con Tribute Artists, mostre fotografiche e di pittura. Come ospite d’onore, ci sarà il giovane Michele Perniola, vincitore dell’ultima edizione di “Ti lascio una canzone”.

Inoltre, verrà inaugurata la prima statua in Italia dedicata a Michael Jackson, stabilendo una “location permanente” a lui dedicata.

Quando si annunciò l’apertura del parco nel 2009, l’articolo a riguardo fece un accostamento a MJ che sembrava solo uno dei tanti tentativi di sfruttare l’immagine del Re del Pop e il suo recente assassinio per farsi pubblicità sulla sua pelle. Ora, però, questo evento e l’istallazione permanente sembrano un buon tentativo per riscattare l’immagine di questo parco, offuscata da quell’articolo un pò ambiguo.

Ecco il comunicato ufficiale del parco:

In occasione della ricorrenza dei 55 anni della nascita di Michael Jackson, scomparso tragicamente nel 2009, verrà inaugurata la prima statua in Italia dedicata alla grande Star della musica Pop.

Magicland offrirà una magica opportunità: una location permanente per immortalare il mito.

Tutti coloro che vorranno partecipare possono acquistare il biglietto on line dalla home page: acquista il biglietto inserendo il codice sconto MAGIC MICHAEL.
Il ricavato verrà utilizzato per la costruzione dell’opera.
On progress vi aggiorneremo sui risultati ottenuti.

Acquista subito il tuo biglietto!

La giornata riserverà grandi sorprese, sarà all’insegna della musica del leggendario artista, con coreografie dedicate, Flashmob, animazione itinerante con Tribute Artists, Mostra fotografica e di pittura dedicate a Michael Jackson, un modo per rendere omaggio al più grande talento della storia della musica moderna.

Per ulteiori info puoi inviare una mail magicmichael2013@libero.it

Processo contro l’AEG – I primi 7 giorni

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Aggiornamento sul processo contro la AEG.

Giorno 1 – 29/4/2013

E’ iniziato il processo della famiglia Jackson, rappresentata dall’avvocato Brian Panish, contro la AEG. Il risarcimento richiesto è di 40 miliardi di dollari.

Il giudice Yvette Palazuelos aveva stabilito un numero limitato di posti per i giornalisti (tra questi, la ABC), e non ha concesso la possibilità di twittare aggiornamenti in diretta durante lo svolgimento delle udienze.

La AEG è accusata di negligenza nella gestione di MJ e corresponsabilità nella morte del Re del Pop, soprattutto per l’assunzione di Conrad Murray e la realizzazione di contratti sia con Murray che con MJ che non tenevano conto della salute di MJ.

L’AEG, tramite l’avvocato Marvin Putnam, sostiene che Murray fosse stato assunto da MJ, nonostante quanto già emerso negli ultimi anni e al processo a Murray.

Era presente anche l’avvocato di Conrad Murray, Valerie Wass, che di recente ha fatto ricorso contro la sua condanna.

Ad ogni modo, inizialmente c’è stato l’intervento dell’accusa contro l’AEG.

