Home

Album di inediti "Michael" a dicembre

Lascia un commento

Album di inediti "Michael"

La Sony Music il 4 novembre ha pubblicato la notizia con cui si comunica ufficialmente la data di uscita del tanto annunciato album di inediti del Re del Pop.
Invece che a novembre, l'uscita è stata posticipata al 14 dicembre 2010.
L'album, intitolato "Michael" contiene una serie di inediti, tra cui "Breaking news", diffusa in anteprima sul sito www.michaeljackson.com, e che pare sia stata composta nel 2007 nel New Jersey e sia stata "completata" di recente. Il fatto che sia stata ritoccata da altri lascia molto perplessi…
Anche le altre canzoni sono registrazioni vocali di MJ ritoccate e riadattate da altri.
Mark Ronson ha rivelato di aver lavorato sulla traccia di "Lovely Way", dichiarando anche: <<Era senza dubbio lui che cantava. Mi è stata data una traccia vocale sulla quale lavorare, ma non ho mai incontrato Michael di persona. La canzone ricorda un po' "Goodbye Yellow Brick Road" di Elton John e "Imagine" di John Lennon>>
Rodney Jerkins
ha dichiarato di non aver lavorato all'album.
In copertina, un'immagine creata nel 2009 da Kadir Nelson: si tratta di un dipinto composto dalle immagini più famose e caratteristiche di Michael Jackson, da "Thriller" a "Captain EO", in un enorme collage con al centro l'immagine di Michael con la corona. In parte ricorda, almeno vagamente, la copertina di "Dangerous", come conformazione. Più che altro, non essendo un'opera approvata da MJ, fa pensare ad un'accozzaglia di "copia/incolla" buttati nel mucchio per fare scena.

Per quanto riguarda le canzoni presenti nell'album, c'è un'interessante articolo, riassunto su mjjforum.it, dove si parla del lavoro fatto da altri su tracce incomplete a cui MJ avrebbe dovuto lavorare durante il "This Is It Tour" a Londra. Vari fans hanno espresso l'idea che forse sarebbe stato meglio pubblicare le tracce originali, seppure incomplete, realizzate davvero da Michael. Senza ritocchi. E che quindi le canzoni presenti sul cd non possono essere considerate realmente di MJ, anche se la voce fosse davvero sua, come si è cercato di appurare (ma non è sicuro).
Ecco il riassunto dell'articolo:
———-
Secondo Vogel vi sarebbero almeno 100 canzoni inedite di MJ che non sono state selezionate per gli album da lui precedentemente pubblicati. E' qui che inizia a parlare del singolo "Breaking News" e delle controversie che lo circondano. Conferma che Jackson ha registrato diversi pezzi nel 2007 con i fratelli Cascio ed un certo James Porte, alias Bobby Ewing. Rivela che l'album "Michael" comprenderà 3 canzoni derivanti da quella sessione, ovvero"Breaking News," "Keep Your Head Up" e "Monster" di cui MJ sarebbe co-autore.
Secondo i Cascio ed altri testimoni, Jackson avrebbe più volte espresso il suo entusiasmo per le tracce ed il suo manager Frank Dileo rivela che MJ aveva ordinato di far inviare a Londra le attrezzature necessarie per la registrazione affinchè potesse portare a termine la sua nuova musica durante i concerti londinesi previsti all'O2 Arena.
L'autore attribuisce le stranezze della performance vocale della popstar in BN al mancato esercizio con il vocal coach Seth Riggs, all'assenza di Bruce Swedien e ad una tecnologia di secondo livello presente nello studio in cui il demo è stato registrato. In realtà, il brano sarebbe un demo-guida supportato dall voce di James Porte prodotto, 4 anni più tardi, da Teddy Riley. Quella stessa voce equivoca di MJ avrebbe poi portato gli esecutori testamentari del patrimonio di MJ ad incaricare l'avvocato Howard Weitzman di condurre un'indagine per verificare l'autenticità della parte cantata del pezzo. L'Estate avrebbe, dunque coinvolto nelle indagini ben 4 tecnici principali di MJ, 3 produttori, tra cui T. Riley, ed uno dei musicisti che ha collaborato con il cantante nel corso degli anni ed ha contribuito alla realizzazione delle tracce dei Cascio. Quest'ultimi, dopo aver ascoltato una versione a cappella del brano, avrebbero tutti confermato che a cantare il singolo sarebbe proprio MJ. Sarebbero giunti alla stessa conclusione anche due dei più famosi musicologi al mondo ingaggiati rispettivamente da Weitzman e la Sony Music.
E' stato inoltre verificato che la voce presente sul brano non appartiene al famoso imitatore di MJ, Jason Malachi.
"Breaking News," "Monster," "Hold My Hand" ed il resto delle tracce contenute in "Michael", come del resto tutte le produzioni postume, sono simili al documentario "This Is It", ovvero sono frammenti di una visione incompleta. Non sono i pezzi brillanti e perfetti che i fans di MJ sono abituati ad ascoltare, ma rappresentano pur sempre il Re del Pop.
———-

Resta comunque qualche dubbio: ma si può considerare questo disco "di Michael Jackson"?
E si possono dare soldi ai responsabili che ci hanno portato a tutto questo?

Oprah Winfrey intervista Katherine Jackson

Lascia un commento

Oprah Winfrey ha registrato recentemente un'intervista esclusiva a Katherine Jackson.
Sul principale forum italiano dedicato al Re del Pop è stata pubblicata la traduzione, che riporto di seguito.

——————————

OW: Grazie tante per avermi invitata a casa tua!

KJ: Prego, è un piacere…

OW: Sei bellissima in blu!

OW: Dunque, è questa la famosa Hayvenhurst?

KJ: Credo proprio di sì. Siamo qui da 40 anni…

OW: 40 anni in questa casa?

KJ: Sì

Nel 1949 Katherine, la figlia di un operaio metallurgico, sposò Joe Jackson in un paesino alle porte di Gary, Indiana. Per i 17 anni a venire allevarono 9 bambini in questa casetta di 4 camere con un solo bagno. Soldi ce n’erano pochi, ma tutto questo cambiò quando Marlon, Tito, Jackie, Jermaine e Michael divennero i Jackson Five. Questi principi del pop girarono il mondo e vendettero più di 250 milioni di album. Nel 1971 i Jacksons lasciarono le loro umili origini in Indiana e si trasferirono in questa proprietà ad Encino, in California, conosciuta come Hayvenhurst.

OW: Dunque, siamo sedute nella casa dove, 40 anni fa, hai portato la tua famiglia per creare questa vita del tutto nuova in California. Com’era la vita allora? Com’è stato trasferirsi in questa casa? Immagino che passare da quella casetta di 4 stanze a questo posto, deve esserti sembrato…un palazzo!

