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Whitney Houston e lo showbusiness

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Ieri si è celebrato il funerale privato di Whitney Houston nella New Hope Baptist Church di Newark, nel New Jersey.

Tra gli artisti che hanno partecipato alla cerimonia, ricordiamo Kevin Kostner, protagonista con la Houston del film “La guardia del corpo”, che scelse personalmente di utilizzare come colonna sonora del film la canzone “I will always love you”, che diventò il singolo più venduto nella storia da una artista femminile con oltre 16 milioni di copie vendute.

Tra gli altri, sono intervenuti anche Alicia Keys, Steve Wonder, R. Kelly.

Al funerale, a cui si poteva accedere solo su invito, registriamo la presenza anche di Oprah Winfrey, Beyoncé, Aretha Franklin, Jay Z, Bill Cosby. (Fonte: TMNews)

Giunta al successo negli anni Ottanta, Whitney Houston dominò le classifiche mondiali, vendendo complessivamente 170 milioni di dischi, diventando una delle donne di maggior successo nel campo discografico e l’artista femminile afroamericana di maggior successo (l’artista maschile è Michael Jackson). Vincitrice, tra l’altro, di 6 Grammy Awards e detentrice del record per il maggior numero di American Music Awards ricevuti, 22 in tutto. (Fonte: Wikipedia)

Dopo un periodo di crisi per motivi familiari negli anni ’00, nel 2009 pubblica un nuovo album con cui torna alla ribalta.

Nonostante tutto ciò, Whitney Huston, che doveva partecipare ai Grammy Awards la sera stessa in cui è stata ritrovata morta a causa di un cocktail di farmaci e alcol, sembra che fosse in bancarotta.

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Whitney Houston, così, si aggiunge alla lista delle morti eccellenti, tra i big della musica Occidentale, in seguito all’utilizzo di farmaci e alcol.

I risultati dell’autopsia sono stati secretati e alcuni testimoni raccontano che fino al giorno prima della morte Whitney era allegra e tranquilla.

Certo, fa riflettere anche solo l’attuale versione ufficiale secondo cui Whitney è morta, il giorno in cui doveva partecipare ai Grammys, per l’assunzione di farmaci e alcol mentre era praticamente in bancarotta.

La morte sopraggiunta per farmaci non è la prima volta che accade nel mondo dello showbusiness. Vediamo le assonanze tra i principali artisti morti in un modo simile negli ultimi anni: tra tutti, Michael Jackson e Amy Winehouse.

  • Michael Jackson, attaccato in continuazione e in tutti i modi per decenni, precipita nella dipendenza da farmaci (antidepressivi e antidolorifici); nonostante sembra si fosse ripreso, proprio i farmaci vengono utilizzati per ucciderlo dopo averlo legato contrattualmente costringendolo ad accettare di sostenere 50 concerti, grazie anche alla situazione economica non positiva che si era creata (nonostante fosse l’artista di maggior successo della storia e il più premiato). Ricordiamo, infatti, che MJ era legato alla Sony dal 1990 (e da quel momento, iniziano i vari colpi che gradualmente lo portano a cessioni in favore della Sony, dal ’93, prima che termini addirittura il primo tour con la Sony) e che, sembra proprio a causa di tale contratto, non poté pubblicare nuovo materiale tra il 2006 e il 2009 (dopo aver dovuto subire anche il boicottaggio da parte sempre della Sony nel 2001), precipitando in una situazione economica negativa per risolvere la quale finì per accettare di fare il THIS IS IT TOUR (i cui 10 concerti furono subito moltiplicati a 50 per 6 mesi, con cadenza praticamente giornaliera, e le cui spese sarebbero state addebitate a MJ se non si fosse esibito, anche se ciò fosse stato dovuto a motivi di salute…).

  • Amy Winehousse, presa di mira dai tabloid, esce dalla dipendenza da droghe e alcol, ma sembra fosse stata costretta ad esibirsi davanti grandi platee di pubblico nel tour che stava effettuando, nonostante fosse a disagio con platee troppo estese. Oltretutto, dichiarò di non riconoscersi completamente nel suo primo album, perché manipolato dalla casa discografica. Dopo che vennero annullate un paio di date del tour, viene ritrovata morta dopo aver assunto alcol per la dinamica denominata “stop and go” (cioè quando si riassumono sostanze alteranti dopo un periodo di disintossicazione).

  • Ora Whitney Houston, tra le più grandi artiste di successo al mondo, muore, ripeto, il giorno in cui deve esibirsi davanti alla platea dei Grammy Awards, con una situazione finanziaria critica. Muore per l’assunzione di alcol e farmaci.

Verrebbe in mente qualche dubbio: Whitney è stata costretta a partecipare ai Grammy? O quantomeno si è sentita costretta vista la situazione finanziaria? Invece che un piacere, la sua partecipazione era una necessità? Come mai tutte queste assonanze tra queste morti eccellenti? Situazione economica precaria-imposizioni delle case discografiche-partecipazione a megashow-morte per alcol e farmaci

Comunque, per sostenere il genere di pressione che questi show comportano, un sistema molto diffuso nello showbusiness è di ricorrere a sostegni di questo tipo (ricordiamo, ad esempio, quando anni fa Mariah Carrey si presentò ubriaca a ritirare un premio facendo scalpore).

Anche la morte di Whitney sembra la dimostrazione dell’insostenibilità del mondo musicale anglofono, dominato dalle case discografiche: sovraesposizione degli artisti, privacy inesistente, spettacolarizzazione estrema, pressione insostenibile per gli artisti (con inevitabile, conseguente e necessario ricorso a qualche tipo di supporto mentale), vincoli strettissimi che legano gli artisti e li costringono ad effettuare grandi show, autonomia degli artisti al minimo.