L’avvocato Panish ha spiegato che a MJ è stato iniettato il Propofol quasi tutti i giorni per 6 settimane (un anestetico usato come sonnifero, mentre di giorno ricordiamo che veniva somministrato un altro farmaco che come effetto portava l’insonnia…) e che Murray acquistò una grande scorta di questo medicinale in previsione del tour. Inoltre, dichiara che la polizia trovò nell’auto di Murray il biglietto da visita dell’amministratore delegato dell’AEG, Brandon Phillips, e il contratto tra Murray e l’AEG. Dichiara, poi, che l’AEG non correva alcun rischio nella produzione del tour, perché con il contratto che avevano fatto firmare a MJ, erano garantiti dai beni di MJ, incluso il catalogo Sony. In pratica, se il progetto fosse saltato per motivi di salute, i costi dell’AEG sarebbero stati ripagati con i beni di MJ. Un modo per tenerlo sotto scacco e costringerlo ad esibirsi con loro ad ogni costo. A confermare questo interesse economico a discapito della salute di MJ ci sono delle email (già emerse al processo contro Murray) in cui l’AEG parla delle irrimediabili conseguenze che MJ (descritto come terrorizzato da quanto stava accadendo) avrebbe avuto se si fosse tirato indietro, e in cui MJ chiede di poter avere un medico e l’AEG dice a Murray cosa ci si aspetta da lui. In altre email, emerge la preoccupazione di Kenny Ortega, che si accorge dell’ansia e del malessere di MJ, ma l’AEG ribadisce la propria fiducia in Murray e insiste per andare avanti ad ogni costo. Panish poi dice che Murray è stato l’unico medico ad aver iniettato il Propfol a MJ nella sua casa, e che lui firmò il contratto con l’AEG il giorno prima della morte di MJ, ma che non fu pagato perché l’AEG l’ha voluto fregare.

Successivamente, è stato il turno della difesa dell’AEG, con l’avvocato Putnam. Putnam dichiara che mostrerà come esistano due MJ diversi, quello pubblico e quello privato. Dimostrerà che MJ era stato dipendente da droghe in passato (ma non mi dire…. n.d.r.) e vorrebbero dimostrare che MJ era un tossicodipendente. Prosegue ricordando che MJ aveva 400 milioni di dollari di debiti e, dopo un primo avvicinamento nel 2007, nel 2008 si era deciso a tornare sulle scene per recuperare un pò di denaro. Dice che il 90% dei profitti sarebbe andato a MJ e il 10% all’AEG. Secondo l’AEG, fu MJ a portare il suo medico personale, riferendosi a Murray. A provarlo ci sarebbe una dichiarazione di Murray che dice di lavorare per MJ ma che viene pagato dall’AEG.

Ricorda anche che MJ si sottopose ad un esame medico a febbraio 2009 che stabilì l’ottimo stato di salute di MJ, senza alcun segno di uso di droghe (quindi si è contraddetto da solo; prima aveva detto che era un tossico… n.d.r.).

E questa è la prima giornata in cui si sono presentate le tesi.

Giorno 2 – 30/4/2013

Iniziano le deposizioni.

Il primo testimone è il paramedico Richard Senneff, il primo ad arrivare nella camera in cui è morto MJ. Dalla sua testimonianza si riconfermano i gravi indizi di colpevolezza di Conrad Murray.

Il secondo testimone è il detective Orlando Martinez, del dipartimento della polizia di Los Angeles. Ribadisce il comportamento anomalo di Murray, gli elementi che non quadrano, la stanza ripulita prima che arrivasse la scientifica, gli enormi debiti (500’000 $) di Murray, oltre al fatto che Murray stava per chiudere la sua attività e la sua casa stava per essere pignorata. Nell’auto di Murray ha ritrovato il contratto con l’AEG secondo cui la società avrebbe pagato 150’000 $ al mese per occuparsi di MJ. Ha dichiarato che uno in una situazione finanziaria del genere è più facile che violi le regole pur di vedere quei soldi.

Giorno 3 – 1/5/2013

E’ proseguita la deposizion di Martinez con cui si è tentato di ribadire che Michael Jackson è morto e che questa morte è stata indotta dal dottor Murray.

Giorno 4 – 2/5/2013

Proseguendo nell’interrogatorio del detective Martinez, è stata fatta ascoltare il messaggio lasciato in segreteria telefonica da Frank DiLeo a Murray in cui dichiara: “Sono sicuro che sei consapevole del fatto che ha avuto un episodio la scorsa notte. E’ malato. Oggi è sabato, domani io rientro. Non ho intenzione di continuare il mio viaggio. Uh, penso che hai bisogno, credo che tu hai la necessità di fare un esame del sangue su di lui oggi. Io.. io.. dobbiamo vedere cosa sta facendo. D’accordo. Grazie”.