KJ: Infatti!

OW: Quali sono i ricordi più profondi che hai di Michael mentre cresceva in questa casa?

KJ: Lui e suo fratello Randy sono cresciuti insieme. Così uscivano ed andavano a

provare, abbiamo anche uno studio qui…Scrissero…(sorride) “Dancing Machine.”

OW: Scrissero “Dancing Machine” qui?

KJ: Sì

OW: Quando siete arrivati in questa casa, eravate già alquanto famosi…Quell’era l’epoca in cui speravo diventassi mia suocera, lo sapevi? Perché ero innamorata di Jackie Jackson, era il mio Jackson preferito…

KJ: Mi fa ridere sta cosa…

OW: Ero solita guardare il cartone animato dei Jacksons ed ogni volta che vedevo i Jackson 5, pensavo, “Sposerò Jackie Jackson! Voglio sposare Jackie Jackson!” Beh, non è successo, ma ad ogni modo… Allora cosa desideravi per i tuoi figli e la tua famiglia?

KJ: Volevo semplicemente che diventassero dei bravi cittadini e dei buoni padri, cosa che in realtà sono, ognuno di loro…

OW: Hai scritto questo libro per lui, come un saluto, come un semplice omaggio, s’intitola “Never Can Say Goodbye”. Perché hai voluto farlo?

KJ: Ho voluto farlo per i suoi fans e per la gente che lo ha frainteso. Ho semplicemente raccontato storie su di lui…

OW: Pensi che (Michael) sia stato incompreso?

KJ: Sì

OW: Quando ho sfogliato questo libro composto di tante foto di famiglia, per molti di noi inedite, questa è l’immagine che mi ha colpito maggiormente, perché è così che io lo ricordo. Invece, tu come lo ricordi principalmente? Quando pensi a tuo figlio…Michael Jackson, è questo il ritratto che vedi nella tua mente?

KJ: Penso a mio figlio tutto il giorno, non mi piace parlare di lui perché non riesco, le emozioni mi soffocano…(si commuove) E’ buffo…Da quand’era un neonato tra le mie braccia, quando ho scelto il suo nome insieme a mia madre, fino a quando è cresciuto…è questo quello che mi ritorna in mente, ogni giorno…sì, è così…

OW: Ti ho fatto questa domanda in quanto, non avendo avuto personalmente dei figli, mi chiedevo se una madre serbasse nel cuore un’immagine specifica del proprio bambino…

KJ: Sì

OW: E si tratta del viso di quel ragazzino?

KJ: Sì e a volte durante il giorno, riesco a sentire la sua risata nella mia mente. Prendeva sempre in giro tutti, rideva sempre, si divertiva con i fratelli mentre provavano oppure si preparavano per partire, cose del genere, faceva sempre scherzi, era un…

OW: Burlone?

KJ: Già…

OW: Ricordo quando lo intervistai nel 1993, quando andammo in diretta internazionale ed ero così nervosa, l’unica cosa sulla quale avemmo delle divergenze fu che lui non voleva che mostrassi sue immagini da teenager…

KJ: Perché era iniziato a cambiare…

OW: Sì, perché era iniziato a cambiare e non si piaceva…

KJ: Da adolescente…

OW: Già, diceva, “Non voglio che le mostrate”, ed io, “Perché? Bisogna far vedere quelle immagini!” e lui, “Perché sono brutto!” Si vedeva brutto…

KJ: Già, mi sentii così male per lui quando attraversò quella fase…

OW: Ha mai condiviso con te questi problemi?

KJ: Sempre

OW: Cosa ti diceva?

KJ: Diceva, “Sono così brutto! Non voglio uscire” Per una madre tutti i suoi figli sono sempre belli…così, un giorno, decise. Si alzò e disse, “Vado a rifarmi il naso! E’ troppo grande!” Un giorno si decise, e se ne andò. E quando cercai di capire dov’era andato, scoprii che si era sottoposto ad una plastica al naso. Pensava che avrei cercato di dissuaderlo, così andò a rifarselo…

OW: Cosa ne pensavi?

KJ: Beh, se era quello che voleva, se ciò lo rendeva felice…Perché era così triste. Pensava di essere così brutto. Così lo fece.

OW: Dev’essere stato difficile per te, come madre…

KJ: Molto, molto difficile…

OW: Quando ha continuato a sottoporsi ad altri interventi, cambiando il suo aspetto, sentivi di potergli dire qualcosa in merito?

KJ: Ha subito tutte quelle operazioni al naso ma non ad altre parti del viso, eccetto che per la sua vitiligine. Diceva di non voler iniziare a sembrare una mucca chiazzata così si fece tutto, non so come fece, ma fece tutto, tranne le parti coperte dagli indumenti, quelle continuavano a cambiare, le gambe ecc.

OW: Erano macchiate?

KJ: Sì, ma riuscì a cambiare questa parte del corpo (indicando il torace) e le braccia. Non ho la più vaga idea di come fece a cambiare, ma lo fece.

OW: Ma per quanto concerne il suo aspetto, il pubblico l’ha visto letteralmente trasformarsi, a noi sembrava che continuasse a sottoporsi ad interventi ma, se non ricordo male, quando lo intervistai mi disse di averne subiti solo 2…

KJ: Ne ha subiti più di 2, era semplicemente imbarazzato…

OW: Si vergognava di dire quanti ne avesse subiti realmente?

KJ: Sì

OW: Ma quando ha continuato a cambiare il suo aspetto, a cambiarsi il naso, rendendolo sempre più piccolo, più piccolo…

KJ: Ad un certo punto era come uno stuzzicadenti…sì, pensavo fosse troppo piccolo…

OW: Sentivi di poter dire qualsiasi cosa ai tuoi figli, in particolar modo a lui, sentivi che se qualcosa non andava, come in questo caso il suo continuo cambiare d’aspetto, sentivi di potergli dire, “Michael, basta!”

KJ: Sì, ma…ho sentito dire che ci sono persone che sviluppano una dipendenza dalla chirurgia plastica e penso che sia ciò che è successo a lui…Perché gli avevo detto, “Basta! Perché continui?” ed ho finanche parlato con un suo chirurgo plastico, gli dissi, “Se viene da te con l’intento di operarsi al naso, digli di averlo fatto, fai la stessa cosa, ma non cambiarlo…Digli, “Ok, ho finito.”

OW: Quindi hai parlato con il suo chirurgo?

KJ: Sì

OW: Ma non ti hanno ascoltato?

