La parlamentare democratica Sheila Jackson Lee, durante la celebrazione del funerale di MJ, disse che avrebbe proposto una risoluzione al Congresso per riconoscere MJ come "leggenda americana" per il suo genio artistico e il suo impegno umanitario senza pari.
L’altro giorno, la democratica presidentessa del Congresso, Nancy Pelosi, si è schierata contro tale risoluzione, dicendo che non c’è alcun bisogno di questa risoluzione che porterebbe "opinioni opposte che in questo momento non servono".
Forse non si vuole sottrarre neanche un minuto alla pianificazione della guerra all’Iran di cui si comincia a ventilare; è probabile che la ricerca di una scusa migliore delle "armi di distruzione di massa irachene" richieda davvero tutto il loro impegno per giustificare una nuova probabile invasione…
Le dichiarazioni della Pelosi si aggiungono a quelle del parlamentare repubblicano Peter King che ha detto di non capire perché viene data tanta attenzione "ad un molestatore di bambini", invece di parlare dei soldati che combattono in Afghanistan e in Iraq. (King non spiega dove sono le "armi di distruzione di massa" che rappresentavano un pericolo per il mondo intero, però).
Evidentemente non c’è alcun interesse al riconoscimento della verità, emersa con la completa assoluzione di MJ da tutti i capi d’accusa nel 2005. Senza contare il fatto che, il giorno dopo la morte di MJ, Evan Chandler (il primo ragazzino ad aver mosso accuse contro MJ) si è affrettato a confessare alla stampa (sotto lauto compenso) di aver mentito nel ’93 perché costretto dal padre e vorrebbe poter chiedere il perdono di MJ. Strano che se ne sia ricordato dopo anni di feste a New York fatte coi soldi che spillò a MJ, ed abbia fatto queste dichiarazioni sotto compenso proprio quando ormai MJ non potrà più giovarne.
Chandler ora rischia un processo per falsa testimonianza per le menzogne del ’93, ma intanto MJ continua ad essere infamato dalla stampa e dai parlamentari.

Per quanto riguarda il discorso al funerale, a parte la strumentalizzazione della canzone "Beat it" spacciata come un incitamento all’esercito per "battere" i paesi stranieri, le dichiarazioni sul fatto che MJ incarna la realizzazione del "sogno americano" si conferma essere un’ipocrisia.
MJ è stato semplicemente un grande artista (il più grande di tutti i tempi, ma pur sempre un artista), che con il suo talento è riuscito ad ottenere successo nazionale e internazionale. Ogni paese ha artisti che riescono ad ottenere lo stesso (anche se in modo ridotto).
Il "sogno americano", a quanto pare, non è quello di permettere a tutti di realizzarsi (perché questo avviene in tutti i paesi), ma è quello di distruggere chi riesce a realizzarsi. Con MJ, prima hanno provato a distruggerlo rovinandogli l’immagine pubblica con 25 anni di diffamazioni e accuse inventate, poi hanno distrutto il sogno "Neverland" violandolo nel 2003 e provocandone l’abbandono di MJ, ed infine si sono spinti fino a provocarli la morte prematura.

Se davvero si ha intenzione di cambiare questo tipo di comportamento e si vuole attestare davvero anche un riconoscimento a MJ, il più grande omaggio che si potrebbe fare è una legge che, almeno da adesso in poi, impedisca la pubblicazione di falsità, malignità, notizie inventate e storie infondate, e che vengano regolati anche i paparazzi, in modo che tutto ciò che ha subìto MJ non si venga a ripetere mai più, né con lui e la sua famiglia, né con nessun altro.
Sarebbe un ottimo segno di rispetto e comprensione nei suoi confronti e nei confronti di tutte le persone oneste, e sarebbe un atto apprezzato in tutto il mondo.

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