Sulla MSNBC è stata diffusa un’intervista al commosso Jermaine, il fratello maggiore di Michael.
Jermaine ripercorre nel suo racconto il momento drammatico di quando ha ascoltato la voce della madre apprendendo la notizia della morte di MJ, lasciando trasparire e intuire lo shock che rappresenta questo avvenimento.
Ricorda la bontà di MJ, lo definisce un "dono del cielo". Ricorda la sua volontà e il suo impegno continuo nel cercare di cambiare in meglio questo mondo. Ricorda anche della beneficenza e delle visite che MJ riservava ad ospedali e orfanotrofi, portando un pò di sostegno e speranza ai più bisognosi. "Michael Jackson provava gioia nel far felici gli altri", dice.
E aggiunge: "Se n’è andato troppo presto. Non so come la prenderà la gente, ma avrei preferito fosse toccato a me".
Elogia Neverland, in cui è stata fatta l’intervista, ricordando che si tratta di un’altra delle meravigliose creazioni di Michael. Si tratta della sua casa, che ha creato lui stesso. Jermaine dice che si sente la presenza di Michael in tutto il ranch. E’ un luogo tranquillo, invita anche i suoi parenti ad andarci e provare a sentire le sue stesse sensazioni, sapendo l’amore che ci ha messo MJ nell’ideare la sua casa. Si augura, dunque, che Neverland possa essere anche la sua ultima e definitiva "residenza".
Ricorda, infatti, che MJ abbandonò Neverland dopo le intrusioni seguite alle ingiuste accuse del 2003. MJ si sentì ferito, con la sua privacy violata, e per questo decise di andarsene. Ma in realtà Michael amava Neverland.
Quando si finisce per parlare delle possibili cause della morte di Michael, Jermaine non sa che pensare. L’intera faccenda è ancora troppo oscura per riuscire ad avere delle certezze. Ci tiene a ricordare, però, che MJ era sempre stato contrario alle droghe. Ed anche se la depressione dovuta alle calunnie lo avevano poi spinto a volte ad assumere certi prodotti (come psicofarmaci prescritti normalmente nel sistema statunitense), la sua contrarietà a tali prodotti non si è mai affievolita (a dimostrazione di ciò, c’è la canzone "Morphine", composta da MJ e uscita nel ’97, che tratta proprio questo argomento).
Per le disposizioni scritte nel testamento, Jermaine conferma che Katherine è una persona splendida, ha un buon rapporto consolidato con i tre bambini e non è troppo anziana per occuparsene come tenta di insinuare qualcuno, quindi è la persona giusta che possa occuparsi dei tre figli di Michael.
Conferma, poi che i bambini non hanno visto MJ morire, ma l’hanno visto solo successivamente, all’ospedale (smentendo la solita menzogna scandalistica e scandalosa che diceva diversamente).
Jermaine dice che MJ è stato un padre meraviglioso. I figli amavano stare con lui, viaggiare e giocare insieme. Ma la cosa più importante è l’amore che è riuscito a dar loro.
E’ riuscito a dar loro tutto l’affetto che lui probabilmente non aveva provato. Fin da piccolo, ricorda, MJ ha avuto troppa pressione. Dall’epoca dei Jackson 5 era rimasto vittima del successo che non gli aveva permesso di avere un’infanzia (come egli stesso confessò in un’altra canzone), e questo è ciò che non ha voluto che si ripetesse con i suoi figli.
Ricordando l’epoca dei Jackson 5, dice che hanno vissuto comunque momenti fantastici e rimpiange il fatto di non poter ricomporre mai più il gruppo originale, anche se sarebbe potuto ancora accadere.
Per le condizioni fisiche e l’impegno dei 50 concerti, dice:
«Michael era davvero forte, fisicamente. Era un ballerino e non ha mai smesso di ballare. Era davvero pronto fisicamente». Michael era davvero entusiasta del progetto. Diceva che non vedeva l’ora di mostrare anche a loro i suoi show a Londra.

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