KJ: No

OW: Sai, ho parlato con Lisa Marie Presley recentemente…e credo sia stata un’intervista bellissima, perché per la prima volta ho capito che lo ha davvero, davvero amato.

KJ: E’ così…

OW: Cosa pensavi di loro? Le dissi che nessuno di noi sapeva cosa pensare di quel matrimonio…Tu cos’hai pensato quando Michael ti disse di essersi sposato con Lisa Marie Presley?

KJ: Fu una sorpresa per me…mi chiamò dopo averla sposata, mi telefonò e mi disse, “Ora te la passo…”, me la passò e pensai, “Non è lei!” e lui, “Ti dico di sì!” Non sembrava lei, aveva un vocione, non ne ero al corrente, (bisbigliando) sembrava una ragazza di colore…

OW: (ridendo) “Sembrava una ragazza nera”, puoi anche dirlo ad alta voce…

KJ: OK…Dissi, “Quella non è Lisa Marie” e lui, “Sì, è lei, mamma.”

OW: L’avevi mai incontrata prima?

KJ: No, non avevo incontrato Lisa prima, l’avevo vista ma…

OW: Dunque, la sposò senza averla portata prima a casa di sua madre?

KJ: Sì

OW: Una delle cose che (Lisa) ha condiviso con me è che l’amore che Michael provava per te era incondizionato. Non c’era nulla che non avesse fatto per te. Anche tu eri consapevole di questo?

KJ: Sì, e tutti quelli che lo conoscevano mi dicevano la stessa cosa… anch’io lo sentivo ed anch’io lo amavo veramente…

OW: Era proprio un ragazzo che adorava la sua mamma!

KJ: (ridendo) Sì, devo ammetterlo

OW: E’ stato uno shock per te? Il 25 giugno?

KJ: O Dio…(commuovendosi) Sì…Il peggiore giorno della mia vita…

Il 25 Giugno 2009 viene fatta una telefonata al 911 da questa villa di L.A.
“Ho bisogno di un’ambulanza il prima possibile.”
All’interno, Michael Jackson è privo di sensi.
“Abbiamo un signore qui che ha bisogno di aiuto ed ha smesso di respirare. Non respira. E abbiamo bisogno, stiamo cercando di rianimarlo ma non, non…” “OK”
Secondo il rapporto del coroner, il sangue di Michael conteneva una concentrazione letale di Propofol, un potente anestetico generalmente somministrato solo in ambienti ospedalieri. Il Dr. Conrad Murray, forse l’ultima persona ad aver visto Michael vivo, tenta di praticargli un massaggio cardiaco.
O: “Qualcuno l’ha visitato?” C: “Sì, abbiamo un medico personale qui” O: “Ma qualcuno ha visto cos’è successo?” C: “Uh, no. Solo il dottore. Il dottore era l’unico presente.”
Troupe televisive scrutarono la scena.
“MJ. Fonti dichiarano sia stato trasportato urgentemente in ospedale…”

OW: Dove ti trovavi?

KJ: In mattinata ero andata a svolgere il “servizio pionieristico” e Joe mi chiamò…

OW: Servizio pionieristico?

KJ: Sono una Testimone di Geova

OW: Servizio pionieristico significa che vai porta a porta?

KJ: Sì, ma questo è successo prima…

OW: Lo fai ancora!?

KJ: Sì. Quando tornai a casa, ricevetti una telefonata, mi dissero di recarmi in ospedale. Ma nel frattempo, Joseph mi aveva già chiamato dicendomi di aver visto qualcuno lasciare la casa di Michael, in ambulanza, con il corpo tutto coperto…Ho pregato durante tutto il tragitto fino all’ospedale…Puoi immaginare come mi sentivo, il cuore mi è collassato. Così mi chiamarono dicendo: “Vieni all’ospedale, Michael è in ospedale.” Era già morto allora, ma non me lo dissero. Mi recai lì e mio nipote continuava a ripetermi, “Prega, zia K, prega che tutto sia ok!”

OW: In cuor tuo sapevi?

KJ:In un certo senso lo avvertii, ma speravo che non fosse così…

OW: E poi quando ti hanno detto, “Vieni all’ospedale, si tratta di Michael…”

KJ: Mi dissero che stava male, non mi dissero che era morto. Volevano che venissi in ospedale.”

OW: Quando sei arrivata in ospedale, chi te l’ha detto?

KJ: Hanno fatto in modo che me lo dicesse il dottore. Abbiamo atteso a lungo prima che venisse a dirmelo, suppongo che nemmeno lui volesse dirmelo. Ma fu il medico a dovercelo dire, il Dr. Murray.

OW: Te lo disse il Dr. Murray?

KJ: Tergiversava, si dilungava, fino a quando gli chiesi, “Allora, cos’è successo? Come sta? Ce l’ha fatta?” rispose, “No, se n’è andato.” E’ tutto quello che ricordo. Mi dispiace.

OW: No, dispiace a me, dispiace a me. Chi era con te?

KJ: Mio nipote, ecco chi era con me. I bambini erano lì, i suoi bambini, ma erano in un’altra stanza, non sapevo che si trovavano lì, così me li portarono e quello fu il momento peggiore…

OW: I suoi bambini…Prince, Paris e…

KJ: …il piccolo. Piangevano. Temevo che Paris stesse per svenire…Continuava a ripetere, “Papà, non ce la posso fare senza di te!”

KJ: “Voglio andare via con te!” Mi sentivo così male per loro…

OW: Chi lo disse ai bambini?

KJ: Qualcuno glielo aveva già detto perché quando entrarono piangevano.

OW: Quindi, qualcuno glielo aveva detto…

KJ: Sì, qualcuno l’informò.

OW: Così Paris diceva, “Voglio stare con te”?

KJ: “Voglio andare via con te! Non voglio vivere senza di te…”

OW: E’ davvero molto, molto difficile…

KJ: E’ stato così triste…

OW: Poi hai cercato di mettere insieme i pezzi ed hai scoperto, all’epoca, che si trattava di una presunta overdose da farmaci. Ne sei rimasta scioccata?

KJ: Non scoprii questo, scoprii che si trattava di Propofol. Penso si trattasse di un’overdose di Propofol, un farmaco utilizzato durante gli interventi chirurgici per anestetizzarti…

OW: Già, è un anestetico…

KJ: Esattamente

OW: E’ stata quella la prima volta in cui hai sentito che assumeva…

KJ: Sì, la prima volta.

OW: Dunque, Sig.ra Jackson eri consapevole del fatto che assumesse farmaci? Per dormire oppure per sentirsi più equilibrato, affrontare la giornata…N’eri al corrente?