Nel contro-interrogatorio, Martinez conferma il comportamento sospetto di Murray, come la sua sparizione per un paio di giorni nonostante gli fosse stato detto di restare a disposizione. La casa in cui è morto MJ non fu tenuta sotto controllo dalla polizia nei giorni seguenti. Martinez ha detto che non era a conoscenza del fatto che Murray era già stato accusato di omicidio colposo per la morte di un altro paziente. La licenza medica, inoltre, gli era già stata sospesa prima del 25 giugno 2009. In conclusione, Martinez conferma ancora la sua opinione secondo cui la situazione finanziaria di Murray può essere stato il motivo per cui Murray ha aggirato le regole.

Giorno 5 – 6/5/2013

A testimoniare è chiamato il tossicologo Dan Anderson.

Sono stati mostrati i medicinali ritrovati nella casa di MJ e Anderson ha dichiarato che il Lorazepam e il Propofol sono medicinali tipici di un ambiente ospedaliero e che quindi è molto insolito trovarne in un ambiente domestico. Al di fuori dell’ambiente medico lo aveva messo in allarme.

Inizia a spiegare, poi, gli esami tossicologici effettuati sul corpo di MJ da cui è emersa la presenza di una grade quantità di farmaci: l’anestetico Propofol, gli ansiolitici Valium e Lorazepam, l’anestetico a breve durata Midazolam e la Lidocaina, una crema anestetica locale; inoltre risultavano la Lidocaina, il Diazepam, il Nordiazepam, il Midazolam e l’Efedrina.

La quantità di Propofol nel sangue di MJ era in una quantità che ci si può aspettare in un paziente che ha appena subito un importante intervento chirurgico.

Anderson ha detto anche che non c’erano tracce di Demerol, alcool, cocaina, Xanax, né alcun tipo di droga voluttuaria nel corpo di MJ.

Nel controinterrogatorio, emerge che i farmaci non erano prescritti solo da Conrad Murray, ma alcuni erano prescritti dai dottori Allan Metzger e Arnold Klein.

Ad ogni modo, Anderson ritiene che la quantità di Propofol nel corpo di MJ fosse eccessiva e che sia la causa della morte di MJ: l’unico caso di una persona non in campo medico a morire per il Propofol nella propria casa.

Segue la testimonianza del coroner Christopher Rogers, il vice medico legale che ha eseguito l’autopsia di MJ.

Tra le altre cose, dall’autopsia Rogers ha constatato le punture e le cicactrici dovute ai tentativi di rianimazioni, ma per altre cicatrici non si è riusciti ad appurarne le cause. Poi sarebbe emerso che MJ aveva le labbra tatuate di rosa, mentre le sopracciglia e il cuoio capelluto era tatuato di nero. Altre cicatrici dietro le orecchie suggerivano che MJ si fosse sottoposto ad almeno un lifting. Rogers ha poi confermato che MJ soffriva di vitiligine, una malattia che provoca la depigmentazione in alcune zone della pelle. Ha escluso la presenza di cardiopatia o della Lupus, che anche il dottor Arnold Klein aveva attribuito a MJ. Dagli esami ai raggi X, però, era emerso che MJ soffrisse di artrite alla colonna vertebrale inferiore e alle dita.

Ad ogni modo, da quanto esaminato, Rogers ha dichiarato che MJ fosse in buona salute prima della morte indotta dal dottor Murray.

A proposito della morte, ha escluso che un medico competente possa somministrare l’anestetico Propofol contro l’insonnia, ed ha escluso la possibilità che MJ possa essersi somministrato da solo una dose eccessiva di anestetico, smentendo la teoria della difesa di Murray.

Giorno 6 – 7/5/2013

Al banco dei testimoni sale il cardiologo Daniel Wohlgelernter.

Parlando del contratto di Murray, siccome Murray aveva chiuso la sua attività per dedicarsi al This Is It, “era completamente dipendente dalla continuazione del tour per il suo reddito”.