Per far terminare questa pratica insana, la cosa migliore da fare sarebbe di non finanziare più questo tipo di mondo discografico tramite il non-acquisto di dischi delle Major, il non-finanziamento e la non-partecipazione a grandi eventi come i Grammy e il non-acquisto di biglietti per i megatour mondiali imposti dal “sistema”.

In tal modo, probabilmente, gli artisti sarebbero più invogliati a restare indipendenti dalle Major, così che mantengano autonomia e non debbano sostenere le pressioni a cui con questo sistema sono costretti. (Inquietante il fatto che i diritti sulla musica di Whitney Houston siano detenuti proprio dalla Sony che, a quanto pare, subito dopo la morte ha aumentato il prezzo dei singoli su iTunes per poi riabbassarli dopo le numerose proteste degli utenti – Fonte: repubblica.it).

SAVE THE MONEY, FOLKS!

Addio Whitney.

Michael Jackson Legacy Celebration

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Il 26 gennaio c’è stata la Michael Jackson Legacy Celebration.

Durante la cerimonia, i figli di MJ hanno impresso le impronte del guanto e dei mocassini di MJ, e a fianco hanno impresso anche le proprie impronte in modo che fossero per sempre vicine a quelle del padre.

All’evento hanno partecipato anche Chris Tucker, Justin Bieber, Quincy Jones, Smokey Robinson, oltre ai familiari di MJ (la madre Katherine e alcuni fratelli).

Ecco un video-riassunto fatto da Rai News.

MJ Legacy Celebration

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Il 26 gennaio i figli di MJ saranno al Gauman's Chinese Theatre di Hollywood per rendere omaggio al Re del Pop.
Durante la "Michael Jackson Legacy Celebration", i ragazzi realizzeranno le impronte del padre con un suo guanto di paillettes.
La cerimonia prodotta dall'Estate vedrà l'esibizione del cast del "Michael Jackson Immortal World Tour".
Per questa occasione, la Sony Music dovrebbe confermare la notizia secondo cui MJ avrebbe raggiunto un nuovo record: l'ammontare di CD venuti del Re del Pop sarebbe di oltre un miliardo.

Michael Forever Tribute

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L'8 ottobre si è svolto il Michael Forever Tribute, concerto celebrativo in onore del Re del Pop tenuto a Cardiff (Galles, Regno Unito).
Promosso dalla famiglia Jackson, sul palco sono saliti anche i figli di MJ, i quali hanno introdotto il video-tributo inviato da Beyoncé. Per l'occasione, Paris ha indossato la mitica giacca di "Thriller", mentre Blanket ricordava il look alla "Dangerous" e Prince ricordava lo stile "Bad".
Tra gli altri, si è esibita anche LaToya, i 3T (nipoti di MJ), i Jacksons e tanti altri.
Questa è praticamente la prima apparizione su un palco per i tre ragazzi, a parte il MJ Memorial.

Posticipata la Brooklyn Loves MJ Celebration di Spike Lee

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Il 29 MJ avrebbe compiuto 53 anni.
Ma oggi, per il terzo anno consecutivo, Spike Lee aveva organizzato la "Brooklyn Loves MJ Celebration", una festa in memoria del Re del Pop, con musica di DJ Spinna.
Purtroppo, anche se l'uragano previsto in arrivo a New York non è andato ad influire sui programmi del sabato (è previsto per domani l'arrivo a New York), un blocco dei trasporti ha costretto a far slittare le celebrazioni all'ultimo momento.
Ecco l'annuncio diffuso ieri da Spike Lee: "Due to the fact the Mayor is shutting down mass transportation in NYC tomorrow at 12 PM, the Brooklyn Loves Michael Jackson Celebration has been postponed until we can get a new date". ("A causa del fatto che il Sindaco bloccherà i trasporti a New York City domani alle 12, la Brooklyn Loves MJ Celebration è stata posticipata fino a quando potremo avere una nuova data").

Statua di MJ in Cina

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In Cina è stata inaugurata la prima statua dedicata a Michael Jackson.
L'idea era già stata annunciata nell'ottobre 2010, quando i fans cinesi del Re del Pop raccolsero 23'000$ per finanziare il progetto.
La realizzazione della statua in bronzo è stata affidata allo scultore Lu Zhenkang.
All'inizio di gennaio 2011 l'opera è stata inaugurata al Parco di Scultura di Guangzhou, il più grande parco tematico dedicato alle sculture.

Nomination ai Grammy Awards 2011

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Mercoledì 1 dicembre, la Recording Academy ha annunciato i candidati per la 53^ edizione dei GRAMMY Awards.
Per il terzo anno, le nomination sono state diffuse durante la trasmissione di prima serata "The GRAMMY Nominations Concert Live – Countdown to music's biggest night", sulla CBS.
Tra i candidati, c'è anche Michael Jackson nella categoria Best Male Pop Vocal Performance (Miglior prestazione vocale maschile pop) per il singolo "This Is It". (Probabilmente, un pretesto per attirare spettatori, che temo resteranno delusi…).
Il ballottaggio durerà fino al 15 dicembre, quando i nomi finalisti verranno inviati ai membri dell'Academy fino al 12 gennaio 2011.
La cerimonia di premiazione, che sarà presentata da Eminem, è prevista per il 13 febbraio 2011 allo Staples Center di Los Angeles e sarà trasmesso sulla CBS dalle 20:00 alle 23:30 (ora di New York; le 2:00 di notte in Italia).

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