KJ: No, ma ricordi quando si ustionò la testa e dovette assumere quei farmaci? Ci è voluto molto tempo prima che capissi che n’era diventato dipendente.

OW: Quindi divenne farmaco-dipendente in seguito all’ustione della Pepsi, divenne dipendente da antidolorifici…

KJ: Già, esattamente

OW: Ma questo è stato molto tempo prima che scoprissi la sua dipendenza?

KJ: Sì

OW: Ora, quando Janet è stata ospite della mia trasmissione, disse che la famiglia aveva tentato d’intervenire con lui… Tu lo sapevi questo?

KJ: Sì, me lo dissero, furono i bambini a riferirmelo…

OW: …Che avevano cercato d’intervenire…

KJ: …che avevano tentato di prenderlo e portarlo in un centro di disintossicazione o qualcosa del genere, per cercare di purificarlo…

OW: Hai mai parlato con lui della sua “dipendenza”?

KJ: Gliene parlai una volta, quando lo scoprii, ma negò tutto.

OW: Te lo negò?

KJ: Sì. Gli dissi che non volevo apprendere, un giorno, che era morto per overdose perché mi avrebbe spezzato il cuore ed ucciso. Ma continuava a ripetere di non essere dipendente, diceva, “Madre, non mi credi?”, ripeteva, “Mia madre non mi crede.” Si dice che siano “in negazione” quando ti dicono così.

OW: C’era una parte di te che voleva credergli pur essendo consapevole della verità?

KJ: Beh, c’era una parte di me che voleva credergli, ma non gli ho creduto.

OW: Non gli hai creduto?

KJ: No, no.

Nel 2005 MJ affrontò un processo per esser stato accusato di aver molestato un ragazzo 13enne. Dopo 5 mesi Michael fu dichiarato non colpevole per tutti i capi d’accusa.

OW: Quello che credo fu più notevole fu che durante il processo del 2005 tu eri presente in quel tribunale ogni singolo giorno. Com’è stato per te?

KJ: Non fu difficile per me perché era il mio bambino ad essere processato e so che era innocente. La cosa più difficile era l’eventualità che la giuria lo mandasse in prigione, è stato così difficile. Ho pregato affinchè la verità venisse a galla. Pensavo, “Se solo sapessero la verità, potrebbe andarsene da quel tribunale.” Ed è quel che è successo. Ma, non riesco a parlare…Non riesco nemmeno a parlare di quell’orribile periodo perché fu davvero un periodo difficile per lui. Sento che per tutta la vita abbia dovuto passare cose simili e non facevano che mentire su di lui…

OW: Quindi, non hai mai pensato, nemmeno per un istante, che potesse essere colpevole di aver molestato un bambino?

KJ: No, non l’ho mai pensato perché so che non avrebbe mai potuto farlo. Amava i bambini, era sempre con loro e questo è stato l’unico modo in cui queste persone, quelli lì fuori che l’hanno fatto e sono ben consapevoli di chi sono, io non faccio nomi, ma loro sanno chi sono…Quello era l’unico modo per far credere alla gente che avesse fatto qualcosa perché era sempre in compagnia di quei bambini. Michael diceva sempre, “Madre, perché mi accusano per la cosa che amo di più? Mi taglierei le vene piuttosto che ferire un bambino.” Lo diceva sempre.

OW: Come stava in quel periodo? Riguardando i filmati di quell’epoca, ad un certo punto, quando entrava in tribunale, sembrava essere un po’ assente, forse assumeva farmaci, chi lo sa…Ricordi quel giorno in cui arrivò indossando quello che sembrava essere un pigiama?

KJ: Beh, arrivò in pigiama perché si era recato in ospedale in seguito ad una caduta avvenuta prima della pausa del giorno. Cadde, così dovette essere portato d’urgenza in ospedale, cosa che ci avrebbe fatto un po’ ritardare. Il giudice disse, “Se non vieni qui in un determinato tempo, ci terremo tutti i soldi della cauzione,” che se non ricordo male ammontava a 3 milioni di dollari. L’avrebbero tenuta tutta senza restituirgliela. Così l’avvocato chiamò e gli disse, “Vieni subito qui!” E’ per questo che giunse in pigiama così com’era uscito dall’ospedale.

OW: Il processo lo cambiò?

KJ: Sì

OW: Dimmi come…

KJ: Perché era solito fidarsi della gente, il suo problema era che si fidava troppo e dopo quel processo non si fidava più di nessuno.

OW: Davvero?

KJ: Mi diceva sempre, “Madre, non mi fido di nessuno. L’unica persona di cui mi fido sei tu.”

OW: Cos’è che vorresti dire al Dr. Conrad Murray?

KJ: Ci ho pensato, migliaia di volte…Cosa gli direi? Perché non si è preso cura del mio bambino? Perché ha lasciato la stanza e perché gli ha dato quella roba? Se era pericoloso, perché l’hai fatto?

OW: Pensi che abbia ucciso tuo figlio?

KJ: Non posso accusarlo di omicidio, non so se l’abbia fatto accidentalmente o intenzionalmente, non voglio addentrarmi n questo argomento. Ho le mie opinioni ma non voglio dirle.

Ecco gli ultimi aggiornamenti sul Dr. Murray. E’ accusato di omicidio colposo e si è dichiarato non colpevole. Tornerà in tribunale a gennaio. Qualora venisse incriminato, potrebbe scontare fino a 4 anni in galera.

OW: Tutti abbiamo sentito dire il proverbio: “Il tempo guarisce ogni ferita” E’ stato così per te nel caso della perdita di tuo figlio?

KJ: No, per niente, non credo che sarà così. Penso che non guarirò mai. Andrà meglio ma alcuni giorni è come se fosse appena successo.

OW: E’ stato così per te?

KJ: Sì. Ogni volta che parlo di Michael mi commuovo. Fa male, fa davvero male.

OW: Così ora stai crescendo i suoi figli?

KJ: Sì

OW: Quanto spesso vedevi i bambini? Li conoscevi bene?

KJ: Li conoscevo. Non posso dire che li conoscevo molto molto bene, ma li conoscevo abbastanza. Li andavo sempre a trovare, proprio come tutte le nonne…

OW: Cosa pensavi riguardo a come li cresceva? Tutto quello che il mondo sapeva su come stesse crescendo i suoi bambini, risaliva all’epoca in cui Blanket fu fatto penzolare dalla finestra e i bambini andavano in giro mascherati. Tu cosa pensavi delle maschere?

KJ: Non le approvavo, non gli dissi niente al riguardo, ma poi è stata la madre biologica a dirmi che era stata una sua idea, non di Michael.

OW: Davvero? Quella di coprirli?