Dettaglio sconcertante per Wohlgelernter è la presenza di una clausola nel contratto che imponeav al dottor Murray di “eseguire servizi ragioneolmente richiesti dal produttore”, quindi Murray doveva rendere conto all’AEG e non al proprio paziente.

La somministrazione di Propofol, poi, può essere somministrato solo da un anestesista adeguatamente qualificato, perché c’è il rischio che il paziente possa smettere di respirare, e non da un cardiologo; sono competenze diverse. A tal proposito, Wohlgelernter ha dichiarato che MJ non aveva problemi al cuore, quindi invece di un cardiologo sarebbe stato più ragionevole se fosse stato ingaggiato uno specialista per dipendenza da farmaci e disordini del sonno. Ha anche fatto notare che Murray fece un massaggio cardiaco a MJ quando invece secondo Wohlgelernter avrebbe dovuto concentrarsi su come riavviare la sua respirazione (visto che il rischio sull’uso di quell’anestetico è che il paziente smetta di respirare…). Inoltre, pensa che Murray abbia anche ritardato nel chiamare i soccorsi al 911.

Durante il controinterrogatorio, Wohlgelernter ha detto che, anche se fosse stato MJ a volere Murray, l’AEG avrebbe dovuto insospettirsi per questo strano attaccamento con un cardiolo, vista la dipendenza da farmaci avuta da MJ in passato. E soprattutto, quando Murray fece richiesta di una macchina CPR, un dispositivo utilizzato per la rianimazione. Wohlgelernter ha detto che il contratto ingaggiava Murray come medico di famiglia di MJ. Inoltre, Wohlgelernter dice che in teoria, secondo la legge sulla privacy medica, l’AEG non avrebbe potuto chiedere a Murray informazioni sulle condizioni di MJ (regola opposta alla clausola del contratto ricordata poco prima, però).

Giorno 7 – 8/5/2013

Viene chiamata a testimoniare Alif Sankey, ballerina e produttrice.

Ricorda la sua esperienza, la sua prima collaborazione con MJ come ballerina nel video di Smooth Criminal. Nel 2009 fu assunta dalla AEG per affiancare Kenny Ortega durante il This Is It Tour.

Sankey dice che i concerti di Londra dovevano ripercorrere un pò la carriera di MJ, ma che sarebbe stato qualcosa di “enorme, innovativo, diverso”, “un gran bello spettacolo”.

Sankey ha raccontato anche di una visita dei figli di MJ alle prove e dell’entusiasmo di MJ che voleva fare gli show ed esibirsi per la prima volta davanti ai suoi figli.

Poi, però, racconta di quanto le sembrasse magro MJ e che iniziò a preoccuparsi quando MJ saltò alcune giornate di prove. Lo sentì anche lamentarsi con Ortega per dei dolori. Sankey racconta anche di una volta in cui MJ disse a Ortega di sentire che Dio gli parlava, e che lei e Ortega piansero per la preoccupazione per lo stato di salute fisica e mentale di MJ. Un giorno la Sankey ebbe quasi un presentimento che MJ potesse stare per morire e telefonò ad Ortega implorandolo di fare qualcosa, di aiutare MJ, di aiutarla a fare qualcosa per fargli sentire il suo appoggio e incoraggiarlo, per fargli riprendere la magia di un tempo. Gli scrisse anche. Né Ortega né la AEG fecero qualcosa a riguardo.

Quando arrivò la notizia che MJ era all’ospedale il 25 giugno, Ortega e il gruppo continuò a fare le prove. Quando poi Randy Phillips informò Ortega che MJ era morto, “Kenny crollò tra le nostre braccia”.

Il resoconto dettagliato delle udienze e testimonianze si possono trovare su MJ Fan Square.

(Cfr. mjjcommunity.com)

Accuse sospette dal coreografo Wade Robson

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Qualche giorno fa è stata pubblicata ovunque la notizia di nuove accuse di pedofilia contro Michael Jackson.

