Ieri sera c’è stata la finale del Festival di Sanremo.

Momento di grande interesse è stato quando Adriano Celentano è tornato sul palco dell’Ariston dove ha provato a chiarire la sua opinione espressa durante la prima serata, martedì scorso. Ancor prima di terminare il suo discorso, la platea si è divisa: alcuni, sentendolo ribadire e spiegare meglio la sua opinione, l’hanno interrotto iniziandolo a contestare, mentre altri l’hanno incitato e sostenuto.

Platea divisa, dunque, che però non l’ha contestato quando è riuscito a terminare la frase esplicativa che gli avevano interrotto.

Bello e toccante il momento del duetto tra Adriano Celentano e Gianni Morandi, il quale si è commosso per la presenza del suo mito e per la possibilità di cantare insieme al più grande artista italiano dei nostri tempi.

Tornando alla finale canora, c’è stata una nuova dimostrazione di vittoria sospetta. Anche stavolta, infatti, come succede troppo spesso a Sanremo, non ha vinto il più meritevole (o meglio, in questo caso, la più meritevole, visto che in finale sono finite tre donne).

Ripercorriamo la dinamica:

  • La giuria demoscopica di ieri porta a stilare questa classifica: prima Arisa, seconda Noemi, terzi Gigi D’Alessio e Loredana Bertè (che, ricordiamo, erano stati eliminati la prima sera e poi ripescati), quarta Emma.

  • La sala stampa vota compatta per Emma (addirittura si esulta in sala stampa quando viene letto il suo nome), facendola risalire al 1° posto e scalzando dal podio l’ottima coppia Gigi D’Alessio e Loredana Bertè.

  • Il famigerato televoto (taroccato o forse utilizzato da irrecuperabili teledipendenti) porta alla vittoria Emma (che già aveva cominciato a commuoversi e a ringraziare in maniera sospetta quando è stata ripescata dalla sala stampa).

Emma, così, è la terza artista (in 4 anni) protetta di Maria De Filippi a vincere il Festival di Sanremo.

Interessante l’immagine intravista in chiusura di programma, mentre la trasmissione veniva sfumata, dell’abbraccio tra le splendide e ottime Arisa e Noemi, rispettivamente seconda e terza classificata.

Ricordava le Olimpiadi di Atene 2004, quando Yuri Chechi, terzo classificato, abbraccia il bulgaro Jordan Jovtchev, secondo classificato, indicandolo come il vero vincitore della gara, trascurando l’immeritevole primo classificato Dimosthenis Tampakos, il greco che, nonostante svariate imperfezioni, fu premiato dalla corrotta giuria in un’Olimpiade caratterizzata da evidenti compravendite di premi.

A parte la vincitrice, dunque, musicalmente non è stato un pessimo festival.

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