KJ: Sì

OW: Presumo non lo approvassi perche non la ritenevi una cosa buona per lui o per loro…

KJ: Consideravo quello che la gente poteva pensare, so come la pensa, le cose brutte che potevano dirgli…

OW: Dimmi, se puoi, com’è stato, perché i bambini sono stati portati in questa casa immediatamente, la sera stessa in cui è morto, giusto?

KJ: Sì, immediatamente

OW: Dev’essere stato traumatico! Traumatico, perché tu dovevi fare i conti con il tuo ed il loro dolore, praticamente tutta la casa piangeva…Chi ti ha dato la forza di superare tutto questo?

KJ: Sai cosa mi spezzò il cuore più di ogni altra cosa a questo mondo? Quando le persone all’ospedale ci dissero, “Potete andare adesso” e Paris mi chiese, “Nonna, e noi dove andiamo?”…Mi spezzò il cuore…Risposi, “Venite a casa con nonna, non vuoi?” e lei, “Sì, è esattamente dove vogliamo andare…”Ma quando mi disse quella frase, Dio, è stato troppo!

OW: “Nonna, e noi dove andiamo?” Così li portasti a casa, dove con te abitavano già alcuni figli di Jermaine e di Randy….Come hai fatto a farli integrare? E’ successo naturalmente oppure…

KJ: No, è successo spontaneamente…Hanno legato subito, dal primo minuto che sono arrivati qui hanno legato, si sono divertiti tanto. I bambini hanno fatto tante cose che non avevano fatto prima, come andare in campeggio. Andammo a comprare delle tende in modo che potessero piantarle in giardino…Hanno fatto molte cose insieme e qualsiasi cosa volessero fare, all’epoca, l’ho fatta per loro perche il loro papà, tutto il loro mondo, se n’era andato, conoscevano solo Michael. Mi ha semplicemente spezzato il cuore…

OW: Sig.ra Jackson, penso sia incredibile che tu abbia questi bambini che sono letteralmente vissuti nel loro piccolo mondo di MJ…Sei stata tu a decidere che dovevano integrarsi in una scuola normale anziché continuare a venir istruiti a casa?

KJ: Sì, me ne hanno parlato, ne abbiamo parlato e ne abbiamo discusso con i bambini. Paris disse di non voler andarci, mentre Prince sì. Poi, dopo che Prince aveva deciso di voler andare, lei andò a visitare la scuola e se ne innamorò, così anche lei voleva andarci. Il più piccolo, che è Blanket diceva che non ci sarebbe mai andato ma, adesso che i bambini tornano e raccontano di essersi divertiti tanto con gli amici e gli amici vengono a casa, dice di volerci andare anche lui. Quindi, forse l’anno prossimo, andrà pure lui.

OW: Che classe dovrebbe frequentare l’anno prossimo?

KJ: Blanket? Blanket frequenterà la quarta l’anno prossimo.

OW: Pensi che sia pronto per andarci? Vuoi che vada?

KJ: Non penso che per lui sia ancora il momento di andare, perché è semplicemente timido, molto timido.

OW: Pensi che sia un bene per i bambini essere esposti al pubblico e non mascherati? Credi che sia un bene?

KJ: Sì e penso che anche loro lo apprezzano. Non me l’hanno mai detto, però…credo di sì.

OW: Come diresti che se la stanno cavando?

KJ: Molto bene, molto bene

OW: Parlano mai di quanto gli manchi il loro papà? Sono in grado di condividerlo con te o temono di rattristrarti troppo?

KJ: A volte. Dicono cose del tipo, “Papà farebbe questo, papà farebbe quello”, dicono sempre, “Così faceva papà!” Paris è molto emotiva e parla sempre di lui ma, è forte. Tutte le foto sulle pareti della sua stanza sono di Michael. Non capisco come faccia a guardarle in quel modo, senza piangere, io non ci riesco…

OW: Dunque, hai intitolato il libro “Never Can Say Goodbye-The Katherine Jackson Story”…Pensi a lui tutti i giorni?

KJ: Ogni giorno, non passa giorno, neanche un giorno. A volte cerco di scuotermi per non pensarci, ma non ci riesco…

OW: Lo pensi sempre con tristezza oppure…

KJ: A volte, lo penso con un sorriso…Ripenso alle cose che era solito fare quand’era bambino, ad alcune battute che era solito raccontare…ma è sempre nella mia mente.

OW: Pensi che stia con te?

KJ: Il suo ricordo…ed ho un sacco di bei ricordi, questa è una cosa che non potranno mai portarmi via…

Sospetti sull'album postumo di inediti

Lascia un commento

Pubblicazioni

Stando alle dichiarazioni di Friedman, ci sarebbero dei problemi per la pubblicazione dell'album di inediti previsto per novembre 2010 (data non pervenuta).
L'album sarebbe co-prodotto anche da Mark Ronson e Humberto Gatica, mentre vi starebbero collaborando anche Teddy Riley, il compositore Benjamin Wright, Rodney Jerkins, addirittura John McClain (co-esecutore testamentario che starebbe lavorando ad alcune tracce cinsieme a Jackie Jackson), Akon (impegnato su un paio di tracce, oltre al fatto che nell'album potrebbe essere inserito il singolo "Hold my hand" del 2008).
Secondo Friedman, però, ci sarebbero problemi nella scelta dei brani finali da inserire nell'album (si dice saranno una decina, sebbene ne abbiano svariate decine a disposizione).
Altri problemi sarebbero sorti per la copertina, su cui sembra fosse stata ipotizzata la presenza di un disegno stile Sgt Pepper dei Beatles, con immagini/disegni dei personaggi ammirati da MJ (Martin Luther King, per esempio), ma anche persone con cui è stato a contatto (e tra questi pare spiccasse il disegno dello stesso McClain…). Tale scelta sarebbe stata scartata…
Infine, l'ultima polemica è sorta con la notizia di sospetti che la voce di MJ nelle canzoni che verranno pubblicate possa essere un falso.
Ora che non c'è MJ, non c'è più nessuna garanzia su ciò che verrà pubblicato…

———
E' stata diffusa anche una notizia secondo cui il singolo di Janet Jackson "Make me", registrato un anno fa e messo online da Janet, sarebbe dovuto essere un duetto tra Janet e Michael.
———

A proposito di pubblicazioni, la Sony il 22 novembre farà uscire un cofanetto, "Michael Jackson's Vision", con 3 DVD contenenti tutti i video musicali di MJ.
Visto che sono già tutti conosciuti, per invogliare all'acquisto del cofanetto, la Sony ha inserito anche il famoso video di "One more chance", il video che MJ stava girando nel 2003 (quando gli vennero mosse le nuove accuse infondate di pedofilia), e che la Sony non pubblicò più.
Alla fine, ora che MJ non c'è più, ecco che rispunta fuori il video…