Addirittura dopo la morte, il coreografo Wade Robson ha intentato una causa civile per ottenere un risarcimento economico dalla Michael Jackson Estate per presunte molestie ricevute da MJ.

Il coreografo è lo stesso che testimoniò a favore di MJ nel processo del 2005, smentendo le dichiarazioni di una ex cameriera di Neverland che sosteneva di aver visto i due nudi sotto la doccia.

Ora, invece, cambia completamente registro, contraddicendo le sue stesse parole anche in interviste successive, come quella in cui parla del suo lavoro al Cirque du Soleil sostenendo: «Sto iniziando con il Cirque du Soleil, il Michael Jackson Show, quindi è l’equivalente di Love Show dei Beatles, lo show su Elvis, ma per Michael è eccitante e terrificante allo stesso tempo, perché è una responsabilità enorme. Ma è per questo che ho accettato, perché è stata una parte così importante della mia vita per 20 anni – prima che morisse – da quando avevo sette anni. Quindi è un’opportunità per me di dare qualcosa alla sua eredità, una grande parte della sua eredità e assicurarmi per quanto posso che sia fatto bene e rappresenti la sua essenza. Quindi, questo è davvero un grande impegno».

A sottolineare questa strana inversione di marcia, le dichiarazioni dell’avvocato della Michael Jackson Estate, Howard Weitzman: «Questo è un giovane uomo che ha testimoniato almeno due volte sotto giuramento nel corso degli ultimi 20 anni e ha detto in numerose interviste che Michael Jackson non ha mai fatto nulla di inappropriato su di lui o con lui. Ora, quasi 4 anni dopo la morte di Michael, questa triste e meno che credibile affermazione è stata fatta. Siamo fiduciosi che il giudice la vedrà per quello che è».

Fonti della TMZ rivelano che Robson ebbe un esaurimento nervoso nel 2012, dopo un lungo periodo di stress. Nonostante un periodo dallo psicoterapeuta, non è stato in grado di rispettare una serie di contratti, per cui è un lungo peridoo che non guadagna niente. Dalla sua famiglia fanno sapere che, anche se non ci sono nuove entrate, Robson avrebbe ancora dei consistenti risparmi, quindi secondo loro non c’è dietro una questione economica. Ad ogni modo, tirando fuori queste accuse, oltre al tentativo di guadagnare screditando MJ, si è fatto pubblicità.

Proprio sulle motivazioni che hanno spinto Robson ad intentare questa causa, si è espresso anche l’avvocato Thomas Mesereau (che rappresentò MJ nel processo del 2005). Mesereau ha dichiarato che certamente è tutta una questione di soldi, viste tutte le precedenti dichiarazioni e le due testimonianze di Robson. Ad ogni modo, ha espresso delle forti perplessità sulla tempistica di queste accuse: guarda caso, poco dopo l’inizio del processo contro la AEG, la società accusata di corresponsabilità nell’assassinio di MJ ed ora impegnata a trovare prove per screditare MJ. Secondo lui, dietro potrebbe anche esserci una “bustarella” per tentare di distruggere nuovamente la reputazione di MJ. La AEG, ovviamente, nega.

La prima udienza di quest’altro processo ci sarà il 6 giugno.

Iniziato il processo alla AEG

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Piccolo aggiornamento.

Il 29 aprile è iniziato ufficialmente il processo all’AEG, accusata di essere corresponsabile dell’assassinio di Michael Jackson.

Al momento, sembra che la copertura mediatica sia particolarmente inferiore rispetto ai processi precedenti, anche perché il giudice ha negato la presenza in aula delle telecamere ed ha concesso l’ingresso solo a una decina di giornalisti autorizzati.

Così, al momento, a parte l’annuncio del suo inizio, si trova ben poco a riguardo.

Speriamo di avere maggiori informazioni al più presto.

Il processo dovrebbe durare 3 mesi circa.

Per rileggere tutte le tappe e tutte le informazioni sull’argomento, si possono consultare i due principali forum italiani sul Re del Pop:

MJFS

mjjforum.it

A The Voice Of Italy cantano MJ

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Ancora una volta si è attinto al Re del Pop in un talent show (stavolta in uno italiano).