Comunque, ecco come saranno organizzati i tre DVD del cofanetto:

DISC 1
Don’t Stop ’Til You Get Enough
Rock With You
She’s Out Of My Life *
Billie Jean
Beat It
Thriller
Bad
The Way You Make Me Feel
Man In The Mirror
Dirty Diana
Smooth Criminal
Another Part Of Me
Speed Demon
Come Together
Leave Me Alone
Liberian Girl

DISC 2
Black Or White
Remember The Time
In The Closet
Jam
Heal The World
Give In To Me
Who Is It
Will You Be There
Gone Too Soon
Scream
Childhood
You Are Not Alone
Earth Song
They Don’t Care About Us
Stranger In Moscow
Blood On The dance Floor
Ghosts *
You Rock My World *
Cry*

BONUS DISC
Blame It On The Boogie (The Jacksons)*
Enjoy Yourself (The Jacksons)*
Can You Feel It (The Jacksons)*
Say Say Say (Paul McCartney & Michael Jackson)
They Don’t Care About Us (Prison Version)*
Why (3T featuring Michael Jackson)*
One More Chance *

Libro fotografico di Arno Bani

Lascia un commento

Tra il 20 e il 25 ottobre c'è stata una mostra di fotografie inedite di Arno Bani alla FNAC di Milano.
Tali foto verranno, poi, esposte anche a New York, Berlino e Parigi, per poi essere messe all'asta a Parigi il 13 dicembre 2010.
Il catalogo è stato messo in vendita in versione mini e large. Per info, qui.

Riporto, da mjjforum.it, il racconto di Bani su come avvenne la sessione fotografica nel 1999.
Da sottolineare che le foto di MJ col mantello d'oro sarebbe dovuta essere la copertina di Invincible, la foto frontale per il fronte di copertina e la foto di MJ di spalle per il retro. Alla fine, come viene scritto nell'articolo che riporto qui di seguito, «nel 2001 Invincible uscì, ma non ci sono le foto di Bani sulla copertina. Per contratto, il fotografo è sotto ingaggio della Sony per dieci anni. Lui non può fare niente, solo deporle in una cassetta in banca e aspettare novità da Michael Jackson. Ma non lo farà. Michael è morto il 25 giugno 2009 e appena un mese dopo, il fotografo ha capito che quelle foto inedite erano tornate ad essere sue»

——————————————–

Arno Bani racconta la sua esperienza lavorativa col Re del Pop.

Bani lo ricorda a volte pensieroso, a volte serenamente sorridente. MJ diede al giovane fotografo francese carta bianca, autorizzandolo finanche a tagliargli i capelli. "Il suo viso davvero non gli piaceva. Con i capelli più lunghi riusciva a nasconderselo", ricorda Bani. "Eravamo come 2 ragazzini che giocavano sul pavimento a fare puzzles. Allora ero un ragazzino, ma lui lo era 10 volte più di me. Portavo vasetti di lustrini e lui ci ficcava dentro il dito per vedere quanto luccicassero. Li cospargevamo ovunque. Le cartelle dei disegni di moda per lui erano dei cataloghi-giocattolo. Michael Jackson non mi stava solo chiedendo di scattare delle foto. Voleva che gli costruissi una nuova immagine per i prossimi 10 anni."

Riguardo al set fotografico: "Era il mondo in cui viveva. Era come guardarlo nella sua piccola prigione dorata, scoprire. Era estremamente curioso e colto, ma sempre umile, rispettoso e gentile. Quando s'innamorava di un nuovo dettaglio, saltava sul divano battendo le mani. Mi abbracciava e s'inchinava a mani giunte, in stile giapponese. Dovetti chiedergli di smettere di ringraziarmi, ma ne fui profondamente colpito."

Il fotografo dichiara che da parte di Jackson non vi fu alcuna eccentrica richiesta da star, alcuna lamentela per il cibo o per la temperatura dell'ambiente ed aggiunge: "Aveva quest'abilità di accendersi e spegnersi nel giro di 2 secondi. Gli chiesi di ballare per alcuni scatti ma pensai che stesse sonnecchiando. Sembrava stanco. Poi improvvisamente si mise in moto e cominciò."

A proposito degli abiti scelti per il servizio fotografico: "Voleva sognare, sentire l'eleganza del "tocco francese". Quando gli portai i ricami di François Lesage, li toccò rimanendone affascinato. Non aveva mai visto un lavoro artigianale così delicato."

Ad ogni modo, il progetto non andò sempre liscio come l'olio. Bani infatti ricorda che per 2 settimane non ebbe più notizie di Jackson il quale, a volte, si presentava con 3 o 4 ore di ritardo perchè aveva dovuto girare intorno al palazzo per 15 volte nel tentativo di seminare i fans. Anche il luogo di lavoro cambiò svariate volte, passando da Parigi a New York, dalla Germania a Disneyland Paris, per poi ritornare nuovamente alla capitale francese. Il Re del Pop, inoltre, si assentò proprio il primo giorno di riprese.

Traduzione dell'articolo su Paris Match

STUPORE AL WALDORF. IL GIOVANE FRANCESE SUGGERISCE A MICHAEL DI TAGLIARSI I CAPELLI…SACRILEGIO, TUTTI TRATTENGONO IL RESPIRO, MA “L'AUTORITA'” DICE OK.

"Per loro ero un intruso, l'ennesimo capriccio di Michael. Sony non aveva scelta. Per contratto, l'etichetta discografica,doveva produrre un album all'anno Michael voleva che io gli facessi delle foto con un mantello d'oro per il suo prossimo album, "Invincible". Ho pregato che fosse vero fino all'ultimo momento.” Arno Bani ha pensato che fosse uno scherzo. Anche quando gli fu consegnato un biglietto di andata e ritorno per New York su invito del cantante. All'aeroporto Kennedy,un tipo vestito elegante con un cartello con il suo nome, che guidava la limousine aveva un espressione così seria che cominciò a crederci. Arrivò al Waldorf Astoria, dove la stella aveva a affittato tutto un piano, e così si convinse del tutto. Ma il giorno dopo, a pranzo con degli esponenti della Epic Records, l'etichetta del cantante, l'atmosfera era glaciale. Circondato dai servizi di sicurezza, un elegante sessantenne diede un'occhiata sprezzante ai bermuda da Skater indossati da questo francese di 23 anni. E disse "Lei questo pomeriggio si incontrerà con Michael Jackson. Da ora in poi, si dimentichi tutto. Altrimenti…"
Insieme ad un gorilla Arno pazienta in un'anticamera. Dopo di che: "Sono stato condotto in un corridoio,si è sentito bussare alla porta, è "LUI " apre…Mi ci circonda tra le sue braccia, una decina di volte, e con una voce morbida e sottile mi ringrazia per essere là. "Michael appare senza trucco. Indossa un pigiama color vino (prugna). "Non sembra del tutto umano". E' unico, è impressionante e subito accattivante"-Racconta Bani. Quello che colpisce, sono due occhi enormi, neri e magnificenti in un viso statico, eroso dalla chirurgia estetica. E anche questo taglio di capelli strano fatto con "parrucche diverse" sovrapposte. Michael Jackson cammina o per usare un termine migliore, fluttua sulla moquette della sua suite in arredamento classico. Schermi al plasma e videogiochi sono le uniche cose infantili.
Arno poggia il suo libro per terra e parla in inglese stentato. Nonostante la timidezza, si crea alchimia. Michael accarezza le pagine, applaude in silenzio quando gli piace, come un bambino privato del linguaggio. Ha detto: "Mi piace mi piace", alzandosi e saltellando. Le guardie del corpo, il direttore artistico, i suoi consiglieri, non si muovono. Arno racconta che vive a Parigi, e che è andato laggiù solo per incontrarlo. Dopo un'infinità di complimenti la star lo lascia andare.
Con la massima segretezza imposta dalla Sony, Arno Bani mette su la sua squadra: giovani come lui. Stanno lavorando sui bozzetti,devono avvertire gli uffici stampa e le boutique di lusso. Cinque o sei volte durante quei tre mesi di stress e preparazione, Arno è dovuto ritornare a New York: "Sono tornato a Parigi, ho lavorato, ho rimandato le cose per giorni non ho avuto notizie, mi davano nuovi appuntamenti ma ogni volta li rimandavano.Tutti i giorni al Waldorf Astoria è la stessa storia. Quelli della Sony sembrano essere sempre più infastiditi da questo giovane francese che propone vestiti da 15.000 euro. Michael amava tutto ed era d'accordo su tutto. Ha chiesto ad Arno di pensare ad altri scenari, altre immagini, una serie ispirata a Fred Astaire…"
"Ha anche detto che volevo prendermi cura del suo look per i prossimi dieci anni" Michael ammira i modelli, immerge le mani in barattoli di glitter sparsi da Arno sulla moquette: "Oh yeah, yeah" esclamò Michael , battendo le mani.
Allineati come cipolle, il suo entourage: il parrucchiere, lo stilista, il truccatore, la casa discografica e gli assistenti. La star non ha parlato con loro, ma ognuno scriveva ogni piccola sua volontà in un taccuino che tutti avevano. "Ho ricevuto suggerimenti da ognuno di loro al mio ritorno:"A Michael piace il blu, pensiamo che gli stia molto bene" ma io lo sapevo già, me lo aveva fatto comprendere con un gesto.. E 'stato come essere davanti alla Corte, dove tutti loro , per giustificare il loro ruolo ci hanno fatto solo perdere tempo. "Quando Arno propose a Michael di tagliare i suoi capelli, tutti avevano uno sguardo che sembrava dire: "come osa?”" Sì, avevo osato. Avevo detto a Michael che le sue parrucche non andavano bene.
Arno mostra le foto dei tagli, tagli corti stile anni 70. La "Corte" presente ritiene che Arno stia firmando la sua condanna a morte, ma Michael concorda". OK, lo faccio".
Nessuno lo contraddice. Mai. Nell'ultimo incontro, abbiamo bisogno di una lista di tutti i prodotti di bellezza che verranno usati per effettuare dei test in laboratorio e assicurarsi che non provochino allergie. Per gli scatti, abbiamo pensato a Los Angeles, New York, Miami e anche Disneyland Paris. Si sarà finalmente a Parigi alla fine di luglio del 1999.
Il conto spese è degno di una superproduzione hollywoodiana.La casa discografica piange nel
veder arrivare le fatture.Lo studio dev'essere abbastanza grande da far entrare un'automobile
e consentire un'evacuazione in elicottero. Presso Duran Duboi,a Issy-les-Molineaux,Arno
Bani fa preparare dieci locations fotografiche, dieci universi differenti e tramezzati. Serve
una sala da gioco per i bambini,un camerino in muratura perchè la star non debba mai
incrociare estranei nei corridoi.La veglia,una seduta di prova,si tiene nella suite del
cantante all'hotel Plaza Ath?n?e,in viale Montaigne.
Quella notte,Michael si fa aprire il reparto dei giochi nel sottosuolo dei grandi magazzini Samaritaine.
Il giorno successivo,mentre tutta l'?quipe aspetta febbrilmente nell'androne,lui non arriva.
L'appuntamento è posticipato al mattino successivo verso le 9. Due ore più tardi,dal walkie talkie,Arno apprende che "l'Autorità",nome in codice di Jackson,"ha appena lasciato il suo palazzo",""svolta sulla via periferica","fa semicerchi per seminare i paparazzi"…Le due enormi porte in ferro dell'hangar industriale si dischiudono infine davanti all'imponente BMW blindata.
Arno ha come direttiva quella di trovarsi,da solo,al centro di questo immenso spazio.Trincerata dietro una tenda nera,tutta l'?quipe trattiene il respiro.Alcuni hanno operato dei piccoli fori per intravedere Jackson.Secondo la ricostruzione riferita,Arno si dirige verso la portiera e la apre. Michael scende per primo,"in tenuta piuttosto sportiva",seguito da Prince Michael e da Paris.Abbraccia il fotografo: "Michael,grazie per essere venuto,benvenuto,benvenuto",ripete Arno.Le sole persone autorizzate ad avvicinarsi sono l'acconciatore,il truccatore e i due stilisti,fra i quali J?rome Dreyfuss,oggi star della marocchineria di lusso.Non appena finito il loro compito,hanno l'obbligo di ritirarsi.
Seb Bascle,l'acconciatore,è il primo che gli viene presentato.Questo pezzo di marcantonio di 35 anni non è il tipo da lasciarsi impressionare. Questo è quel che diceva prima di avere tra le sue mani la testa del "re del pop".
Un lato della testa del cantante è completamente calvo a causa di un'incidente avuto sul set di uno spot pubblicitario nel 1984. Ha rapidamente messo una base di parrucca, preparata prima, della lunghezza desiderata. Poi comincia a tagliare i suoi capelli veri che erano lunghi fino alle spalle. Michael non fa nessun commento. All'ora di pranzo, rifugiato nel suo “perimetro”,pranza con un menù speciale. L'umore della star è molto variabile "Aveva stati di trance e di torpore, di meditazione, ma quando ci rimettevamo al lavoro è veramente eccitato,come se si riaccendesse. Collegato ad una radio francese che trasmette vecchie canzoni, Topolino (il truccatore) comincia a truccarlo. Ci vogliono almeno 2 ore per “ricostruire” il viso di Michael prima di passare al vero trucco artistico. Michael Jackson restò di marmo:
“Non avevo mai visto niente del genere . Chiunque,si sarebbe messo a grattarsi e a contorcersi. Lui poteva passare ore a fissarsi nello specchio senza muoversi di un millimetro.”
“Papà il tuo nuovo look è fantastico” si entusiasmò Prince.
Michael sorride. Ma quando il bambino si agita e disturba, il padre fa schioccare le dita per intimare uno “stop” e subito il bambino fila dritto. Passando, Joe Dassin gli strappa un "oh yeah" Michael gesticola, poi di nuovo il suo volto si blocca. Topolino gli soffia delle paillettes sul viso e l'entourage si lamenta con Arno. La sessione fotografica inizia con la foto con il mantello d'oro, la meno classica, ciò che Michael voleva fin dal primo giorno. Sul retro della copertina dell'album, lui sarebbe stato di schiena a dormire sulla luna che ha ispirato il suo celebre moonwalk.