Ieri, infatti, c’è stata la 9^ puntata di THE VOICE OF ITALY, arrivato ormai alla terza fase: i Live Show.

Tra i concorrenti che si fronteggiavano, ben due si sono esibiti interpretando una canzone di Michael Jackson.

Prima è stata la volta di Diana Winter, del gruppo di Noemi, che ha cantato Beat It inizialmente in uno stile soul per poi passare ad una versione più tradizionale. Un’interpretazione molto interessante che, sebbene non sia stata sufficiente per essere salvata dal televoto, lo è stata abbastanza da convincere Noemi a sceglierla per andare alla fase successiva.

In seguito, per il team Carrà si è esibita Veronica De Simone che, con You Are Not Alone, è riuscita ad ottenere la “salvezza” direttamente con i voti del pubblico.

Due esibizioni (non male, peraltro), due promozioni alla fase successiva. Una volta tanto non si è sfigurato, nonostante rischiassero di cadere nel solito confronto con l’originale che non sarebbe sostenibile per nessuno.

Ad ogni modo, The Voice Of Italy proseguirià per altre 4 puntate, sempre il giovedì in prima serata su Rai 2.

“Event” intervista Paris Jackson

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Paris Jackson, pochi giorni dopo aver compiuto 15 anni (ad inizio aprile, festeggiato con la madre Debbie Rowe), ha concesso la sua prima intervista ad un periodico, “Event“, rivista allegata al trash-tabloid “Daily Mail“.

L’articolo è corredato da fotografie realizzate appositamente da Brian Bowen Smith, con il quale Paris si è fatta immortalare anche nel buffo ritratto diffuso su Twitter. Nel pubblicarlo, il fotografo ha scritto «Che incredibile persona è Paris Jackson. Ti ringrazio per questi increbili 2 giorni. Sei un vero angelo».

La giornalista Caroline Graham descrive inizialmente la stanza di Paris, con i poster appesi, i memorabilia del padre, i vestiti e i compiti scolastici sparsi sul pavimento, le chitarre raggruppate vicino ad una parete, mentre Paris, col suo nuovo look “punk” (capelli corti neri con sfumature rosse), si lascia intervistare mentre accarezza il serpente boa del fratello.

Si tratta sempre di un magazine, quindi l’articolo contiene anche riferimenti al padre poco chiari. Le uniche cose salvabili sono le foto e le parole di Paris.

Paris ha ricordato il padre: «Ho molti ricordi di mio padre. Noi siamo stati privilegiati perché avevamo il nostro papà e avevamo la nostra casa in cui vivevamo. Sapevamo che era un cantante. Credo che ci ero abituata. Sembrava semplicemente normale per me a quei tempi. Lui era un padre incredibile. Noi tutti lo amavamo da morire. Lui aveva quella buona energia per cui non volevi andar via. Praticamente eri sempre a tuo agio con lui. Letteralmente ogni volta che lasciava la stanza dicevo “I love you”, perché ero terrorizzata da quello che sarebbe potuto succedere. Sai, ho visto così tanti film. Lui voleva il meglio per noi. Si accertava sempre che stessimo bene in salute. Si assicurava che staccassimo da scuola. Ha provato ad educarci al meglio che potesse ed era sempre attento a noi. Era molto protettivo. Le maschere erano una sua idea. Non voleva che qualcuno vedesse come eravamo. In questo modo potevamo avere quello che lui non ha avuto, sarebbe a dire un’infanzia normale».

Il discorso si sposta poi su Neverland, la residenza del Re del Pop dove Paris è cresciuta e a cui ha fatto visita due anni fa constatando con dispiacere che le rotaie del treno sono state rimosse. Hanno ricordato quando hanno lasciato Neverland nel 2005: «Ho pianto e pianto. E’ bello lì. Ha ancora una buona energia. Penso che dovrebbe essere ripristinato com’era, così che i bambini che non hanno potuto avere un’infanzia possano divertirsi lì. Quello era il suo obiettivo – come un ospedale per bambini. Dovrebbero ripristinare tutte le giostre e tutto il resto. Appena diventerò un’adulta, lo farò. Ci puoi contare».

Ad un certo punto, la giornalista scrive che Paris ha improvvisato “Rebel Yell” di Billy Idol, cantando, ballando e suonando una delle sue chitarre. «Mio padre mi ha detto come ballare. Io ballerei sempre. E sì, mi ha insegnato il moonwalk. Il nostro posto centrale era la sua stanza. Eravamo solo io, i miei fratelli e lui. Non era enorme. Era solo il luogo in cui volevamo stare, il nucleo della famiglia. La sua stanza aveva una qualche energia buona ed è il motivo per cui era sempre più confortevole lì». Aggiunge, però, che per gli impegni lavorativi di MJ, spesso erano in viaggio. «Eravamo abituati ad essere on the road. Lui provava a trasformare gli hotel in cui soggiornavamo come casa. Aveva questo piccolo proiettore che portava in giro, e prendeva un lenzuolo bianco dal letto e lo appendeva. Poi metteva cuscini sparsi per tutto il pavimento e noi potevamo guardare DVD e film in qualsiasi momento. Avevamo il nostro cinema personale. Era davvero forte».

«Uno dei miei posti preferiti che ho visitato è stata Tokyo. E’ semplicemebte bello lì, specialmente in primavera. Ricordo di aver visitato tante volte Londra. Mi piace Londra, mi piace stare lì. E’ bella».

Ora si trovano in una nuova casa vicino Los Angeles, dopo aver lasciato la casa di Encino che riportava alla mente di Katherine troppi tristi ricordi. Dopo aver imbiancato casa, la nonna ha anche incoraggiato Paris a non riappendere il collage di immagini di MJ che aveva realizzato e temporaneamente rimosso, perché non lo reputava salutare (come a volerle far voltare pagina per poter continuare la sua vita senza cristallizzarsi esclusivamente su un momento drammatico o sui ricordi del passato).

Katherine, combattuta tra l’esigenza di proteggere i nipoti e al contempo garantire loro una vita libera, è stata anche colei che ha voluto che i ragazzi frequentassero delle scuole invece di ricevere un’istruzione privata a casa. A tal proposito, Paris racconta: «Era un pò noioso. Ero nella stessa stanza con mio fratello per tutto il giorno. E’ stato difficile il periodo di transizione ma ormai l’ho superato. Non sono più socialmente impacciata. Ero così maldestra. Oh mio Dio! Sai come ognuno ha una fase difficile? Avevo questi occhiali, i capelli corti, ero paffuta…» (ma Katherine interviene rassicurandola: «Non sei mai stata paffuta, mia cara»).

«Mi piace frequentare una scuola regolare. Voglio avere un’esperienza scolastica normale. E’ difficile avere un’infanzia normale quando hai la security con te per tutto il tempo. Ho il “guinzaglio stretto” e sento che se quel guinzaglio viene allentato un pò posso avere certamente una possibilità per un’infanzia normale, perché ho amici che sono completamente normali, e hey – loro non pensano a me come la figlia di MJ. Loro pensano a me come quella che sono, capisci?».

«Le materie di studio risultano più facili a mio fratello Prince. Non so come faccia. Le materie sono più per la parte sinistra del cervello. Io sono più da parte destra del cervello (quella della creatività) e sto provando diverse cose. Ho fatto fotografia per un pò, poi ho fatto la cheerleader. Poi ho giocato a football americano. Sto provando così tante cose diverse perché sto provando a trovare me stessa, a trovare ciò con cui mi trovo meglio».

Durante l’intervista, i fratelli erano ad una conferenza scolastica sulla robotica a Las Vegas. «E’ piacevole e tranquillo senza di loro. Io e Prince siamo molto diversi. Quando eravamo più giovani eravamo come due gocce d’acqua. Ora non abbiamo più niente in comune» (sebbene, stando alle parole della giornalista, insieme si divertano molto a giocare a “Mortal kombat”).