musica classica in sottofondo: Michael occupa il set spaziale sottoposto agli scatti frenetici del fotografo con un'eleganza di cui egli è il solo a conoscere il segreto. La sua grazia è senza paragoni. Arriva la seconda sera…l'ultima volta, tutta l'equipe è pregata di scivolare dietro il grande sipario nero. Arno, esausto, accompagna Michael all'auto blindata. “E' stato molto bello,grazie veramente, grazie a tutti” mormora la star. Le porte di ferro si riaprono. Bani e i suoi amici si abbracciano. A bordo dello scooter, dietro al cancello del suo studio, il fotografo vide una moltitudine di disegni, fiori e striscion lasciati dai fans. "Si era tenuta una gigantesca manifestazione per Michael senza che ne accorgemmo".
Dopo aver ricevuto il contratto, Michael chiamò Arno ancora una volta: “E' stato cos' incredibile lavorare con te…”
Nel 2001 Invincible uscì, ma non ci sono le foto di Bani sulla copertina. Per contratto, il fotografo è sotto ingaggio della Sony per dieci anni. Lui non può fare niente solo deporle in una cassetta in banca e aspettare novità da Michael Jackson. Ma non lo farà. Michael è morto il 25 giugno 2009 e appena un mese dopo, il fotografo ha capito che quelle foto inedite erano tornate ad essere sue”.

grazie ad enry

COMUNICATO STAMPA Mostra MJ ritratto da Arno Bani, Milano, 20-25 ottobre 2010

Mostra esclusiva alla Fnac di Milano via Torino dal 20 al 25 ottobre 2010.
Michael Jackson ritratto da Arno Bani.
La mostra è aperta al pubblico e verranno esposte 12 fotografie tra cui due dei quattro grandi ritratti.
In contemporanea all'uscita del libro-catalogo d'asta in uscita mondiale.
Edizione di Lusso a 45 euro
edizione brossura a 19,90 euro (ridotta)
L'ippocampo edizioni

MICHAEL JACKSON AUDITORIUM

Lascia un commento

MICHAEL JACKSON AUDITORIUM

Grazie ad una petizione online, con cui sono state raccolte in poco tempo oltre 2000 firme, è stato scoperto nuovamente il nome di MJ sull'insegna dell'auditorium della Scuola Elementare Gardner Street di Hollywood.
L'auditorium era stato dedicato a MJ ai tempi della Bad Era, 11 ottobre 1989, non solo per la sua carriera ma anche in onore alla Persona Michael Jackson (come si può sentire dal discorso d'inaugurazione sul sito dei promotori della campagna) ed era stato coperto nel 2003 in seguito alle accuse di pedofilia (che portarono MJ al famoso processo del 2005 con cui si appurò la completa innocenza di MJ da tutti i capi d'accusa rivoltigli in quegli anni).
Ramon C. Cortines, rappresentate del distretto scolastico di Los Angeles, ha ordinato di risvelare il nome di MJ «in segno di riconoscenza dell'eredità musicale e del contributo dato da MJ alla cultura moderna».
Anche Katherine Jackson, tramite il profilo facebook di Taj Jackson, si è espressa a riguardo, dichiarando: «Dopo una serie di sentite conversazioni tra me, mio nipote Taj, l'amica di famiglia Jodi Gomes e il LAUSD, sono lieta di annunciare che la scuola porterà ancora una volta con orgoglio il nome di mio figio sul suo auditorium. Tutto questo  non poteva compiersi senza l'instancabile dedizione dei fans di mio figlio ed in modo particolare dei meravigliosi membri della "Uncover Michael Jackon's Name Campaign". Non vedo l'ora di rilasciare nei prossimi giorni una dichiarazione congiunta con la scuola e vi ringrazio di cuore. Michael ne sarebbe fiero».
Ecco la trascrizione del discorso d'inaugurazione con cui viene omaggiato il Re del Pop.
«In segno di rispetto e di amore per per te, non solo come performer, ma come buona persona ("fine human being"), ti consegnamo questo dono (targa d'oro)». Successivamente c'è il toccante discorso di MJ che viene coinvolto anche nel canto di "We are the world" con i bambini della scuola.
Adesso, finalmente, dopo 7 anni di oscuramento, è tornato alla luce il nome del Re del Pop. Ecco la foto ai tempi dell'inaugurazione, l'insegna "oscurata", e una foto attuale del nome nuovamente scoperto, pubblicate da TMZ.

African Music Awards 2010

Lascia un commento

Il 15 ottobre si sono svolti gli African Music Award 2010, alla Wembley Arena di Londra.
L’evento ha ottenuto un buon successo, con oltre 250 mila voti per stabilire i vincitori.
Anche Rebbie e Jermaine hanno partecipato, realizzando un tributoo a MJ.

Asta della Julien’s a Macao

Lascia un commento

Il 9 ottobre c’è stata l’asta della Jullien’s a Macao con cui sono stati venduti oltre 100 oggetti di MJ.
In questo modo, sono stati incassati più di un milione di dollari.
Gli articoli che hanno fruttato di più sono stati un pallone da basket autografato da Michael Jackson e Michael Jordan (245mila dollari) e un guanto nero tempestato di cristalli con fascia da braccio indossata nel ’95 (180mila dollari). Entrambi acquistati online.

Newer Entries