La giornalista descrive anche un buffo siparietto tra Paris e Katherine. La nonna non approva certi look della nipote: ai capelli da ribelle del nuovo look lei preferiva quelli lunghi naturali del passato; le ha fatto togliere gli orecchini e prega che Paris non si rovini la pelle con tatuaggi permanenti o con piercing. Ma Paris rivela di avere un altro progetto: come ulteriore tributo al padre, vuole tatuarsi una nota che lui scrisse per lei in cui esprime il suo amore immortale e che lei custodisce gelosamente. «Voglio tatuare quella frase sul mio polso sinistro e il nome di mia nonna tatuato sul mio polso destro – quando sarò abbastanza grande ovviamente».

La discussione ritorna sulla sua passione per la musica e sulla sua collezione di vinili. «La qualità è migliore con il vinile. Semplicemente suona meglio». Poi continua: «Amo tutto degli anni Ottanta. Sicuramente sono nata nel periodo sbagliato. Amo gli Arctic Monkeys, i Pixies, Ac/Dc, Motley Crue, Alice Cooper, gli Smiths. Amo anche i Nirvana – ho la loro collezione completa. Siamo cresciuti ascoltando di tutto. Abbiamo ascoltato molti classici, come quelli della Motown. Papà era un grande fan dei Queen. Oh mio Dio, adoro tantissimo Freddie Mercury».

Per quanto riguarda il suo futuro, Paris rivela: «Voglio diventare un’attrice, ma solo durante il periodo scolastico. Dopo voglio frequentare scuole mediche e diventare un dottore specializzato in chirurgia cardiaca. Voglio aiutare le persone, ecco».

Avendo passato il giorno del compleanno con la madre Debbie Rowe, Paris racconta: «Quando sono con mia mamma non abbiamo la security con noi, che è davvero piacevole. Siamo andate a fare acquisti ad Hollywood. Abbiamo comprato alla Amoeba Records (negozio discografico), è stato davvero divertente».

Da assidua utilizzatrice di social network, racconta: «Di solito finisco nei guai perché twitto un sacco di roba che non dovrei twittare e ci sono un mucchio di storie. Avevo anche Instagram ma i commenti sono diventati un pò eccessivi, così l’ho cancellato. Alcuni iniziano degli scontri nella sezione dei commenti e poi se la prendevano con me per aver cancellato i commenti. Era proprio fastidioso. Su Twitter di solito me la prendevo personalmente quando qualcuno twittava qualcosa. Così, ero tipo “Devo mettervi fine”. Ero proprio scossa. Ora provo a non guardare troppo alle mie menzioni perché c’è così tanto odio lì. Ho smesso di leggerlo. Provo a non leggere della mia famiglia».

Per quanto riguarda i suoi nuovi vicini di casa, tra cui Britney Spears e Justin Bieber, il discorso si sofferma su quest’ultimo che è stato visto di recente fumare della marijuana in luogo pubblico. «Delle ragazzine su Twitter si tagliavano, autolesionandosi per attirare la sua attenzione per farlo smettere. Ma non credo che Justin dovrebbe fare certe cose quando può essere ripreso, così che le sue giovani fan possano non essere influenzate. Immagginate quanto quelle ragazzine diventeranno adulte e avranno figli che chiederanno loro “Oh mamma, dove ti sei procurata quei tagli?”. Come risponderanno? “Quando avevo 12 anni il mio cantante preferito fumò marijuana”. Penso che è proprio irresponsabile da parte sua fare così».

La giornalista conclude dicendo: «E’ chiaro che la signora Jackson sta facendo un ottimo lavoro nel portare avanti l’eredità di suo figlio e crescere una bella, curiosa, intelligente, notevolmente ben educata giovane donna».

 

(Cfr. http://mjj.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10576451)

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